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L’Inferno in pandemia, a Roma l’autore “Società della stanchezza”

·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 20 ott. (askanews) - State attenti perché in questi giorni potreste incontrare Byung-Chul Han, "il filosofo tedesco più letto nel mondo" (El Paìs) che gira per Roma in bicicletta. Ospite per due mesi dell'Accademia tedesca di Roma Villa Massimo, il filosofo tedesco-coreano feroce critico del neo-liberismo ha tenuto una lectio magistralis ispirata a "La società della stanchezza" ("Müdigkeitsgesellschaft"), saggio scritto nel 2010 (pubblicato in Italia da nottetempo nel 2012) e tradotto in 30 lingue. Un incontro sold-out, evento collaterale della mostra "Inferno di Jean Clair", da poco inaugurata alle Scuderie del Quirinale, organizzato in collaborazione con il Goethe Institut e Villa Massimo.

Byung-Chul Han ha parlato in tedesco, ormai la lingua in cui scrive, pensa, e sogna, per circa due ore, esponendo la tesi del suo libro in una nuova chiave pandemica: "Siamo diventati più stanchi più depressi. L'inattività ci ha stancato. Durante la pandemia ci avevano detto che avremmo oziato. Ma non era tempo libero. Sembra esserci una pandemia della stanchezza che è più grave della pandemia stessa", ha messo in guardia, denunciando che le conseguenze psicologiche di questo tempo sono state sottovalutate. E così lo smart working ci rende "stanchi", con quelle interminabili riunioni su Zoom, o il distanziamento sociale stanca, perché "l'altro diventa solo un potenziale portatore del virus".

E poi ha attaccato il filosofo Giorgio Agamben, che avrebbe voluto incontrare e con il quale avrebbe voluto confrontarsi, anche durante questa serata al Goethe Institut. Un invito respinto da Agamben in un carteggio via mail, nel quale ha spiegato di non essere in possesso del Green Pass che sarebbe richiesto e di non poter così intervenire. "Io stesso non sono d'accordo con il Green pass sul posto di lavoro - ha proseguito il filosofo tedesco-coreano - e in particolare con la minaccia che si possa venire sospesi se non si rispetta la normativa. Ma non ci aiuta la teoria dello 'Stato d'eccezione', vorrei solo chiedergli se questa misura è conforme alla democrazia e alla costituzione. La democrazia non è qualcosa che viene data una volta per tutte, ma qualcosa per cui bisogna sempre lottare. Ho la sensazione che Agamben non sappia cosa è la democrazia", ha attaccato l'autore de "La società senza dolore" (Einaudi 2021), non nascondendo la sua amarezza e delusione e criticando aspramente la tesi di Agamben sulla dittatura sanitaria.

Il filosofo nato a Seoul 62 anni fa ed emigrato in Germania negli anni 80, dove ha studiato filosofia e letteratura tedesca fino a ottenere un dottorato con una tesi su Martin Heidegger e ora insegna all'Universität Der Künste di Berlino, a Villa Massimo sta ora scrivendo un libro sulla "Vita contemplativa o vita inattiva", ha rivelato. "L'inattività come capacità in sé, che ha una sua magia, che ci rende liberi", ha spiegato. "Se perdiamo la capacità di 'non fare' - ha avvertito - diventiamo macchine".

Han, che non viaggia volentieri e non ama farsi intervistare, ha detto di non usare lo smartphone, definito "uno strumento di sottomissione", al massimo lo usa per identificare i nomi delle piante, essendo lui un grande appassionato di giardini, sui quali ha scritto anche un libro.

Byung-Chul Han sarà protagonista di una relazione sulla digitalizzazione e la crisi della democrazia alla Facoltà di Filosofia dell'Università La Sapienza (il prossimo 25 ottobre a Villa Mirafiori, a due passi da Villa Massimo) e poi di un altro incontro intitolato "Rito e performance" il 29 ottobre alla Galleria nazionale di arte moderna di Roma (Gnam). Incontri da non perdere.

(Copyright foto Fischer Verlag)

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