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L’inflazione resterà contenuta, azioni cicliche sempre favorite

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L’inflazione resterà contenuta, azioni cicliche sempre favorite
L’inflazione resterà contenuta, azioni cicliche sempre favorite

Ethenea crede che le banche centrali tollereranno impennate temporanee, vaccini e stimoli sosterranno il reflation trade favorendo la rotazione verso le aree più colpite dalla recessione. Il dollaro può rafforzarsi

Quando si è scatenata la pandemia, l'inflazione non era ancora tornata ai livelli pre-crisi del decennio scorso. Nella prima metà del 2021, l'inflazione tenderà a salire nelle economie sviluppate, spinta dal rincaro di energia e materie prime, da strozzature dell'offerta e dall’effetto base, per raggiungere l'apice nel secondo trimestre di quest'anno. Ma dovrebbe rimanere contenuta nel prossimo futuro, considerato il divario produzione effettiva e potenziale, gli ostacoli di forze strutturali come demografia, globalizzazione e tecnologia, e il crescente squilibrio tra risparmi e investimenti.

INFLAZIONE NON GENERALIZZATA

È l’analisi di Andrea Siviero, Investment strategist di Ethenea Independent Investors, secondo cui probabilmente le banche centrali delle economie sviluppate ignoreranno le impennate temporanee e manterranno la politica espansiva a lungo. Secondo Siviero ci troviamo in un contesto reflazionistico, caratterizzato dalla ripresa congiunturale, che comporta anche un graduale ritorno della produzione e dell'inflazione ai trend di lungo periodo, ma è cosa ben diversa rispetto a un contesto inflazionistico, vale a dire aumento generalizzato dei prezzi in fasi di pieno utilizzo della capacità.

ELEMENTI POSITIVI PER L’AZIONARIO

Per questo, spiega SIviero, una politica macroeconomica favorevole e prezzi in moderato aumento sono elementi positivi per i mercati azionari e per gli asset rischiosi in generale. I principali indici azionari sono saliti del 75% circa rispetto ai minimi di marzo 2020, toccando nuovi massimi a marzo di quest'anno, con un rally è stato trainato dalla massiccia liquidità immessa dalle banche centrali e dalle migliori prospettive economiche. L'arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca, le prospettive di ulteriori stimoli in Usa e lo sviluppo dei vaccini hanno rafforzato la dinamica reflazionistica, innescando il cosiddetto reflation trade.

IMPULSO AI TITOLI LEGATI ALLA CRESCITA

Siviero spiega che il reflation trade tende a dare impulso ai titoli legati all'accelerazione della crescita e di norma favorisce la rotazione verso le aree maggiormente penalizzate dalla recessione, con i mercati azionari e delle materie prime che tendono a performare meglio, insieme alle azioni dei paesi emergenti, mentre nelle economie sviluppate le small cap e i titoli ciclici battono le large cap e i titoli growth. L'aumento delle aspettative di inflazione spingono verso l'alto anche i rendimenti dei titoli di Stato e favoriscono i bond high yield rispetto agli investment grade. Queste fasi tendono inoltre a essere accompagnate da un indebolimento delle valute rifugio, come dollaro Usa, yen giapponese e franco svizzero, poiché gli investimenti si dirigono verso le regioni a maggior crescita e tassi più alti.

RISCHI PER I MERCATI

Ma col passare del tempo lo scenario reflazionistico comporta anche rischi per i mercati finanziari, tra cui il principale attualmente è considerato il rialzo dei rendimenti. Un aumento prolungato e sostanzioso dei tassi statunitensi a lungo termine potrebbe pregiudicare la ripresa, fermare il rialzo del mercato e annullare il reflation trade, mentre potrebbe anche rafforzare il dollaro, reindirizzando verso gli Stati Uniti i capitali oggi diretti nei paesi emergenti.

IL REFLATION TRADE NON È ESAURITO

Per questi motivi SIviero ritiene che, sebbene il contesto reflazionistico resti intatto, i margini di ulteriori guadagni per gli asset rischiosi si siano ridotti: “Crediamo comunque che il reflation trade non abbia ancora esaurito il suo potenziale”, conclude Siviero, aggiungendo che il rialzo dei rendimenti a lungo termine riflette il netto miglioramento delle prospettive di crescita globali, mentre lo stimolo senza precedenti rende la ripresa meno sensibile all'andamento dei tassi rispetto ai cicli precedenti. Secondo Siviero, bisogna infine considerare che l'inflazione resterà probabilmente contenuta e che le banche centrali manterranno a lungo l’orientamento estremamente espansivo.

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