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La decisione del Governo Conte

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riapertura frontiere ue
riapertura frontiere ue

Da mercoledì 1 luglio si può tornare a viaggiare non solo in Europa, ma anche con Paesi extra-Schengen. Una soluzione che non soddisfa gli Stati Uniti che, per esempio, sono stati esclusi dal pacchetto di nazioni verso cui poter viaggiare: i turisti residenti sul territorio americano dovranno ancora attendere per poter approdare nel Vecchio Continente. Così come i russi e i brasiliani: una scelta, quella dell’Unione Europea, dettata dallo scarso impegno adottato da Bolsonaro e Trump nel contenimento del Coronavirus.

Per non incorrere in nuovi focolai provenienti dall’estero, però, l’Italia ha deciso di mantenere obbligatoria la quarantena: a partire dal 1 luglio, infatti, nonostante la riapertura dei confini Ue, il Bel Paese obbligherà coloro che proverranno da Paesi esteri a seguire un periodo di isolamento.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, firmerà un’ordinanza che stabilisce la riapertura delle nostre frontiere, mantenendo però la quarantena per tutte le persone che arrivano dai Paesi extra-Schengen.

Riapertura frontiere Ue: la lista

Nella lista dei Paesi accettati dall’Unione Europea – come già evidenziato – non rientrano Stati Uniti, Brasile e Russia. A questi si aggiungono, tra i più importanti, India e Israele. Ok, invece, nei confronti di Pechino a patto che la Cina garantisca equità verso i cittadini dell’Unione Europea rimuovendo l’obbligo di quarantena.

Nella lista dei Paesi verso cui si registra la riapertura delle frontiere Ue si segnala: Marocco, Algeria, Tunisia, Serbia, Montenegro, Georgia, Canada, Uruguay, Thailandia, Corea del Sud, Giappone, Australia, Nuova Zelanda e Rwanda. La lista è una raccomandazione che ha l’obiettivo di coordinare le azioni delle capitali ma non è vincolante: gli Stati membri hanno competenza esclusiva sui confini.