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Juve, Marchisio: 'Il problema non è Allegri, sono i senatori a dover trascinare i giovani' VIDEO

·4 minuto per la lettura

A margine della presentazione della L84, la società di futsal neopromossa in serie A di cui è testimonial, Claudio Marchisio ha analizzato e sviscerato la situazione attuale della Juve.

FALSA PARTENZA - "Partenza inaspettata sotto gli occhi di tutti, soprattutto della Juve. Vediamo a La Spezia se ci sarà qualche cambiamento. Al di là dei risultati, salta all’occhio il fatto che ormai sia un periodo difficile, questa partenza è forse solo il frutto degli ultimi due anni. Manca un progetto solido rispetto a quanto ci aveva abituato la Juventus, non soltanto con le vittorie ma in tutto e per tutto. Siamo all’inizio, ma la frase di Allegri che parla di scontro diretto con lo Spezia fa capire che forse è giusto mettere anche questo tipo di pressione ai giocatori, è un momento delicato e si può recuperare in fretta ma anche si rischia di prendere una strada complicata per tutta la stagione".

LA MAGLIA - "È difficile indossare la maglia in questo momento, come lo era però anche negli anni in cui si vinceva. La vittoria non era mai scontata, forse lo era per gli altri ma non per noi. Io per esperienza ho vissuto un’annata iniziata un po’ così, ma sono squadre diverse in momenti diversi. Là era partita male ma arrivavamo da una finale di Champions, qui si arriva da due anni difficili. Però i giocatori non sono di certo scarsi, anzi. Devono però trovare una strada tutti insieme, uniti, a livello tecnico e mentale, nello spogliatoio e in campo. Questo può portare a prendere meno gol, a segnarne, a fare risultati. La Juve oggi è una squadra che viene spesso recuperata, questo succede se non hai il controllo. Qualcosa sicuramente manca, speriamo che possa ritrovarsi già da stasera".

CENTROCAMPO - "Possiamo dire che manca qualcosa, ma non è che i problemi sono solo in un reparto. Io penso che dal centrocampo nasce la base per una squadra, ma si difende e si attacca in 11. Non è sempre colpa di una papera del portiere, bisogna anche vedere come arrivano a tirare in porta, la fase difensiva dipende da tutti. Serve sacrificio, attenzione. Ci sono tanti piccoli errori che poi portano a subire tutti insieme".

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RONALDO - "Credo che sia mancato un progetto solido e lineare. Prendiamo Cristiano Ronaldo, il problema era lui? È andato via, segna, allora il problema non era lui. Io credo che intorno a Ronaldo non sia stata costruita la squadra giusta, un giocatore come lui non sia stato accompagnato da una squadra adatta a lui".

COME SE NE ESCE - "Giorno per giorno, non ci puoi fare nulla. Non c'entrano progetti, cambi di allenatori o di giocatori: deve uscire la squadra cercando di rimanere unita, capendo non solo la maglia che indossi ma il momento, adesso devi portare le partite a casa. Non c'è da guardare in faccia l'avversario, il gioco, la prestazione del singolo, ma scendere in campo e portare a casa punti: servono punti, non il bel gioco".

LE RIVALI - "Il campionato è iniziato come doveva iniziare tranne la Juve che sta perdendo punti. Il tempo dirà chi è cresciuto e chi no. A inizio campionato ero titubante su chi mettere in prima fila a parte l'Inter che è campione d'Italia. Sono stati cambiati tanti allenatori e modi di giocare: la Lazio fa fatica mentre Simone Inzaghi si è inserito in un progetto già solido cambiando non tantissimo ma portando la sua esperienza e partendo bene. La differenza tra Juve e Inter l'abbiamo vista ieri sera con la Fiorentina: i viola hanno dominato tutto il primo tempo ma come l'anno scorso l'Inter l'ha ribaltata da gr4ande squadra".

ALLEGRI E I GIOVANI - "Ha sempre cercato di dare possibilità anche durante errori importanti ai giovani. Bentancur, Coman, Fagioli: ce ne sono tanti. Il problema non è Allegri con i giovani, ma chi ha ancora la voglia e la linfa in questo momento di tirare fuori ancora di più per far risollevare i giovani, anche tra i senatori. Locatelli che arriva in una situazione del genere non è facilitato nel suo processo di crescita. Sono più i senatori, chi arriva da vittorie europee, chi arriva da annate difficili, chi è a fine carriera e forse dice 'ho già vinto' e non ha più gli stimoli. I primi stimoli devono arrivare da loro e devono essere trasmessi ai giovani. È vero che i giovani devono prendersi le proprie responsabilità, indossare una maglia che pesa, ma nello stesso tempo c'è sempre bisogno dei senatori che dopo tanti anni di vittorie riescono a tirare fuori quell'energia che i giovani hanno e che può fare la differenza".

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