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Jti: "Leva fiscale corretta contrasta mercato illecito tabacco"

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Marchi forti, tracciabilità delle materie prime e una corretta leva fiscale possono essere "strumenti per combattere il commercio illecito dei tabacchi" che, solo fra gennaio 2018 e maggio 2019, ha fatto registare 335 tonnellate di tabacchi lavorati esteri sequestrati dalla Guardia di Finanza. Stando alla ricerca di Swg presentata oggi a Roma da Jti Italia - all'incontro "Il fenomeno del commercio illecito nel settore dei tabacchi" - emerge inoltre che "c'è un legame tra tassazione, protezione del brand e commercio illecito del tabacco" e che, riguardo la forza del brand, per "il 70% degli intervistati la marca ha una funzione fondamentale".  

"Anche un aumento importante e improvviso della tassazione può nuocere al mercato legale a favore di quello illegale" ha messo in evidenza il presidente e amministratore delegato di Jti Italia, Gian Luigi Cervesato, parlando nel corso dell'incontro cui sono intervenuti anche il Direttore di Ricerca di Swg, Riccardo Grassi, e la specialista anticontraffazione di Indicam, Mariachiara Anselmino. Ad intervenire sul tema anche l'economista Carlo Cottarelli, direttore dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, nel corso della tavola rotonda su 'Le sfide del commercio illecito'.  

In questo quadro, Cervesato ha sottolineato che Jti lavora "al fianco delle forze dell'ordine italiane, della Guardia di Finanza" e che "il peso del mercato illecito in questo settore ha ormai raggiunto i 700 milioni di euro nel nostro Paese, per salire anche a 10 miliardi di euro a livello europeo". Eppure, ha osservato il top manager, "la risposta dei cittadini mostra un fenomeno 'quasi sconosciuto' all'opinione pubblica. Questo nonostante il settore tabacchicolo in Italia faccia registrare un gettito per lo Stato pari a 13,883 miliardi di euro, di cui 10,582 miliardi di accise e 3,302 miliardi di Iva.  

Cervesato ha quindi avvertito che nel "Dl fiscale e nella Legge di Bilancio in via di approvazione saranno assunte norme che potranno influire su tutto il 2020" e ha chiarito che "gli aumenti improvvisi della tassazione fanno male a tutti, mentre una leva fiscale corretta per il settore può aiutare a contrastare il commercio illecito" e "spingere nuovi investimenti". "Siamo a disposizione delle autorità e delle istituzioni -ha detto il numero uno di Jti Italia- per rivedere l'attuale sistema normativo nella sua totalità ma muovendoci su due punti chiave: un approccio programmatico di medio e lungo termine, invece di un'attività basata sull'urgenza, ed un trattamento più bilanciato di tutte le categorie del settore".  

"Questi due aspetti sono due punti chiave che porteranno ad un gettito costante per lo Stato ma anche ad incentivi per ulteriori investimenti sul territorio ed a livello nazionale" ha inoltre rilevato l'ad in Italia del colosso del tabacco giapponese che oggi, nel nostro Paese, si attesta in seconda posizione nel mercato del tabacco con una quota pari al 24,5%.  

"Notiamo una grandissima ripresa del commercio illecito e questi improvvisi aumenti di tassazione non fanno altro che aumentare il fenomeno" ed "oggi, col nostro workshop, vogliamo proprio mettere a fuoco la relazione tra tassazione, protezione del brand e commercio illecito" ha spiegato Lorenzo Fronteddu, Corporate Affairs & Communications Director di Jti Italia. "Esiste un indotto, una filiera, un'industria che sostiene il mondo del tabacco: rimettere al centro questa filiera ed il mondo produttivo è sicuramente un primo passo nella ripresa del sistema economico del Paese" ha aggiunto Fronteddu.  

Guardando ai risultati della ricerca di Swg commissionata da Jti "Il valore del brand e del packaging nella scelta del consumatore" - uno studio che ha voluto misurare in profondità il nesso tra brand, packaging e scelte di consumo - tra i principali risultati emerge l’importanza della marca come driver nella scelta di acquisto del consumatore: per il 30% degli intervistati infatti, il brand fa distinguere il prodotto, per il 35% garantisce lavorazione controllata e per il 29% aiuta a capire la qualità di un prodotto.  

Significativa, inoltre, secondo lo studio anche la percentuale di italiani che non attribuisce valore alla marca: solo il 15% del campione. Nel mondo dei tabacchi, l’affezione al brand risulta essere superiore rispetto agli altri settori, segnala ancora la ricerca.  

Il dibattito del workshop promosso da Jti a Roma riguarda anche gli effetti sulla percezione di affidabilità e sicurezza dei prodotti, con un conseguente indebolimento del brand sul mercato legale a vantaggio del commercio illecito. Su queste tematiche legate principalmente al commercio illegale ne hanno discusso durante la giornata di lavori, oltre all'economista Cottarelli, anche i parlamentari Marco Di Maio di Italia Viva, Massimiliano Capitanio della Lega, Alessandro Cattaneo di Forza Italia, Maria Laura Paxia e Antonio Zennaro del Movimento 5 Stelle.