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L’azionario giapponese spera nell’inflazione

·3 minuto per la lettura

Chi ha investito nell’azionario giapponese deve fare il tifo per l’inflazione. “Le famiglie del paese conservano ancora quasi il 50% della loro attività finanziarie in contanti e depositi”, spiega Michael Wu, Senior Equity Analyst di Morningstar. “Una rotazione in asset più rischiosi e ad alto rendimento, come l’equity, per compensare un aumento dell'inflazione potrebbe sostenere gli scambi azionari nel medio termine. Noi prevediamo il passaggio verso le azioni a un ritmo del 5% all’anno per il prossimo quinquennio”.

Le ultime indicazioni riguardo al carovita del paese, intanto, parlano di una situazione stabile e ancora lontana dal target del 2% fissato dalla Bank of Japan (BoJ) per intervenire con eventuali strette. Per l'anno fiscale 2021-2022 l’istituto centrale prevede un'inflazione (misurata dalla componente core dell'indice dei prezzi al consumo) pari a zero, rispetto al +0,6% atteso nel mese di luglio. Per l'anno fiscale 2022/2023, però, l'inflazione core è attesa in rialzo dello 0,9%. Per il periodo seguente, le stime sono dell'1%.

Per evitare che la situazione sfugga di mano, tuttavia, la BoJ ha deciso di ridurre le misure di sostegno varate con l'esplosione della pandemia di Covid-19 annunciando il lancio del cosiddetto tapering dei suoi acquisti di corporate bond e di commercial paper. A partire dal prossimo aprile, quindi, la Bank of Japan ridurrà gradualmente gli acquisti di questi due asset, riportandoli ai livelli pre-pandemia.

Borsa debole

Nel frattempo l’equity giapponese regala poche soddisfazioni rispetto al resto del mondo. L’indice Morningstar Japan in un mese (fino al 21 dicembre e in euro) ha perso il 3,3% (-3,6% in yen). Da inizio anno ha guadagnato più del 9% (+3% nel 2020). In quattro settimane il paniere Global Markets è sceso del 2% (+24,7% da gennaio e +6,5% nel 2020).

Indici Morningstar Japan e Global Markets a confronto

Dal punto di vista delle valutazioni di Borsa, attualmente secondo il Morningstar Global Market Barometer, l’azionario nipponico è sottovalutato del 9% rispetto al rapporto Price/Fair value (relativamente alle stock coperte dall’analisi Morningstar. Dato in yen aggiornato al 20 dicembre 2021).

Per quanto riguarda i fondi specializzati sul Giappone, la categoria equity Large cap in un mese ha perso il 3,77%, portando a +9,5% la performance da inizio anno. Il segmento Small\Mid cap in quattro settimane si è lasciato per strada il 6,3% (+5,7% da gennaio).

Categorie Morningstar Japan a confronto

Investitori esteri e BoJ

Quando si parla di azioni giapponesi, tuttavia, ci sono anche altri elementi da tenere in considerazione oltre all’inflazione. “Ad esempio gli investitori internazionali, che operano più di metà del volume di scambi azionari in Borsa”, dice l’analista. “Il sentiment verso le politiche fiscali del governo giapponese potrebbe dare una spinta all'economia e al listino. Un calo della fiducia, invece, potrebbe vedere gli investitori internazionali uscire dall’equity del paese. Di recente, comunque, c'è stato un rinnovato interesse da parte di questa categoria di operatori per quanto riguarda le pratiche di corporate governance”.

Non va poi dimenticato il ruolo della Bank of Japan che, da sola, controlla circa l’80% del mercato degli ETF ed è tra le prime cinque azioniste di 55 società dell'indice Nikkei 225. “Insomma, la banca centrale è in una posizione tale per cui, ogni vendita che farà, avrà un impatto significativo sul mercato”, dice l’analista.

Di Marco Caprotti

Autore: Morningstar Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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