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L’investimento ESG ai tempi del Covid-19

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L’investimento ESG ai tempi del Covid-19
L’investimento ESG ai tempi del Covid-19

La pandemia ha cambiato l'approccio agli investimenti sostenibili? La risposta in questa analisi degli esperti di Raiffeisen Capital Management

ARTICOLO DA INVESTIRESOSTENIBILE.IT

LA CRESCITA D’INTERESSE NEI CONFRONTI DEGLI INVESTIMENTI ESG

Gli investimenti sostenibili (o ESG – ambientali, sociali, governance) da qualche anno stanno beneficiando di un crescente interesse da parte degli investitori, e le prospettive per il futuro sembrano essere non meno rosee. Si ritiene infatti che la metà di tutti gli investimenti gestiti professionalmente negli Stati Uniti avranno la forma di mandati ESG entro il 2025 dato che – a livello globale – la pandemia di Covid-19, i relativi lockdowns e i cambiamenti sociali abbiano accelerato l'adozione di abitudini di investimento ESG. Le ricerche Google del termine “ESG” nell'ottobre 2020 hanno raggiunto livelli record nel Regno Unito, rivelando una crescita d’interesse rapida e senza precedenti.

La pandemia di Coronavirus ha evidenziato – mai come prima – quanto le attività aziendali siano strettamente collegate all'ambiente e alla società. Allo stesso tempo anche la qualità della governance societaria delle aziende è stata oggetto di più approfondite analisi. Dal punto di vista degli investitori, il Covid ha fornito un ulteriore impulso all’interesse nei confronti dei fondi che attribuiscono un importante peso ai fattori ESG, una volta considerate strategie di nicchia. Oggigiorno l'adozione di criteri ESG è diffusa e, per i gestori di patrimoni che devono ancora adottare un'analisi basata su fattori ESG o approcci di investimento sostenibili, esiste il rischio reale di rimanere indietro.

COVID-19 - UN CATALIZZATORE PER IL CAMBIAMENTO

Il Coronavirus è stato un catalizzatore di cambiamenti nell'ultimo anno. Mentre i sostenitori delle strategie di investimento ESG avevano in precedenza preannunciato il costante, ma discreto, spostamento del focus verso la sostenibilità, la pandemia ha sempre più attirato l'attenzione sia sulle motivazioni legate al supportare le imprese attente ai temi ambientali e sociali, sia sul successo che esse possono offrire agli investitori. Il rapido riconoscimento del ruolo che le strategie che considerano i fattori ESG hanno nei portafogli di investimento è stato in parte influenzato dai cambiamenti che gli investitori stessi hanno vissuto durante il periodo pandemico. Sul fronte ambientale, il Covid ha cambiato profondamente le nostre abitudini di viaggio, ha contestualizzato diversamente i danni ecologici dell'industria e ha fatto si che la qualità dell'aria che respiriamo migliorasse, contribuendo anche in maniera tangibile alla riduzione della quantità di CO2 emessa a livello globale. Con i governi che stanno già imponendo maggiori pressioni normative sulle aziende per la decarbonizzazione delle industrie, il Covid19 ha agito da stimolo per molte organizzazioni a pensare ad un approccio volto a ridurre l’impronta di carbonio.

La riduzione del numero di voli, le restrizioni ai viaggi/spostamenti e la riluttanza a viaggiare hanno avuto molteplici conseguenze, sia economiche che ambientali. Il valore delle azioni di aziende che tradizionalmente hanno ottenuto bassi punteggi su molti parametri ambientali (compagnie aeree, case automobilistiche e produttori di petrolio) hanno subito grossi contraccolpi. Alcuni recenti dati mostrano che le vendite di auto nel Regno Unito sono scese ai livelli più bassi dal 1992 . Tuttavia, l'influenza della pandemia sui comportamenti non si è limitata all'elemento ambientale. La pandemia di Covid-19 ha evidenziato il modo in cui le aziende si prendono cura dei dipendenti, dei clienti e delle comunità. Le pratiche lavorative remote o socialmente distanti (ed in generale la flessibilità lavorativa) sono diventate la nuova norma. Allo stesso tempo, si riscontrano sempre maggiori iniziative volte a ridurre la disuguaglianza e le ingiustizie razziali. Il virus ha evidenziato il divario nella società tra chi può disporre di vari livelli di assistenza sanitaria, ricchezza e tenore di vita. Gli individui e le comunità che vivono in povertà sono stati colpiti molto più duramente di altri.

FONDI DI INVESTIMENTO ESG – AFFLUSSI IN CRESCITA

Con un caso di investimento così convincente, gli investitori hanno adottato con crescente entusiasmo strategie di investimento incentrate sui fattori ESG. Anno dopo anno, le masse investite in fondi ESG battono ogni precedente record, poiché la domanda degli investitori per investimenti “coscienziosi” aumenta vertiginosamente. Tale tendenza è stata sfruttata dal settore della gestione del risparmio, pubblicizzando sempre più fondi ESG tramite campagne pubblicitarie e di pubbliche relazioni di tipo ambientale, sostenibile o incentrate sui fattori ESG. I continui afflussi positivi di danaro verso i fondi ESG sono stati guidati dagli investitori che hanno visto le proprie abitudini e comportamenti modificati a seguito della pandemia di Covid19, ma anche dalla loro decisione di premiare quelle aziende che hanno risposto positivamente alla crisi e quelle con un focus sugli obiettivi a più lungo termine. Da un rapporto di PwC si evince che il numero di fondi ESG probabilmente supererà quello dei fondi convenzionali entro il 2025. In Europa, si prevede che i fondi ESG raggiungeranno 7,6 trilioni di euro di attività gestite nei prossimi cinque anni, e che le tendenze dei comportamenti degli investitori e l’adozione di pratiche attente ai temi del cambiamento climatico e delle disuguaglianze sociali renderanno mainstream queste strategie. Il rapporto ha anche rilevato che, nel miglior scenario, le attività investite in fondi ESG registreranno un aumento di oltre tre volte entro il 2025, con una quota sul totale dei fondi europei che potrebbe aumentare dal 15% al 57%.

Il Covid-19 ha impresso una marcata accelerazione nell'adozione di pratiche di gestione sostenibili, ma nel lungo termine il successo dei fondi ESG dipenderà dal raggiungimento – dopo il superamento della pandemia – di rendimenti superiori rispetto ai fondi convenzionali. Affinché ciò si verifichi, sarà necessario che le aziende con credenziali ESG superiori su cui i fondi investono possano a loro volta ottenere rendimenti superiori. Secondo un’analisi di Morningstar ci sono buoni presupposti affinché ciò avvenga, dato che – considerando il primo trimestre del 2020 (un contesto instabile, ovvero il periodo durante il quale il Coronavirus si diffondeva in Cina) – le aziende posizionatesi nel 10% superiore della scala di valutazione della sostenibilità hanno ottenuto rendimenti significativamente superiori rispetto a quelle posizionatesi nel 10% inferiore. Tali rendimenti superiori si sono registrati anche nel secondo trimestre (un periodo in cui le misure restrittive introdotte hanno causato livelli di interruzione del business senza precedenti sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti), quando 18 dei 26 fondi indicizzati ESG americani di Morningstar hanno ottenuto rendimenti superiori rispetto ai fondi indicizzati convenzionali focalizzati sugli stessi segmenti di mercato. L’analisi mostra anche che ben il 72% dei fondi azionari sostenibili si colloca (come rendimenti) nella metà superiore delle rispettive categorie. Altri dati forniti da Refinitiv Lipper mostrano simili risultati:

La ricerca di Morningstar, su un periodo di 10 anni, ha anche scoperto che i fondi ESG hanno tassi di sopravvivenza maggiori rispetto ai fondi non ESG. Si evince infatti che in media il 77% dei fondi ESG disponibili 10 anni fa esiste ancora, rispetto al 46% dei fondi tradizionali.

ESG – TITOLI VIRTUOSI CONFRONTATI A TITOLI NON VIRTUOSI

In contrapposizione ai fondi ESG vengono definite le cosiddette “sin stocks”, ovvero azioni “peccaminose”. Le anomalie nei rendimenti offerti durante le crisi hanno talvolta portato gli investitori a concentrarsi su emittenti coinvolti nella produzione di armi, alcol, gioco d'azzardo o pornografia. I produttori di armi, ad esempio, hanno registrato un boom durante la crisi finanziaria globale. Tuttavia, poiché i trend comportamentali causano un crescente allontanamento dalle aziende che non aderiscono ai principi ESG, i valori delle “sin stocks” potrebbero risentirne. Secondo un rapporto del Wall Street Journal, ci si può attendere un maggiore controllo sui criteri che qualificano un’azienda come “ESG”, di conseguenza esponendo le aziende non “conformi” a potenziali crisi e scandali. Nel 2020 si è scoperto che il rivenditore di abbigliamento online del Regno Unito Boohoo, che aveva ottenuto un punteggio elevato su alcune metriche ESG ed il cui titolo era detenuto in diversi importanti fondi ESG, pagava ai lavoratori – nella sua fabbrica di Leicester – uno stipendio inferiore al limite minimo legale, contravvenendo così agli ideali degli investitori.

Allo stesso modo, il recente scandalo delle emissioni ha tratto in inganno gli investitori nelle case automobilistiche di tutto il mondo, dato che i dati sulle emissioni ambientali condotti sui veicoli vennero falsificati. L'insegnamento di questi ed altri scandali è che le aziende che integrano con successo i fattori ESG nelle loro attività e operatività hanno dimostrato di essere più virtuose nel gestire le crisi, mentre quelle aziende che non riescono a mantenere gli standard necessari sono estremamente suscettibili a reazioni negative da parte degli investitori. È probabile che le emergenti tendenze negli investimenti ESG continuino, e che gli investitori vedranno sempre di più i prodotti finanziari ESG come redditizi sia dal punto di vista ESG che finanziario, realizzando così il cosiddetto “doppio rendimento”, ovvero la combinazione di un impatto positivo sull’ambiente e la società unito a rendimenti finanziari positivi. LEGGI TUTTE LE ALTRE NOTIZIE DI INVESTIRESOSTENIBILE.IT

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