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La Borsa Usa dopo la pandemia

Morningstar
·3 minuto per la lettura

La normalizzazione economica negli Stati Uniti si avvicina con il procedere della campagna vaccinale. E, in Borsa, si inzia a ragionare sui settori che potranno beneficiare maggiormente della situazione post-pandemia.

Secondo le indicazioni dell’amministrazione Biden, il 90% degli americani potrà richiedere il vaccino entro il 19 aprile. Il restante 10% potrà chiederlo entro il primo maggio. Lo scenario di base di Morningstar dice che gli Stati Uniti raggiungeranno l'immunità di gregge entro maggio o, al più tardi, a luglio.

“Mentre gli Usa si avvicinano all'immunità di gregge, prevediamo che la domanda dei consumatori scatenerà una robusta ripresa economica nella seconda metà dell'anno”, spiega Dave Sekera, Chief U.S. market strategist di Morningstar. “Considerando sia la normalizzazione economica che il recente programma di stimolo fiscale, abbiamo aumentato le nostre previsioni per la crescita del prodotto interno lordo degli Stati Uniti nel 2021 al 5,3%. Ci aspettiamo anche che lo slancio economico aiuterà a sostenere la crescita del Pil del 4,0% nel 2022”.

In questo quadro, dal punto di vista borsistico preoccupano le quotazioni. L’indice Morningstar US Markets da inizio anno (fino al 29 marzo e in euro) ha guadagnato quasi il 10%. Un risultato in linea con quello segnato nell’intero 2020. Da gennaio il paniere Global Markets è cresciuto dell’8,8% (+6,5% l’anno scorso).

Indici Morningstar US Market e Global Markets a confronto

Dati in euro aggiornati al 29 marzo 2021

Base: 10.000 euro

Fonte: Morningstar Direct

Per quanto riguarda le valutazioni di Borsa, attualmente, secondo il Morningstar Global Market Barometer l’azionario Usa è sopravvalutato del 6% rispetto al rapporto Price/Fair value (relativamente alle stock coperte dall’analisi Morningstar. Dati in dollari aggiornati al 26 marzo 2021).

Dove vanno i consumi

Uno degli elementi che andrà seguito con attenzione sarà lo spostamento delle spese dei consumatori. “A partire dall’estate ci aspettiamo che si muovano verso i servizi”, dice Sekera. “In particolare verso quei segmenti che in questo periodo sono rimasti chiusi. Durante la pandemia, i consumatori hanno utilizzato i loro soldi per acquistare beni. Ma, con la ripresa della congiuntura, li vedremo tornare a frequentare ristoranti, bar ed eventi sportivi”.

Un discorso analogo vale per il turismo, soprattutto per quanto riguarda le compagnie aeree e le agenzie viaggi che potranno contare anche sull’effetto stagionale. “In questo settore, però, si dovrà essere cauti con i titoli delle compagnie di crociera e degli hotel, per i quali il mercato ha già anticipato un ritorno alla normale attività”, dice Sekera.

La ripresa del petrolio

Il risveglio dell’attività economica si sta portando dietro la ripresa del comparto energy. Dopo aver sofferto per la maggior parte del 2020, i prezzi del petrolio sono aumentati negli ultimi due mesi. “Questo riflette una crescente domanda di benzina, diesel, carburante per aerei e altri prodotti petroliferi” dice Sekera. Le previsioni di Morningstar parlano di una quotazione nel medio periodo di 55 dollari al barile per la qualità WTI (in questi giorni intorno ai 61,5 dollari) e di 60 dollari per il Brent (64,9 dollari circa).

Con la crescita dell'economia nella seconda metà dell'anno, le società cicliche in generale dovrebbero vedere una significativa accelerazione degli utili. “Il mercato, però, ha già anticipato questo impatto e i prezzi delle azioni di queste società sono saliti alle stelle negli ultimi mesi”, dice Sekera. “Nonostante questo è ancora possibile trovare titoli con un rating di 4 stelle”.

Di Marco Caprotti

Autore: Morningstar Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online