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J.P. Morgan vede l'Europa protagonista del nuovo ciclo di innovazione green

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
J.P. Morgan vede l'Europa protagonista del nuovo ciclo di innovazione green
J.P. Morgan vede l'Europa protagonista del nuovo ciclo di innovazione green

Dopo il ciclo decennale dell’innovazione tecnologica guidata dai colossi USA si apre una nuova fase di investimenti ambientali in cui l’Europa può giocare un ruolo guida, insieme anche alla Cina

Il decennio che stiamo lasciando alle spalle è stato marcato dall’innovazione tecnologica guidata dai big americani con un’accelerazione potente che ha coinciso con l’irruzione della pandemia che ha dato una forte spinta alla digitalizzazione in tutte le sue declinazioni. Ora si sta aprendo una nuova fase, guidata dall’innovazione focalizzata sulla protezione dell’ambiente e sull’avvento di un’economia a basso contenuto di carbonio, di cui l’Europa potrebbe diventare protagonista, insieme alla Cina. E’ l’indicazione per gli investitori che guardano alle prospettive del prossimo decennio emersa da un webinar di J. P. Morgan Asset Management a cui hanno partecipato John Bilton, Head of Global Multi-Asset Strategy, Thushka Maharaj, Global Multi-Asset Strategy, Vincent Juvyns, Global Market Strategist, e Sorca Kelly-Scholte, Head of EMEA Pensions Solutions & Advisory della grande casa d’investimento.

HIGH YIELD ATTRAENTI

L’indicazione di guardare a un futuro ‘green’ a trazione europea si inquadra in una visione macro, delineata da Thushka Maharaj, che vede il concerto delle politiche fiscali e monetarie, il che sostiene un livello di indebitamento pubblico dei paesi sviluppati senza tensioni sul costo dello stesso debito, grazie al livello bassissimo dei tassi di interesse e agli acquisti delle banche centrali. Un ambiente macro che, secondo Maharaj, rende particolarmente attraente il segmento High Yield del mercato del credito, che tra l’altro registrano un indice di Sharpe, che misura la performance in relazione al rischio sostenuto, migliore rispetto agli altri asset a rischio, come l’azionario. La conclusione di Maharaj è che quello attuale è un buon momento per l’investimento nel settore del credito.

EUROPA LEADER DELL’INNOVAZIONE GREEN

Le prospettive del mercato azionario sono state esaminate da Juvyns, secondo cui è appunto in corso un cambiamento del focus, dopo un decennio dominato dall’avanzamento tecnologico digitale e guidato dai colossi americani, che hanno beneficiato dell’accelerazione impressa dalla pandemia a tutti i comparti, dall’e-commerce allo spostamento online di molte attività. Ora invece il focus, pur restando sull’innovazione, si sta spostando sulla nuova frontiera green, che abbraccia tutte le attività a protezione dell’ambiente legate alla transizione verso un’economia a basso contenuto di carbonio. In questo campo, sottolinea l’esperto di J. P. Morgan AM, l’Europa appare particolarmente ben posizionata, soprattutto per la leadership politica che esercita in questo campo.

IL VALORE DEL DEBITO BUONO

Juvyns ha sottolineato che la transizione energetica e ambientale comporterà una certa dose di distruzione, come è caratteristico di tutte le ondate di innovazione, ma sarà meno impattante di quanto generalmente ritenuto, mentre sarà molto positiva sia per la ripresa delle economie, sia per il ritorno degli investimenti. I costi della transizione verso il green, infatti, saranno molto contenuti grazie allo stimolo fiscale. L’esperto di J. P. Morgan a questo proposito ha citato il concetto di ‘debito buono’ caro all’ex presidente della Bce Mario Draghi, come leva per trasferire la svolta green non solo ai settori più direttamente impattati, come l’energia, ma trasversalmente a tutte le attività produttive ed economiche. Per questo ha invitato gli investitori a non nutrire timori sulla transizione green, perché non avrà importanti effetti distruttivi, ma rappresenterà anzi una opportunità importante.

IMPORTANTI ANCHE GLI ASSET ALTERNATIVI

Un ruolo da segnalare lo avranno anche i bond green, nonostante i rendimenti contenuti, perché rappresentano per gli investitori una valida forma di protezione dal rischio, non solo il rischio emittente ma più in generale dal rischio economico. Nella asset allocation avranno anche un’importanza crescente gli investimenti alternativi, soprattutto quelli in asset ‘reali’. A questo proposito Sorca Kelly-Scholte ha sottolineato che nel portafoglio dell’investitore gli asset alternativi non sono più solo un optional, ma sono diventati una componente essenziale.