Italia markets open in 7 hours 47 minutes
  • Dow Jones

    31.535,51
    +603,14 (+1,95%)
     
  • Nasdaq

    13.588,83
    +396,48 (+3,01%)
     
  • Nikkei 225

    29.663,50
    0,00 (0,00%)
     
  • EUR/USD

    1,2050
    -0,0010 (-0,08%)
     
  • BTC-EUR

    41.310,10
    +2.929,09 (+7,63%)
     
  • CMC Crypto 200

    982,63
    +54,40 (+5,86%)
     
  • HANG SENG

    29.452,57
    +472,36 (+1,63%)
     
  • S&P 500

    3.901,82
    +90,67 (+2,38%)
     

L’effetto Draghi abbatte lo spread sotto i 100 punti base

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 4 feb. (askanews) - Non accadeva dai primi giorni del gennaio 2016, oltre 5 anni fa. Il differenziale di rendimento tra titoli di Stato Italiani a 10 anni e Bund equivalenti della Germania, il famigerato spread è sceso sotto la soglia psicologica dei 100 punti base, con un minimo di seduta a 99 punti base.

Complice una nuova giornata di "effetto Draghi" calmierante sulle emissioni della Penisola, che come ieri hanno segnato in solitario nuove attenuazioni sui tassi retributivi, fino allo 0,55%, secondo i dati della piattaforma Mts. Su questi titoli i rendimenti si muovono nella direzione specularmente opposta al prezzo: calano quando quest'ultimo sale a seguito di acquisti, e viceversa.

Le emissioni di tutti gli altri Paesi dell'area euro, all'opposto, oggi segnavano lievi rialzi, inclusi i Bund i cui tassi sono risalti al meno 0,43%. E così si è infranta questa soglia, che ha un suo alto valore simbolico mentre proseguono le consultazioni del presidente del Consiglio incaricato per formare un nuovo governo. I Btp hanno poi chiuso la seduta con i tassi a allo 0,55% e lo spread ancora a 99 punti base. Meno di due settimane fa il differenziale si attestava vicino ai 120 punti base.

E sono tornati a valori leggermente negativi i Btp a 5 anni, con un meno 0,02% in chiusura e uno spread a 66 punti base. I Btp a 2 anni, infine, hanno visto i rendimenti scendere ulteriormente in territorio negativo, con un meno 0,39% e uno spread sui Bund di soli 25 punti base.

Oltre alla prospettiva di una Italia guidata dal presidente della Bce, che in termini di quotazione dei mercati ha solo per questo guadagnato valore, va ricordato che a tenere bassi i rendimenti dei Btp di fondo ci sta sempre il piano di acquisti anticrisi che sta portando proprio l'istituzione di Francoforte, assieme all'Eurosistema, con operazioni che sui titoli tricolori vengono effettuate dalla Banca d'Italia.

La scorsa settimana con il Pepp sono stati acquistati titoli per altri 16,7 miliardi di euro, mentre nel mese di gennaio sono stati complessivamente acquistati 53 miliardi di euro netti di titoli pubblici e privati con questo programma. Il totale cumulato di acquisti netti del Pepp ha così superato 806 miliardi di euro, rispetto a una dotazione massima teorica che lo scorso dicembre la Bce ha rilanciato a 1.850 miliardi di euro.