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Kehlsteinhaus: la casa in montagna del Fuhrer

·2 minuto per la lettura
nido dell'aquila baviera
nido dell'aquila baviera

L’antico rifugio Nido dell’Aquila si trova in Baviera ed è meta di curiosi e viaggiatori. Infatti, è stata una delle destinazioni più frequentate dal Führer tedesco, Hitler, che amava trascorrere le sue giornate tra le montagne bavaresi. Ma vediamo com’è diventato oggi il rifugio e quali sono le curiosità legate alla storia del dittatore.

Nido dell’Aquila in Baviera

Il Nido dell’Aquila, anche conosciuto come Kehlsteinhaus, è un rifugio alpino della Germania, situato nell’Obersalzberg delle Alpi bavaresi di Berchtesgaden. La struttura dista una ventina di chilometri dalla città austriaca di Salisburgo.

Originariamente, l’edificio era compreso nella proprietà della scomparsa Berghof, nota per essere stata la sottostante residenza privata di Adolf Hitler.

Il rifugio venne utilizzato dal Führer per alcuni incontri diplomatici, preferendo egli soggiornare alla vicina Berghof.

Nido dell'Aquila
Nido dell'Aquila

Kehlsteinhaus e Hitler

Hitler negli anni ’20 si innamorò della località tanto che vi costituì con i gerarchi del partito – Göring, Hess, Bormann, Speer e Göbbels – una sorta di quartier generale-bunker per le vacanze.

Questo villaggio, situato a circa 1.000 metri d’altezza, dove era ambitissimo essere invitati, è stato bombardato alla fine del ’45 e raso al suolo nel 1952.

Hitler soggiornò qui con Eva Braun in una villa da lui battezzata Berghof. Nel 1938 ebbe in dono dai gerarchi del partito per il suo cinquantesimo compleanno il celeberrimo “Nido dell’Aquila”. Il nome dello chalet-fortezza, infatti, fa chiaro riferimento all’antico simbolo della Germania e del Nazionalsocialismo, che è appunto un’aquila.

Il Führer, tuttavia, non utilizzò il Nido dell’aquila per scopi militari, bensì come luogo dove il Reichskanzler svolse soltanto alcune riunioni e incontri diplomatici. In queste occasioni ospitò il ministro degli esteri italiano Galeazzo Ciano nel 1939 ed il 17 ottobre 1940, in cui ebbe come ospite la principessa Maria José.

Complessivamente l’edificio era poco frequentato dal Führer e la sua presenza si diradò dopo lo scoppio del conflitto. Questo perché non era più ritenuto un luogo sufficientemente sicuro e per la ben nota paura delle altezze del dittatore tedesco.

Kehlsteinhaus
Kehlsteinhaus

Dopo la guerra

Al termine del conflitto, il Nido dell’Aquila divenne una fortezza militare degli Alleati, per poi essere riconsegnata al governo bavarese.

L’edificio venne in primo luogo demolito, e nel 1954 il governo decise di crearne un rifugio alpino dato in gestione al comune di Berchtesgaden. Ancora oggi il comune lo gestisce e devolve parte dei proventi alla fondazione per finanziare iniziative e attività culturali della zona.

Come arrivare

Per raggiungere il Nido dell’Aquila si deve arrivare ad Obersalzberg, presso Berchtesgaden. Da qui con il bus si giunge sul piazzale antistante l’ingresso al tunnel che porta all’ascensore, decorato con specchi, ottoni e sedili in pelle verde, che tuttora permette ai turisti di salire in 41 secondi là dove si rilassava con la sua Eva Braun l’uomo più odiato del XX secolo.