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La correzione della correzione

Pierluigi Gerbino
·4 minuti per la lettura

Dopo ben 4 settimane negative e dopo aver collezionato una perdita massima di oltre -10% dai massimi storici di inizio settembre, l’indice americano SP500, guida dei mercati azionari mondiali, ieri ha esteso, addirittura con un ampio gap rialzista, il rimbalzo iniziato timidamente giovedì scorso e irrobustitosi venerdì. Il balzo dell’indice è stato significativo (+1,61%) ed ha raggiunto quota  3.352. Siccome al mattino il rialzo era già ben visibile sul future di SP500, tutti gli indici dell’eurozona ne hanno approfittato per rimbalzare anch’essi, come non erano riusciti a fare nei giorni precedenti. Sontuose appaiono le performance di Eurostoxx50 (+2,75%), Dax (+3,22%) e FtseMib (+2,47%).

Che motivo avessero gli indici azionari per fare quel che hanno fatto ieri, nessuno è in grado di spiegarlo. Né il virus, né le incertezze elettorali americane sono venute meno, anzi.

Quel che deve aver impresso la rabbiosa reazione degli indici va cercato in aspetti emotivi, per catturare i quali occorre ricorrere all’analisi delle onde di Elliott. Proviamo ad effettuare lo screening  con questo strumento, avvisando che il tecnicismo è un po’ più spinto dell’analisi classica ed il rischio di perdersi è dietro l’angolo. Prometto comunque di essere il più schematico possibile e mi impegno a non spaccare il capello in 4. 

Il calo avvenuto nelle 4 settimane di settembre è la prima gamba della correzione del lungo rialzo partito il 23 marzo da quota 2.192 e che il 2 settembre ha concluso al massimo storico di 3.588 la sua terza onda. Nei movimenti impulsivi la terza onda è in genere la più estesa ed esplosiva, che esprime l’avvento di pulsioni emotive estreme da parte degli operatori (euforia in caso di movimento rialzista, panico in caso di movimento ribassista).

Non c’è dubbio, e l’abbiamo rimarcato più volte, che tratti chiaramente euforici abbiano caratterizzato il movimento di recupero estivo, in piena recessione ed apparentemente senza alcuna ragione fondamentale, in particolare durante il lungo rally di luglio ed agosto, che ha fatto una lunga corsa senza il minimo cenno di correzione.

Quella correzione che invece si è materializzata in settembre e che viene chiamata onda 4. Questa, a mio parere, dovrebbe proseguire a zig zag ancora per qualche settimana, almeno fino a quando non si affermino motivi sufficienti a scatenare nuovamente l’euforia che alimenti la successiva onda 5 finale , che avrà il compito di gonfiare nuovamente la bolla speculativa e portare il record storico di SP500 oltre quota 4.000 punti.

Dell’onda 4 correttiva abbiamo vissuto, fino a giovedì scorso, la prima gamba ribassista, che il rimbalzo delle ultime due sedute ha concluso. Le onde correttive (come è la 4) si esprimono normalmente con 3 movimenti: un primo impulso, contrario al trend precedente, che inizia la correzione, chiamato onda A; un  secondo movimento, che corregge l’impulso di onda A, chiamato onda B; un terzo impulso, nella stessa direzione di onda A, chiamato onda C, che conclude la correzione.

Da quel che ci mostra il grafico di SP500 l’onda A correttiva, perciò ribassista, si è conclusa giovedì scorso. Il rimbalzo che è nato e che si è esteso anche ieri, è la parte iniziale di onda B. Questa onda normalmente si conclude ritracciando tra il 38,2% ed il 50% del precedente intero movimento dell’onda A. Può estendersi raramente fino al 62,8% del ritracciamento. Pertanto, siccome il ritracciamento del 38,2% del movimento ribassista dal massimo storico di  3.588 al minimo di giovedì scorso di 3.209, che definisce l’onda A, è a quota 3.354, ecco che il rialzo di ieri avrebbe già raggiunto l’obiettivo minimo del rimbalzo. Se l’indice vuole dichiarare conclusa l’onda B può già farlo fin dalla seduta odierna. Se invece vorrà estendere ancora il recupero, ha spazio fino al 50% di ritracciamento, che è in area 3.400, o addirittura potrebbe andare a testare la resistenza di area 3.425, che nella prima metà del mese ha respinto 3 tentativi di ritorno ai massimi. Non dovrebbe comunque eccedere l’area 3.440 (61,8% di ritracciamento dell’onda A).

Completata l’onda B, dovrebbe poi arrivare l’onda C ribassista, che avrebbe il compito ci concludere l’intera correzione con un minimo inferiore a 3.209.

Avremo la possibilità di monitorare passo passo l’evolversi della situazione.

Intanto credo che sia necessario non lasciarsi troppo entusiasmare dal rimbalzo in atto ed evitare di riempirsi di posizioni rialziste. Il mercato dovrebbe dare possibilità a prezzi più bassi. 

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online