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La Bce e i rischi di un nuovo maxi umento ai tassi contro l’inflazione

Image from askanews web site
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Roma, 6 set. (askanews) - Si profila un rientro dalla pausa estiva movimentato al Consiglio direttivo della Bce. Con l'inflazione sopra al 9%, l'istituzione monetaria protrebbe nuovamente sorprendere al rialzo sui tassi di interesse, viene fatta circolare anche l'ipotesi di un aumento da 75 punti base, mentre i tecnici potrebbero consitentemente rimettere mano alle previsioni economiche. Specialmente riguardo alle attese sul caro vita.

Intanto l'euro che continua a perdere terreno sul dollaro aggiunge pressioni sull'istituzione monetaria. Il tutto alla vigilia di un autunno/inverno che si preannuncia non facile sul versante prezzi, innanzitutto per la crisi energetica in cui l'Europa è piombata a seguito delle sanzioni contro la Russia per la guerra con l'Ucraina.

La riunione del Consiglio direttivo, dove siedono tutti i governatori di banche centrali dell'eurozona, si terrà nella mattinata di giovedì 8 settembre. Solitamente è preceduta da una cena informale preparatoria. Alle 14 e 15 di giovedì (nuovo orario) verranno comunicate le decisioni di politica monetaria, mezz'ora dopo la presidente Christine Lagarde terrà la consueta conferenza stampa esplicativa.

Lagarde è rimasta silenziosa insolitamente a lungo durante la pausa estiva, lasciando spazio agli altri esponenti del Comitato esecutivo in queste settimane.

Soprattutto ha demandato alla tedesca Isabel Schnabel l'intervento al tradizionale simposio estivo della Federal Reserve a Jackson Hole, dove ha rimarcato la necessità di agire rapidamente e in modo risoluto contro l'alta inflazione. Allo stesso evento il presidente della Fed, Jay Powell ha tenuto un discorso inusualmente breve in cui ha ribadito la determinazione della Banca centrale Usa ad agire energicamente per riportare l'inflazione sotto controllo.

Questo con ogni probabilità potrebbe implicare un rialzo da altri 75 punti base sul dollaro alla riunione del 20 e 21 settembre del Fomc. Ed è con un occhio puntato anche su questa manovra parallela che si ritroveranno a discutere i banchieri centrali dell'eurozona, tenuto anche conto delle implicazioni che i tassi hanno sull'euro-dollaro e che il cambio valutario stesso ha sull'inflazione importata.

Secondo le ricorstruzioni del Financial Times diversi esponenti del Consiglio direttivo della Bce (non viene specificato se siano governatori o di componenti del Comitato esecutivo) si sono maggiormente focalizzati sui livelli record dell'inflazione per le decisioni di politica monetaria, piuttosto che sulle aspettative dei prezzi sui due anni di orizzonte guardate fino a poco tempo fa.

E sulla base di ciò spingerebbero per un aumento dei tassi da 75 punti base. A giugno la Bce aveva in parte sospeso le attese, andando contro le sue stesse precedenti indicazioni, alzando i tassi di 50 punti base invece che di 25.

In quell'occasione la presidente aveva detto e ripetuto che la mossa consentiva di lasciare la porta aperta a un rialzo più mite a settembre. Ma poi i dati di agosto dell'inflazione nell'eurozona, al 9,1% ad agosto, hanno creato ulteriori elementi che riaccendono le spinte per una nuova mossa energica. Tanto più che la disoccupazione ha continuato a calare, segnando un minimo record del 6,6%.

Potrebbe quindi ripetersi lo schema che finora i "falchi" hanno usato per spingere sui rialzi: propugnare una mossa consistente subito accompagnadola con la promessa di un orientamento magari più mite in futuro (che regolarmente non si realizza). Ad ogni modo per giovedì diversi analisti continuano a prevedere piuttosto un aumento da 50 punti base, mentre una mossa più moderata appare avere meno chances.

Un altro elemento sotto esame del Consiglio è il controverso aspetto del trattamento di alcuni maxi rifinanziamenti erogati dalla Bce alle banche nei mesi di crisi causata da lockdonw e misure anti Covid. Vengono retribuiti a condizioni particolarmente agevolate che ora contrastano in modo stridente con le condizioni sempre meno morbide che si stanno imponendo a imprese e famiglie, passando proprio dalle banche.

E poi verranno pubblicate le nuove previsioni economiche. Sono soprattutto quelle sul caro vita ad essere sotto i riflettori: 6,8% per la media di quest'anno, 3,5% sul prossimo e 2,1% sul 2024. Sulla crescita dell'eurozona lo scorso giugno i tecnici della Bce stimavano 2,8% quest'anno e 2,1% sia su 2023 che su 2024.