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La Bce bacchetta l’Italia sul cashback, ma il Mef tira dritto: “Nessun ripensamento”

Antonio Cardarelli
·2 minuto per la lettura
La Bce bacchetta l’Italia sul cashback, ma il Mef tira dritto: “Nessun ripensamento”
La Bce bacchetta l’Italia sul cashback, ma il Mef tira dritto: “Nessun ripensamento”

I rilievi di opportunità e metodo sollevati dall’Eurotower sul cashback di Stato non sembrano preoccupare il governo italiano: “Osservazioni non vincolanti”

Botta e risposta nel giro di poche ore tra Francoforte e Roma sulla questione cashback di Stato. Nei giorni scorsi la Banca centrale europea, attraverso una lettera diffusa ieri dai media e indirizzata al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, aveva sollevato dubbi sull’opportunità dell’iniziativa cashback. A firmare la missiva è stato Yves Mersch nel suo ultimo giorno da membro del comitato esecutivo della Bce.

BCE: MISURA SPROPORZIONATA

Secondo il lussemburghese Mersch l’introduzione di un programma cashback per strumenti di pagamento elettronici è “sproporzionata alla luce del potenziale effetto negativo che tale meccanismo potrebbe avere sul sistema di pagamento in contanti e in quanto compromette l'obiettivo di un approccio neutrale nei confronti dei vari mezzi di pagamento disponibili". In base alle regole europee, prosegue ancora la nota, l’Italia avrebbe dovuto consultare la Bce poiché il cashback rientra nelle competenze relative ai mezzi di pagamento e ci si augura che, in futuro, le autorità italiane “tenessero in debita considerazione i rilievi che precedono adempiendo in futuro al proprio obbligo di consultare la Bce”.

CONTANTE ANCORA IMPORTANTE

Pur riconoscendo che l’incentivazione dei pagamenti elettronici sia utile al contrasto dell’evasione fiscale, la Bce sottolinea il rischio che il meccanismo sia "sproporzionato" dato "il potenziale effetto negativo che potrebbe avere sul sistema di pagamento in contanti e in quanto compromette un approccio neutrale nei confronti dei vari mezzi di pagamento disponibili”. Inoltre, Mersch ricorda come la possibilità di pagare in contanti resti importante per taluni gruppi sociali.

LA REPLICA DEL MEF: ARGOMENTAZIONI FORMALI

La replica del Ministero dell’Economia e delle Finanze non è tardata ad arrivare: "La missiva sul cashback inviata dall'ex membro del comitato esecutivo della Bce, dottor Yves Mersch, non desta né preoccupazione né ripensamenti rispetto all'iniziativa del Governo. Le argomentazioni di Mersch hanno infatti un carattere puramente formale (circa l'opportunità di consultare la Bce sul provvedimento) e sono per loro natura non vincolanti", hanno spiegato fonti del Mef.

POSIZIONI DI MERSCH GIÀ NOTE

Inoltre, le stesse fonti interne del Ministero aggiungono: "Le posizioni di Mersch in materia sono note ed esprimono una corrente d'opinione tradizionale, sempre meno rilevante all'interno della Bce e nel contesto europeo, dove invece è molto forte e incisivo l'impegno per modernizzare il sistema finanziario e per una maggiore diffusione dei pagamenti digitali. I rilievi formali espressi da Mersch non appaiono peraltro fondati, in quanto come è noto il cashback italiano non limita minimamente l'utilizzo del contante né penalizza chi lo usa, ma tende unicamente a incentivare gli strumenti di pagamento elettronici".