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L’impatto del Coronavirus sulle asset class

Pierpaolo Molinengo
 

Rob Mumford, Investment Manager, azioni dei mercati emergenti di GAM, spiega che il pieno impatto del coronavirus resta da vedere, e nel mentre le autorità cinesi sono intervenute per fornire un sostegno significativo all'economia attraverso varie forme di stimolo monetario, fiscale e industriale. Questi sforzi si sono intensificati nelle ultime settimane, poiché è diventato chiaro che l'impatto, almeno nel breve termine, sarà probabilmente più dirompente rispetto a quello della SARS, con le previsioni del PIL per il primo trimestre che passano da un iniziale 4,5-5,5% su base annua ad alcuni commentatori che si aspettano un 1-3% su base annua (contro il 6% nel quarto trimestre del 2020). Anche se questo dovrebbe portare a qualche "vuoto d’aria" nell’andamento degli utili, gli investitori guardano oltre a questo periodo e si aspettano che l'aumento della domanda porterà a un impatto più modesto sull’arco dell’intero anno.

Rob Mumford prevede che i prossimi mesi saranno nel segno della volatilità man mano che verranno rilasciati ulteriori dati relativi al virus e le aziende cominceranno a includere nella propria reportistica l'impatto di questo difficile periodo, che ragionevolmente si farà sentire a livello internazionale, dato il crescente ruolo della Cina nell'economia globale. È probabile che l'esposizione settoriale e i modelli di business ne detteranno l'impatto e i commenti ufficiali indicano che le aziende della new economy basate sulla rete stanno soffrendo in misura minore (e in alcuni casi addirittura ne stanno beneficiando), mentre l'industria, l'energia e le materie prime stanno attraversando un periodo più difficile. Rob Mumford ritiene che ci siano interessanti prospettive di investimento nel mercato cinese, anche se la selettività è fondamentale in quanto alle aziende statali potrebbe essere richiesto di intensificare le attività nell'interesse nazionale (incluse le grandi banche) e le aziende percepite come beneficiarie di questo periodo potrebbero finire per registrare eccessi in termini di prezzi e di valutazioni (Rob Mumford pensa ad alcune società tecnologie e realtà selezionate di servizi online).

Jian Shi Cortesi, Investment Director, azionario asiatico e cinese di GAM, spiega che l'epidemia di coronavirus ha danneggiato il sentiment degli investitori, ma dovrebbe passare prima dell'inizio dell'estate e crede che il suo impatto sugli utili aziendali, se ci sarà, si rivelerà temporaneo. Il governo cinese attuerà probabilmente politiche economiche di sostegno che, secondo Jian Shi Cortesi, dovrebbero portare a un rapido e forte rimbalzo del mercato post-virus. Il mercato continuerà a monitorare l'andamento dell’emergere di nuovi casi. Potremmo osservare una maggiore volatilità dei prezzi delle azioni se il numero dei nuovi casi segnasse delle fluttuazioni nelle prossime settimane. La preoccupazione per il virus dovrebbe smettere di guidare i corsi azionari quando il mercato sarà finalmente convinto che i nuovi casi hanno superato il picco.

Paul McNamara, Investment Director, obbligazioni dei mercati emergenti di GAM, spiega che l'epidemia di coronavirus avrà un impatto sulla crescita globale, anche se non è ancora chiaro quanto saranno gravi gli effetti. La Cina rappresenta una percentuale molto maggiore della crescita globale rispetto al 2003, quando l'epidemia di SARS colpὶ il Paese - il 16% contro il 4% di allora - ed è molto più integrata nelle supply chain della manifattura, il che suggerisce che l'impatto del coronavirus sarà probabilmente più diffuso. Le misure aggressive di quarantena intaccheranno anche i consumi interni, che rappresentano oggi una fetta molto più significativa del PIL cinese. Un aspetto positivo è che la risposta volta al contenimento della diffusione del coronavirus è stata più rapida e più aggressiva rispetto al caso SARS. All'epoca, la crescita aveva subito un forte rimbalzo una volta che il virus venne considerato sotto controllo. Anche se lo scenario di base prevedeva una reazione simile questa volta, dato che il governo cinese ha già attuato una politica monetaria più accomodante, Paul McNamara è sempre più preoccupato che nel 2020 la crescita globale possa essere inferiore alle aspettative iniziali, in particolare con l'aumento dei tassi di mortalità da coronavirus.

Swetha Ramachandran, Investment Manager, azioni del settore lusso di GAM, spiega che dato il probabile impatto della nuova epidemia di coronavirus in Cina, è essenziale separare le prospettive a breve e a lungo termine. Swetha Ramachandran non identifica un nesso causale tra l'attuale situazione del coronavirus e un cambiamento delle prospettive di domanda a lungo termine, che rimangono ottimistiche. L'epidemia di coronavirus, tuttavia, ha portato a una significativa riduzione dei flussi turistici in tutto il mondo, così come le chiusure dei negozi e misure di coprifuoco in Cina – è infatti prioritario concentrarsi sul rimanere in salute piuttosto che indulgere in acquisti discrezionali come i beni di lusso. Recentemente, il cambio del sentiment dei consumatori all'interno della Cina sembra interessare anche i consumatori locali in Europa e negli Stati Uniti a causa dei timori per l'aggravarsi dell'epidemia internazionale (che dovrebbero venire meno rapidamente una volta superato il picco). Swetha Ramachandran si aspetta che il primo trimestre (e in misura minore il secondo trimestre per i settori in cui la riduzione delle scorte si verifica con un certo ritardo) sarà interessato da questa debolezza delle vendite, partendo dal presupposto che la situazione attuale sia temporanea, non permanente. A più lungo termine, il settore del lusso rimane ben posizionato grazie al beneficio - nel medio periodo - della continua crescita dei consumi da parte della classe media dei mercati emergenti e dell’ingresso di nuovi consumatori nella categoria.

Se le epidemie precedenti ci hanno insegnato qualcosa, Christophe Eggmann, Investment Director, azioni del settore sanitario di GAM si aspetta che il coronavirus avrà un impatto molto limitato sulle società farmaceutiche. L'esperienza ci ha dimostrato che in uno scenario pandemico, gli investitori sono spesso attratti dalle azioni di società coinvolte nello sviluppo di un antivirale / vaccino per contenere la diffusione della malattia. Purtroppo, lo sviluppo di nuovi farmaci non avviene dall'oggi al domani, e in tal senso è difficile che ci sia un’approvazione di un nuovo farmaco nel prossimo futuro. Ad esempio, alcuni anni fa Gilead ha sviluppato un farmaco chiamato Remdesivir come trattamento per l'Ebola. Il farmaco ha dimostrato anche un’efficacia antivirale contro altri virus, tra cui la famiglia dei coronavirus, ed è ora in fase di sperimentazione in Cina. Tuttavia, una volta considerate le sfide legate alla proprietà intellettuale, la strada per l'approvazione che rimane poco chiara, i prezzi bassi e altre considerazioni etiche, Christophe Eggmann è portato a pensare che i benefici finanziari per Gilead saranno in ultima analisi probabilmente insignificanti.

Autore: Pierpaolo Molinengo Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online