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L’Opec+ allenta a sopresa le limitazioni all’offerta di greggio

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 1 apr. (askanews) - Parziale allentamento della stretta ai rubinetti da parte degli esportatori di petrolio. Forse in considerazione del fatto che mantenere inalterate le limitazioni all'offerta a fronte del miglioramento della ripresa, specialmente negli Usa, avrebbe potuto avere anche un effetto boomerang, i Paesi riuniti nella configurazione "Opec Plus" - il cartello degli esportatori più Russia e altri grandi produttori - hanno deciso di procedere a ritocchi a partire da maggio.

Ministri e delegati "hanno approvato aggiustamenti ai livelli di produzione su maggio, giugno e luglio 2021, continuando ad aderire ai meccanismi concordati nel dicembre 2020", recita un comunicato diffuso dall'Opec al termine del pomeriggio di riunioni.

Secondo alcune ricostruzioni di stampa, l'offerta verrebbe alzata di 350 mila barili a maggio e giugno, e poi di 450 mila barili equivalenti da luglio. L'Opec, per parte sua, si è limitata a riferire che "gli aggiustamenti non si spingeranno oltre i 500 mila barili" e che verranno decisi "mese per mese" in base a valutazioni delle condizioni dei mercati.

I prezzi hanno mostrato una certa volatilità nel corso della seduta. Erano in rialzo dalla mattinata, date le attese prevalenti di un mantenimento dello status quo. Successivamente, quando sono trapelate indiscrezioni sull'aumento hanno consistentemente ridotto i rialzi ma poi, quando è stata riferita la portata limitata degli aumenti sono tornati ad accelerare. In serata il barile di Brent torna a segnare un consistente più 1,70% a 63,78 dollari. Il West Texas Intermediate guadagna quasi il 2% a 60,33 dollari.

In parte l'Opec ha sorpreso gli osservatori. Ma la mossa in realtà ha una sua chiara coerenza con quanto si è verificato sui mercati, non solo petroliferi, nelle ultime settimane. In particolare le prospettive di miglioramento della ripresa negli Usa che hanno spinto al rialzo le attese di inflazione e i tassi di interesse sui titoli di Stato, e in questo modo creato incertezze sul futuro mantenimento di un politica monetaria ultra accomodante da parte della Federal Reserve.

Il calcolo dell'Opec Plus - e in particolare del paese leader del cartello, l'Arabia Saudita - potrebbe esser stato quello di ritenere che aggiungere ulteriori pressioni inflazionsitiche dal versante energetico potrebbe esacerbare questo quadro e in ultima battuta, ove si verificasse una correzione monetaria che dovesse in qualche modo limitare la ripresa, ripercuotersi contro gli stessi esportatori di greggio. Quanti, tanto vale allentare i rubinetti quel poco che basta a non creare ulteriori squilibri sul mercato.