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La donna che ha portato il design africano su Wikipedia (da oggi)

Di Carla Amarillis
·2 minuto per la lettura
Photo credit: 54kibo - Instagram
Photo credit: 54kibo - Instagram

From ELLE Decor

Nana Quagraine è la fondatrice e il CEO di 54kibo, un e-commerce di design africano contemporaneo unico nel suo genere, e da oggi è anche l’autrice della prima pagina di Wikipedia dedicata all’African Design.

“In qualità di marchio che celebra la storia e l'artigianato del design africano, presentando pezzi funzionali ispirati a tecniche tradizionali, siamo curiosi di saperne di più sulla storia del design africano e sulle forze che lo stanno attualmente plasmando” spiega lei. Nonostante le dimensioni dell’Africa, con 54 paesi e oltre 1,2 miliardi di abitanti, a cui si aggiungo i 210 milioni di emigrati, fino a ora sulla più grande enciclopedia al mondo non esistevano voci dedicate alla sua produzione di arredi, al contrario di quanto accade, per esempio, con il “design italiano” o il “design scandinavo”.

Ma non è un problema solo digitale: quando si è trasferita a New York dal Ghana, nel 2008, Quagraine racconta di essere rimasta perplessa di non essere riuscita a trovare, nella città che offre tutto a qualunque ora, un negozio di oggetti africani moderni e di alto livello. 54kibo, il cui nome è un omaggio alle 54 nazioni africane e alla vetta più alta del Monte Kilimanjaro, arriva nel 2017, con la nascita dei suoi due figli e il “desiderio di instillare in loro la comprensione della bellezza della loro eredità africana” racconta in un’intervista.

La pagina di Wikipedia sul design africano è nata invece in collaborazione con altri creativi di origine africana ed esplora il termine nel senso più ampio: architettura, arte, mobili, metalli, oreficeria, cesti, tessuti… ma l’idea non è quella di offrire al pubblico un semplice riassunto ma, soprattutto, di essere la base per la costruzione di un dialogo progettuale tra architettura, design, nuove realizzazioni e tecniche antiche, cercando una radice comune nel patrimonio culturale e nei materiali locali. Ma anche sottolineare l’impatto che la cultura progettuale africana ha avuto – e ha ancora oggi – nel mondo.

54kibo.com