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L’uomo è accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti della figlia di sua moglie

·2 minuto per la lettura
Arrestato patrigno con gravissime accuse
Arrestato patrigno con gravissime accuse

Un patrigno di Avellino abusava da anni di una minore ed è finito in manette con una pesantissima ipotesi di reato per violenza sessuale aggravata nei confronti della figlia di sua moglie. A finire in manette è stato un uomo di 53 anni residente ad Ariano Irpino, in provincia di Avellino. Sul suo capo pende un’accusa, che dovrà essere suffragata nella opportune sedi dibattimentali, per aver abusato sessualmente di una bambina di 11 anni, figlia di un precedente rapporto avuto dalla sua attuale moglie. Una vicenda sordida e che purtroppo non è la sola a funestare con questo orribile tipo di reati le cronache giudiziarie italiane. I media locali informano che nei confronti dell’indagato la Procura di Benevento ha chiesto ed ottenuto la custodia cautelare in carcere.

Abusava di una minore, patrigno in manette, il giudice: “totalmente incapace di controllare gli istinti sessuali”

Perché? Perché a parere procedurale del Gip l’uomo potrebbe reiterare il reato, lo dice l’ordinanza di arresto con cui si spiega la sussistenza del “concreto e attuale pericolo di reiterazione di analoghi delitti”. E la spiegazione rasenta l’abiezione, dato che il giudice all’esito delle verifiche effettuate ha rilevato “la totale incapacità dell’indagato di controllare gli istinti sessuali”. Tutto era partito a giugno, quando il 25 la moglie dell’indagato aveva presentato una denuncia presso il Commissariato di Ariano Irpino.

Abusava di una minore, tutto in una lettera della vittima: patrigno in manette

A far gelare il sangue nelle vene della donna una lettera trovata in camera da letto della figlia. In quello scritto la ragazzina descriveva gli atti di violenza sessuali subiti dall’uomo. Era scattato perciò il protocollo “Spazio ascolto vittime vulnerabili” della Procura di Benevento e la vittima, con infinita cautela, era stata ascoltata con l’auto di uno psicologo. Il quadro emerso, ancorché presuntivo, è agghiacciante: le violenze sarebbero cominciate quando la vittima aveva 9 anni.

Abusava di una minore, patrigno in manette: un calvario lungo tre anni

L’uomo approfittava dell’assenza della madre e si avvicinava alla bambina con il fare amichevole di chi vuole giocare. E quelle orribili circostanze relative ad un calvario lungo quasi tre anni, circostanze che troppe situazioni omologhe evocano, venivano registrate nella mente e nell’animo della bambina, che aveva iniziato a cristallizzarle in uno scritto che teneva segreto nella sua camera, forse con l’intento di mostrarlo a sua madre, o forse con la speranza che lei lo trovasse e facesse finire quell’orrore.

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