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La Bce alza i tassi, ma Piazza Affari sale

(Adnkronos) - Nel giorno in cui la Bce ha stabilito, come previsto, l’aumento dei tassi di interesse di 75 punti base, Piazza Affari chiude in rialzo. A rassicurare gli investitori sono le parole di Christine Lagarde sulla prontezza e la misura dell’intervento e l’efficacia dello scudo anti-spread per frenare possibili speculazioni del mercato, mentre le banche guadagnano terreno proprio per effetto della politica monetaria restrittiva. Inoltre, per ora, non scattano ulteriori aumenti, che tuttavia si vedranno dopo le prossime riunioni, che saranno “più di due e al massimo cinque”.

Il Ftse Mib sale dello 0,88% e chiude a 21.678,08 punti. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi, poi, scende leggermente e si attesta attorno ai 225 punti base. In ogni caso preoccupa l’ammissione di Lagarde sul fatto che l’inflazione è “troppo alta” e che probabilmente rimarrà “al di sopra dell'obiettivo del 2% per un lungo periodo”. Nonostante la stretta, poi, l'euro non riesce a tenere la parità con il dollaro.

Sul listino principale della Borsa di Milano, i titoli migliori sono i bancari, che contribuiscono a fare di Piazza Affari la maglia rosa d’Europa. Banco Bpm guadagna il 5,16%, Intesa Sanpaolo il 2,38%, Unicredit il 6,02%, Bper il 3,09%, Fineco il 2,76%. Per il resto focus sui petroliferi e le utility, con i prezzi sul mercato dell’energia che continuano a variare in modo frenetico. A2A perde il 2,02%, Terna l’1,68%, Hera lo 0,58%, Italgas l’1,75%, Snam l’1,56% ed Eni lo 0,31%. In controtendenza, invece, Enel, che sale dell’1,20%.

Per il resto bene i farmaceutici Diasorin (+2,30%) e Amplifon (+1,78%) e il tecnologico Stm (+1,35%), mentre chiudono vicino alla parità Stellantis (-0,08%) ed Exor (-0,31%). Crolla infine Tim (-5,15%), viste le indiscrezioni sullo slittamento del progetto di rete unica a dopo le elezioni. (in collaborazione con Money.it).