Italia markets close in 3 hours 26 minutes
  • FTSE MIB

    23.105,65
    +7,50 (+0,03%)
     
  • Dow Jones

    31.961,86
    +424,51 (+1,35%)
     
  • Nasdaq

    13.597,97
    0,00 (0,00%)
     
  • Nikkei 225

    30.168,27
    +496,57 (+1,67%)
     
  • Petrolio

    63,48
    +0,26 (+0,41%)
     
  • BTC-EUR

    42.158,66
    +634,04 (+1,53%)
     
  • CMC Crypto 200

    1.029,99
    +35,33 (+3,55%)
     
  • Oro

    1.785,60
    -12,30 (-0,68%)
     
  • EUR/USD

    1,2235
    +0,0067 (+0,55%)
     
  • S&P 500

    3.925,43
    +44,06 (+1,14%)
     
  • HANG SENG

    30.074,17
    +355,93 (+1,20%)
     
  • Euro Stoxx 50

    3.702,51
    -3,48 (-0,09%)
     
  • EUR/GBP

    0,8646
    +0,0046 (+0,53%)
     
  • EUR/CHF

    1,1076
    +0,0048 (+0,44%)
     
  • EUR/CAD

    1,5264
    +0,0038 (+0,25%)
     

La BCE sta giocando col fuoco

Francesco Simoncelli
·4 minuto per la lettura

Esiste una clausola per la vendita delle obbligazioni europee chiamata clausola di azione collettiva: "Tutte le obbligazioni emesse dagli Stati membri dell'Eurozona con scadenza superiore ad un anno, emesse dopo il 1 gennaio 2013, hanno una clausola di azione collettiva obbligatoria". Questa clausola è parte di un pericoloso gioco di crescita perpetua con zero risparmi a cui stanno giocando la Banca centrale europea (BCE) e il Fondo monetario internazionale (FMI).

Ma cos'è una clausola di azione collettiva (CAC)? Per dirla in modo semplice, è un meccanismo per cui il valore di un'obbligazione può essere legalmente ridotto in tempi di difficoltà da chi la emette. Originariamente molto impopolare (negli anni '80 e '90), Geoffrey Okamoto e altri ricercatori del FMI e delle varie banche centrali affermano che i Paesi a cui non era consentito emettere obbligazioni con incluso questo meccanismo hanno sperimentato una stagnazione.

Normalmente le CAC devono essere concordate dalla maggioranza degli obbligazionisti; tuttavia questo aspetto può non avere così tanta importanza, poiché il singolo più grande detentore di obbligazioni sarà la BCE e il mercato interno costituirà il resto dei voti necessari. Ciò è particolarmente vero in Paesi come l'Irlanda e l'Italia.

Le CAC sono state introdotte per la prima volta dall'UE in relazione alla crisi del debito greco. Venne deciso di ridurre i valori delle obbligazioni a circa un terzo del loro valore originale, dando poi origine alla politica in base alla quale tutte le obbligazioni della zona Euro dovevano questa clausola. Ciò avrebbe portato alcuni a considerare le obbligazioni meno attraenti per gli investitori (soprattutto se si pensa a Grecia, Irlanda, Spagna, ecc.).

Tuttavia la BCE ha tirato fuori un asso nella manica.

È diventata l'investitore principale. La FED e la Banca del Giappone (BOJ) acquistano dal 20 al 40% dei titoli di stato nei rispettivi Paesi; guardando all'Irlanda in particolare, la BCE ha acquistato il 50% dei titoli di stato irlandesi nel 2020 e ci sono piani per espandere questa politica negli anni futuri.

Le regole della BCE le impediscono di detenere più di un terzo di tutte le obbligazioni irlandesi, ma con la Banca centrale irlandese che ne possiede il 7,5% e agisce come una sussidiaria regolamentata della BCE, suddette regole sono serenamente ignorate. L'introduzione del programma di acquisto di emergenza (PEPP) significa che l'UE può acquistare obbligazioni in base alle dimensioni dell'economia di un determinato Paese piuttosto che ad una percentuale fissa. Sebbene ci siano richieste per abrogare questa regola, il danno è già stato fatto.

Il ciclo può essere visto come il tentativo della BCE di costruire una macchina del moto perpetuo. Stampa euro per acquistare obbligazioni con clausole di azione collettiva dei governi europei. Gli euro vengono poi investiti male dai governi europei, creando bolle, ecc. Quando il rendimento delle obbligazioni diventa troppo alto e le bolle scoppiano, entrano in gioco le CAC, riducendo l'importo necessario da ripagare. Ciò consente ai governi europei di reinvestire nella loro economia e, una volta che questa raggiunge nuovamente una posizione di forza, è possibile emettere più obbligazioni.

Tuttavia ci sono diversi problemi con questa macchina dei consumi in continuo aumento e, ancora una volta, la BCE non riesce ad imparare dalla FED. Le banche negli Stati Uniti hanno reagito nel modo seguente ad una crisi di liquidità: quando "ci si aspettava che le grandi banche di Wall Street, le quali detengono circa un quarto delle riserve totali tra le banche statunitensi, le avrebbero prestate dall'oggi al domani nel momento in cui i tassi sono saliti abbastanza in alto [...] beh, non è successo". Mi viene in mente l'adagio "il denaro contante è il re indiscusso". Ora immaginate le obbligazioni emesse da Irlanda e Grecia contenenti CAC. Quanto è probabile che le banche prestino le loro riserve dato che hanno in pancia potenziali obbligazioni spazzatura che possono essere svalutate in un attimo?

Non potendo venderle, la BCE sarà costretta a mantenere le obbligazioni sovrane nel proprio bilancio, il che non farà nemmeno sembrare l'euro un investimento attraente. La speranza è sempre stata che una riduzione del valore dell'euro attraverso il metodo dell'acquisto di obbligazioni avrebbe aumentato le esportazioni, avrebbe dato una spinta al mercato azionario, ecc .; tutta anche questo scenario è improbabile, nonostante le banche non sono disposte a prestare e gli investimenti sono nelle mani degli stati.

Il gioco pericoloso della BCE non ha futuro, ma il passato, con tutte le sue storie e parabole di cosa non fare, viene ancora una volta ignorato e siamo costretti a ripetere i fallimenti da cui avremmo dovuto imparare invece.

Di Malachy McDermott

Traduzione di Francesco Simoncelli

Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online