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L’economia sommersa vale oltre un decimo del Pil

Antonio Cardarelli
·2 minuti per la lettura
L’economia sommersa vale oltre un decimo del Pil
L’economia sommersa vale oltre un decimo del Pil

Il rapporto Istat fotografa peso e componenti dell’economia italiana che sfugge al fisco. In aumento il giro d’affari derivante da attività illegali come il traffico di stupefacenti

Quanto vale l’economia sommersa in Italia? Secondo le ultime stime dell’Istat più o meno un decimo del Pil, una cifra che quindi si aggira intorno a 211 miliardi di euro. Un calcolo, quello dell’Istat, riferito all’anno 2018 e che assegna all’economia “grigia” una quota dell’11,9% del prodotto interno lordo italiano.

TOTALE IN CALO

Rispetto al 2017, il totale dell’economia sommersa – che nell’analisi dell’Istat comprende sia il sommerso che l’illegale (stupefacenti, prostituzione e contrabbando di sigarette) – la cifra complessiva è in calo di circa tre miliardi di euro, confermano così il calo dal picco registrato nel 2014. Un calo dovuto alla flessione della parte di sommerso che deriva da sottodichiarazione del valore aggiunto e lavoro irregolare, mentre le attività illegali sono cresciute.

LAVORATORI IRREGOLARI

Tuttavia, a impressionare sono soprattutto i numeri riferiti al mondo del lavoro, con 3 milioni e 652 mila irregolari, in calo ma comunque ancora troppi. Complessivamente, nonostante il valore aggiunto complessivo sia cresciuto del 2,2%, nel 2018 secondo l’Istat l’economia sommersa ha registrato una lieve frenata. Una frenata dovuta alla diminuzione delle somme da sotto-dichiarazione (-2,9 miliardi rispetto al 2017) e dal lavoro irregolare (-1,7 miliardi).

IL FENOMENO DELLE SOTTO-DICHIARAZIONI

Inoltre, sempre rispetto al 2017, si nota una composizione diversa delle quote di incidenza con un aumento delle “altre componenti” (dal 7,6% all’8,3%) e dell’economia illegale (dall’8,8% al 9,1%). Seppur in calo rispetto al 2017, la componente che incide di più sul totale dell’economia sommersa e illegale è quella della sotto-dichiarazione del valore aggiunto, che comprende le comunicazioni volutamente errate su fatturato e costi, e raggiunge i 95,6 miliardi di euro nel 2018. Tre i settori maggiormente interessati da questo fenomeno: commercio, trasporti, alloggio e ristorazione, che coprono il 40,3% del totale.

LE ATTIVITÀ ILLEGALI

In crescita, invece, l’economia illegale, che pesa per l’1,1% del PIL, con un aumento importante dell’attività legata agli stupefacenti. "Rispetto al 2017 – si legge nel rapporto Istat - si è registrato un incremento dell’1,8%, pari a 342 milioni di euro, meno rilevante di quello dei due anni precedenti, quando l’economia illegale era aumentata di oltre 800 milioni l’anno. I consumi finali di beni e servizi illegali sono risultati pari a 21,6 miliardi di euro (corrispondenti al 2,0% del valore complessivo della spesa per consumi finali), in aumento di 0,4 miliardi rispetto al 2017".