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La Borsa americana gira in 4K

Gaetano Evangelista
·2 minuto per la lettura

Il nuovo massimo storico registrato a Wall Street, anticipa correttamente un boom economico atteso nel 2020. Piazza Affari ha ancora un certo ritardo da colmare, ma ieri si è resa protagonista di una spettacolare rottura rialzista. La politica dei piccoli passi paga sempre.

La borsa americana gira in 4K. Confermando la sana politica dei piccoli passi – da giugno scorso in avanti sedute da +2% sono state registrate soltanto in due occasioni, mentre ben nove volte lo S&P500 ha ceduto in un giorno più del 2%. Le persuasioni perverse dei ribassisti vanno costantemente alimentate... – lo S&P500 ha migliorato ancora una volta quest’anno il massimo storico, portandosi ad un soffio dalla mitica soglia dei 4.000 punti. Una tappa che considereremmo intermedia, in vista degli obiettivi temporali e di prezzo fissati nell’Outlook di inizio anno.

La moderazione paga, almeno in borsa. Perché a livello esogeno l’euforia è difficilmente contenibile: gli economisti rivedono sistematicamente verso l’alto le stime di crescita per il 2021: +6.0% per gli Stati Uniti, al netto dell’inflazione; +5.6% su scala globale. Sarebbe l’espansione più robusta rispettivamente dal 1984 e dal 2010. Non è affatto un caso che il MSCI All Country Index abbia archiviato il primo trimestre con un guadagno del 4.2%; addirittura del +10.8% per il FTSE MIB.

Nel momento in cui entriamo in quello che storicamente risulta essere il mese migliore dell’anno; due ulteriori aspetti confortano. Il primo riguarda la volatilità, che si mantiene elevata. Il VIX fa fatica a scendere sotto i 20 punti, memore forse del fatto che nel 2007 scivolò a singola cifra prima del massimo storico. Massimo storico che, curiosamente, si registra ieri sera per l’indice generale, ma non per alcuni degli undici sottoindici. Un aspetto di grande rilevanza operativa, su cui torniamo nel Rapporto Giornaliero di oggi.

Evidentemente, la partecipazione questa volta corale e non ristretta – soltanto una società tecnologica figura fra le prime venti dello S&P500 per performance nel primo trimestre... – fa bene al mercato. Non a caso l’indice equiponderato sovraperforma costantemente dallo scorso settembre.

Piazza Affari risulta protagonista nell’anno passato primo trimestre: è fra i pochi indici del G25 a staccare una performance a doppia cifra percentuale, in una classifica dominata dall’OMX svedese: su cui abbiamo puntato fermamente nell'Outlook di inizio anno.

Gli investitori italiani non si curano di non essere saliti sul podio, perché ieri sera potevano vantare una performance altrettanto luccicante: per la prima volta, dopo diversi anni, il FTSE MIB sfonda la media mobile a 200 mesi. I precedenti tentativi, del 2018 e di inizio 2020, sono stati rintuzzati dalle vendite. Questa volta è andata bene: lo slancio inaugurato un anno fa ha trovato la forza per produrre questo break di cui tanto oggi si parla nelle sale operative italiane. Un’ulteriore conferma dei target delineati per la borsa italiana.

Autore: Gaetano Evangelista Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online