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John McAfee si è suicidato in carcere in Spagna

·3 minuto per la lettura

AGI - John McAfee, fondatore dell'omonimo sistema antivirus, si è suicidato in prigione in Spagna.

Accusato negli Usa di evasione fiscale, era stato arrestato all'aeroporto di Barcellona e il tribunale nazionale spagnolo ha approvato la sua estradizione negli Usa. Aveva 75 anni. 

La sua vita è piena di lati oscuri e colpi di scena. La notte del 21 novembre 2012 il cadavere del cinquantaduenne Gregory Faull viene ritrovato in una pozza di sangue nella sua casa di San Pedro, in Belize, dove si era trasferito dopo il divorzio. A ucciderlo è stato un proiettile da 9 mm il cui bossolo viene trovato vicino al corpo. Il suo telefono e il suo computer sono spariti ma non ci sono segni di effrazione. Due giorni prima aveva avuto l'ultima di una serie di liti furibonde con McAfee, il suo vicino, un ingegnere informatico che, nonostante l'età avanzata, trascorreva le sue giornate tra rumorosi party a base di droga e giovanissime prostitute. I poliziotti lo cercano per interrogarlo ma lui è già riuscito a scappare.

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Un mese dopo lo ritrovano in Guatemala, dove viene arrestato per immigrazione clandestina. Per evitare di essere deportato in Belize finge un attacco cardiaco. Nessun capo d'accusa formale viene presentato contro di lui in relazione alla misteriosa morte di Faull ed è ricercato solo come persona informata sui fatti, viene poi chiarito. Ai giornalisti racconta di essere fuggito perché temeva che il governo del Belize lo volesse morto. Il suo rapporto con le autorità dello stato latinoamericano dove si era trasferito nel 2008, dopo aver perso quasi tutto il suo patrimonio a causa della crisi finanziaria, in effetti era sempre stato difficile.

Alcuni mesi prima avevano smantellato il laboratorio dove fabbricava antibiotici sostenendo che, in realtà, vi producesse anfetamine. Ad ogni modo, niente di illegale era stato trovato nella struttura. E i contrasti sembravano essere stati archiviati: il sindaco di San Pedro lo aveva pure ringraziato quando l'8 novembre 2012, in conferenza stampa, McAfee aveva regalato alla polizia locale 40 pistole stordenti, manette e manganelli come personale contributo alla lotta al crimine che funestava l'industria turistica del Belize.

In Guatemala McAfee trova un avvocato che blocca il suo trasferimento in Belize. L'informatico viene deportato a Miami dove in un ristorante incontra la sua futura moglie, Janice Dyson, un'ex prostituta. La coppia si trasferisce prima a Portland, Oregon, e poi a Lexington, in Tennessee.

McAfee sembra finalmente aver trovato la pace dopo una vita travagliata segnata dagli stravizi. Prova a correre senza successo alle primarie del Partito Libertario per candidarsi alla presidenza Usa e torna a uno dei suoi vecchi amori, il mondo delle criptovalute.

Nel mondo dell'informatica, McAfee era una leggenda. Le richieste di consulenze fioccano. I 23,1 milioni di dollari guadagnati, con consigli ritenuti per giunta fraudolenti, mancano però all'appello del fisco. E il 5 ottobre 2020, incriminato dal dipartimento di Giustizia, McAfee parte per l'ultima fuga, direzione Istanbul, ma viene fermato dalla polizia spagnola all'aeroporto di Barcellona in attesa di essere estradato negli Stati Uniti, dove rischia fino a cinque anni di detenzione. Oggi ha messo fine alla sua vita.

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