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La Corte Suprema fa felice Trump: voti per posta dopo 3/11 non valgono

Carlo Renda
·Vicedirettore HuffPost
·1 minuto per la lettura
(Photo: NurPhoto via Getty Images)
(Photo: NurPhoto via Getty Images)

La Corte Suprema di Washington si è schierata con i Repubblicani contro la richiesta avanzata dallo Stato del Wisconsin di far proseguire lo spoglio delle schede postali arrivate dopo l’Election Day. Con 5 voti favorevoli a 3, i giudici si sono rifiutati di confermare la sentenza emessa da un tribunale di grado inferiore che concedeva di procedere con lo spoglio delle schede arrivate fino a sei giorni dopo il 3 novembre. La sentenza era stata congelata da una corte d’appello federale.

Il voto, una vittoria per la campagna dei Repubblicani contro l’ampliamento del diritto, è arrivato poco prima della conferma di Amy Coney Barrett a giudice della Corte Suprema. I tre giudici liberali hanno votato in opposizione. John Roberts, capo della Corte Suprema, che la settimana scorsa si era schierato con i liberali per confermare la sentenza di una corte dello stato della Pennsylvania che estendeva la scadenza del voto per corrispondenza, si è schierato contro nel voto che riguardava il Wisconsin, passato all’esame di tribunali federali.

“Organi di legge e precedenti diversi governano queste due situazioni e richiedono, in queste circostanze particolari, di consentire la modifica delle regole elettorali in Pennsylvania ma non nel Wisconsin”, ha scritto Roberts. I Democratici avevano sostenuto che la quantità di voti postali ed altri problemi generati dall’emergenza Coronavirus rendono necessaria un’estensione del periodo di spoglio delle schede. Il Wisconsin, uno stato in bilico, è anche uno di quelli più colpiti dal Covid-19.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.