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La distruzione dell'euro

Francesco Simoncelli
·8 minuto per la lettura

L'Eurozona è in bancarotta. Il deterioramento degli squilibri nel sistema TARGET2 non è stato ancora notato, ma negli ultimi mesi è stato allarmante. Nonostante le smentite ufficiali nel corso degli anni che sia motivo di preoccupazione, è sempre più evidente che le banche nazionali di Italia, Spagna e altre nazioni con crediti inesigibili in crescita, li nascondono all'interno del sistema TARGET2. La prima ondata di Covid-19, che sta portando a bancarotte in tutta la zona Euro, è ora seguita da una seconda ondata, che quasi certamente eliminerà un certo numero di banche importanti, nel qual caso imploderà anche il sistema euro transfrontaliero.

Introduzione

Semmai sia esistito un costrutto politico il cui obiettivo non dichiarato è quello di rendere schiava la sua popolazione, questa è l'Unione Europea: governi nazionali che, con l'eccezione della Germania e di pochi altri stati del nord, hanno trascinato o stanno trascinando al fallimento il resto della nave europea. Gli obiettivi dell'UE sono sostenere politiche fallimentari che sequestrano la ricchezza accumulata dalle nazioni di maggior successo e la dirottano per finanziare stati socialisti falliti, in modo da garantire che tutto il potere risieda nelle mani degli statalisti a Bruxelles.

È la visione di Ayn Rand dello stato socializzante e saccheggiatore. Tutti i grandi business sopravvissuti sono allineati con esso: quelli che si rifiutano di giocare scompaiono. I dirigenti senior con ampi budget per le attività di lobbying non si preoccupano più dei consumatori e hanno sbaragliato i loro concorrenti più piccoli. Hanno optato per la via più facile: cercare favori dai saccheggiatori a Bruxelles.

È un super-stato corrotto che si è evoluto dalla politica americana nel dopoguerra: il figlio del Comitato americano dell'Europa unita. Finanziato e gestito dalla CIA nel 1948, gli obiettivi del Comitato erano di garantire che i Paesi europei entrassero in una NATO controllata dagli Stati Uniti, in modo da fermare l'espansione verso ovest di Stalin in base ai confini del dopoguerra. Questa era la versione ufficiale, ma è degno di nota il modo in cui si è formato un modello per il successivo controllo americano di altri stati stranieri. È l'azione della vespa del deserto che trasforma uno scarafaggio in uno zombi, in modo che la sua larva possa successivamente nutrirsi di esso.

Questo scarafaggio europeo è ora nelle fasi finali della sua esistenza zombificata. Al di fuori della serra di Bruxelles e delle capitali dell'UE è difficile discernere un sostegno ad un sistema politico in fallimento, oltre a mantenere in piedi la baracca. La popolazione tedesca si lamenta poiché si continua a concedere prestiti col loro denaro a stati falliti, ma come accade ad ogni creditore, egli rimarrà cieco di fronte al problema sistemico più profondo per paura del suo collasso. All'estremo opposto ci sono i socialisti greci che affermano che la Germania deve loro un risarcimento per la brutalità e distruzione di settantacinque anni fa. È un patto faustiano tra creditori e debitori ignorare la realtà delle rispettive posizioni. È il metodo dell'imperialismo; ma invece di essere applicata ad altre nazioni, Bruxelles applica la soppressione imperiale ai propri stati membri. E ora che sono stati svuotati, non c'è più niente a sostegno di Bruxelles.

Questa è la destinazione a cui siamo arrivati ​​oggi. Bruxelles e il suo Parlamento europeo si stanno avvicinando alla fine della loro strada, ridicolmente costosa e inutile. Ormai non ci sono più posti da derubare, visto che hanno mandato in bancarotta un intero continente. I creditori e i debitori non hanno più nulla di materiale: il denaro nel bilancio di tutti verrà cancellato a causa di un collasso monetario ed economico. È il processo e la destinazione che dobbiamo analizzare.

Il sistema bancario dell'Eurozona è ad un passo dal crollo, come risulterà evidente in questo articolo. Ci sono due elementi fondamentali coinvolti: le banche commerciali con crediti inesigibili irrecuperabili ed il sistema di settlement a livello di Eurozona, TARGET2, sempre più utilizzato per nascondere le sofferenze accumulate a livello nazionale.

Prima di guardare alla posizione delle banche commerciali, per capire quanto sia diventata tossica l'Eurozona cominceremo esponendo i pericoli nascosti nel sistema di settlement.

TARGET2: quando i nodi vengono al pettine

Gli squilibri tra la BCE e le banche centrali nazionali nel sistema di settlement TARGET2 dell'Eurozona sono indicativi della situazione attuale.

La Germania (azzurra) è ora “in credito” di €1.150 miliardi, un importo che è aumentato del 27% tra gennaio e settembre. Allo stesso tempo i debitori più grandi, Italia, Spagna e la stessa BCE, hanno aumentato i loro debiti complessivi di €275 miliardi, portandoli a €1.300 miliardi. Ma il peggioramento più rapido per le sue dimensioni è nel saldo negativo della Grecia, in aumento di €45,6 miliardi tra gennaio e agosto.

La Bundesbank non è preoccupata per le crescenti quantità di euro che le sono dovute in un sistema che è sempre stato destinato a pareggiare? Certamente. Si lamenterà pubblicamente o chiederà in privato che vengano saldati? Quasi certamente no, perché i sistemi statalisti come l'UE dipendono interamente dall'obbedienza totale verso un obiettivo comune. Tutti i dissidenti sono puniti, in questo caso dalle ondate di distruzione che verrebbero scatenate da qualsiasi stato che si rifiutasse di continuare a sostenere i PIIGS. Il sistema TARGET2 è un patto col diavolo e romperlo non è nell'interesse di nessuno.

Gli squilibri sono tutti garantiti dalla BCE. In teoria, non dovrebbero esistere. Essi riflettono in parte gli squilibri commerciali accumulati tra gli stati membri senza flussi di pagamento e bilanciamento nell'altro senso. Inoltre si verificano squilibri quando la BCE ordina ad una banca centrale nazionale di acquistare obbligazioni emesse dal proprio governo e da altre entità aziendali locali. Con l'aumento degli squilibri tra le banche nazionali, la BCE ha smesso di pagare per alcuni dei suoi acquisti di obbligazioni, portando ad un deficit TARGET2 di €297 miliardi. I crediti corrispondenti nascondono la reale entità dei deficit nei libri contabili delle banche centrali nazionali PIIGS. Ad esempio, in base agli acquisti non pagati di debito italiano da parte della BCE, la Banca d'Italia deve alle altre banche nazionali più di quanto suggerisca l'importo nominale di €546 miliardi.

All'interno del funzionamento del sistema TARGET2

Il modo in cui funziona il sistema TARGET2, in teoria comunque, è il seguente: un produttore tedesco vende merci ad un'azienda italiana, poi l'azienda italiana paga tramite bonifico bancario mediato dalla banca centrale italiana attraverso il sistema TARGET2, accreditando il denaro alla banca tedesca del produttore tedesco tramite la banca centrale tedesca.

L'equilibrio viene ripristinato coi deficit commerciali: in Italia, ad esempio, vengono compensati da afflussi di capitali poiché i residenti altrove nell'Eurozona acquistano obbligazioni italiane, investono in Italia e il commercio turistico raccoglie entrate nette di cassa. Come si può vedere dal grafico, prima del 2008 le cose andavano più o meno così. Parte del problema è dovuto al prosciugamento dei flussi d'investimento nel settore privato.

Poi c'è la questione della “fuga di capitali”, che non è fuga in quanto tale. Il problema non è che i residenti in Italia e Spagna stanno aprendo conti bancari in Germania e trasferendo i loro depositi da banche nazionali. È che le banche centrali nazionali, che sono fortemente esposte a potenziali crediti inesigibili nella loro economia domestica, sanno che le loro perdite, se materializzate in una crisi bancaria generale, finiranno per essere condivise in tutto il sistema bancario centrale se vengono trasferiti nel sistema di settlement TARGET2.

Se una banca centrale nazionale ha un deficit TARGET2 con le altre banche centrali, è quasi certamente perché ha prestato denaro alle sue banche commerciali per coprirne i pagamenti invece di farli avanzare attraverso il sistema di settlement. Quei prestiti appaiono come un attivo nel bilancio della banca centrale nazionale, compensato da una passività nei confronti della BCE attraverso il sistema TARGET2. Ma secondo le regole, se qualcosa va storto con il sistema TARGET2, i costi vengono ripartiti in base alla formula del capitale chiave preimpostata.

È quindi nell'interesse di una banca centrale nazionale avere un deficit maggiore in relazione al suo capitale chiave, sostenendo le banche commerciali insolventi nella sua giurisdizione. Il capitale chiave fa riferimento alla partecipazione azionaria delle banche centrali nazionali nella BCE, che per la Germania, ad esempio, è il 26,38%. [1] Se il sistema TARGET2 crolla, la Bundesbank, nella misura in cui i crediti inesigibili nell'Eurosistema sono condivisi, perderebbe i €1000+ miliardi ad essa dovuti dalle altre banche centrali nazionali, e invece dovrà pagare fino a €400 miliardi in perdite nette, sulla base degli squilibri correnti.

Per capire come e perché si pone il problema, dobbiamo tornare alla precedente crisi bancaria europea a seguito di quella della Lehman. Se l'autorità di regolamentazione bancaria nazionale ritiene che i prestiti siano in sofferenza, le perdite diventano un problema nazionale. In alternativa, se l'autorità di re Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online