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Kairos: "Le compagnie petrolifere si trasformeranno puntando sulle rinnovabili"

Virgilio Chelli
·4 minuto per la lettura
Kairos:
Kairos:

Oggi le grandi compagnie sono percepite come "Gigante Cattivo" ma secondo Kairos possono dare un forte contributo alla transizione verso l’energia pulita mobilitando investimenti ingenti, dal solare all’eolico

Anche se in declino, il petrolio resterà una fonte di energia importante ancora per molti anni, e forse quelle che oggi chiamiamo società petrolifere domani saranno le "Società dell'Energia". Lo sostiene un’analisi del nuovo numero di EnSiGn Matter, la rubrica per comprendere la finanza sostenibile e approfondire i principali temi ESG di Kairos, del gruppo Julius Baer, a cura di Massimiliano Comità, Co-Portfolio Manager di KIS ActivESG. Oggi gli investitori in asset sostenibili guardano alle Oil Company come al Grande Gigante Cattivo, e non hanno tutti i torti, dato che oggi il petrolio e il gas sono colpevoli della maggior parte delle emissioni di CO2 del pianeta.

VOGLIA GLOBALE DI RINNOVABILI

Ma secondo l’esperto di Kairos i giganti petroliferi, pieni di dollari da investire, non rimarranno insensibili alla voglia globale di fonti rinnovabili. Già oggi le compagnie petrolifere non sono completamente estranee alle rinnovabili, investono in solare, wind onshore e offshore, biomassa, sono i principali attori dell’idrogeno blu e nelle loro stazioni di servizio stanno installando colonnine di ricarica per le auto elettriche. Ma l’energia prodotta da fonti alternative di queste compagnie rimane ancora intorno all’1% e il distacco dalle Utility è cospicuo, se si pensa che la sola Iberdrola ha installato una potenza maggiore dei Big Oil messi insieme.

SVOLTA DEGLI INVESTIMENTI

Se si allunga l’orizzonte le cose cominciano a essere diverse, al 2025 i Big Oil installeranno una potenza in fonti rinnovabili di circa la metà di quella prospettata dalle Utility europee, per ridurre ancora lo svantaggio dal 2030, quando sottrarranno quote di mercato all’altro settore più virtuoso. Vittime del processo saranno le attività di esplorazione e produzione, perché è inutile andare alla ricerca di idrocarburi se il mondo sta andando in un’altra direzione. Già dal 2021, si stima che gli investimenti in rinnovabili saranno superiori a quelli tradizionali, e per alcune compagnie il rapporto sarà anche di cinque a uno.

COMPAGNIE EUROPEE AVVANTAGGIATE

Per questo il denaro guadagnato dalle riserve attuali sarà progressivamente investito in rinnovabili, dando luogo a quella Trasformazione Energetica che renderà possibile il raggiungimento delle zero emissioni entro il 2050, obiettivo dell’Europa. Il mutamento arriverà prima per quelle compagnie dal lungo ciclo di produzione, con i pozzi pieni e pochi investimenti per mantenerli, come quelle europee, e svantaggerà quelle dal ciclo corto, che richiedono investimenti continui per l’estrazione del petrolio, come le società dello Shale Oil americano.

SCORPORO DELLE RINNOVABILI

Anche se i nuovi investimenti in rinnovabili non genereranno i cospicui flussi di cassa del petrolio, la ridotta volatilità di solare e vento rispetto a petrolio e gas e la sicurezza dei profitti futuri porteranno a un re-rating del settore, in linea con quello delle Utility, che viaggia mediamente a un multiplo doppio. Il trend può accelerare se le compagnie petrolifere scorporeranno le rinnovabili in sussidiarie, i cui multipli sarebbero ben superiori. L’esperto di Kairos sottolinea che qualcuno al Nord l’ha già fatto, quotando una società di carbon capture, una di wind offshore e una holding dedicata a tutte le energie alternative.

SOLARE FONTE PRIMARIA

Oggi più del 50% della potenza installata dalle compagnie petrolifere è nel solare e gli investimenti dal 2022 al 2025 vedranno il sole come fonte primaria, con la prospettiva di un’intensa attività di M&A, sia nello stesso solare che nel wind onshore. Ma secondo l’esperto di Kairos la tecnologia che stuzzica di più è quella del wind offshore, che potrebbe alla fine sostituire il petrolio come fonte principale del futuro. Richiede ingenti investimenti, fino a quattro volte il solare, per realizzare piattaforme sempre più lontane dalla costa simili alle piattaforme petrolifere galleggianti di oggi.

IL VANTAGGIO DELL’EOLICO OFFSHORE

Ma i ritorni dell’eolico offshore sono maggiori rispetto a solare ed eolico onshore, più vicini ai flussi del petrolio. Il petrolio resterà una fonte di energia per molti anni, anche se in declino, ma qualcosa si sta muovendo e secondo l’esperto di Kairos forse quelle che oggi chiamiamo società petrolifere, un domani saranno denominate semplicemente “Società dell’Energia”, e il Grande Gigante Cattivo si trasformerà in un Grande Gigante Gentile.