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La drag queen e l'incubo del video con Fedez: "Dopo sfogo social minacce di denuncia''

·4 minuto per la lettura

''Il mio era solo uno sfogo che volevo fare arrivare a Fedez e ora rischio di essere denunciato per aver postato sui miei social delle foto che mi hanno girato scattate durante le riprese sul set''. A parlare è Paola Penelope, la drag queen del video 'Mille' con Fedez, Orietta Berti e Achille Lauro, che all'Adnkronos racconta che ''l'incubo del video non è ancora finito'' visto che il produttore sotto al suo post ''sostiene che il mio assistente ha fatto le foto sul set nonostante io abbia firmato una liberatoria che lo proibiva ma non è vero. Me le hanno passate le altre comparse e io l'ho postate dopo l'uscita del video. Il mio telefono non l'ho mai aperto'', tiene a sottolineare Penelope. Sotto al post della drag queen il produttore della clip, Antonio Giampaolo, commenta: "Io rispetto il tuo mestiere di Drag, ma ti chiedo di rispettare il ruolo delle comparse. E tu lì eri come comparsa, così come tutti gli altri. Noto però con piacere dai tuoi social che non hai perso tempo a pubblicare selfie con gli artisti e foto sul set. Le altre comparse hanno rispettato la liberatoria firmata dove c è scritto il divieto di scattare foto e video, quindi prima di fare polemica ricorda il ruolo che hai ricoperto, e attieniti a ciò che firmi. Ti ringrazio ancora come ho fatto sul set personalmente per aver preso parte al progetto, ma la celebrità si ottiene con professionalità, non cercando di usare nomi e urlando vergogna''.

''Se mi denunciano io mi difenderò -dice ancora Penelope- il mio telefono è a disposizione. Se ho scattato delle foto lo devono provare loro. Il mio sfogo sui social non era per farmi pubblicità, non me ne frega proprio nulla! A me interessava solo dire che se un personaggio pubblico si espone deve poi fare attenzione a chi si circonda nella vita quotidiana perché questo può vanificare tutto il lavoro che fa in pubblico''. ''Hai tirato in ballo Fedez per avere cassa di risonanza -scrive ancora il produttore di 'Mille'- Torno a ripeterti che nella liberatoria che hai firmato hai violato un punto fondamentale. Ripeto anche che hai avuto trattamento privilegiato con camerino, con aria condizionato, a te riservato e la tua amica e vostro assistente/fotografo personale. Porta rispetto alle altre comparse che invece sono state super disponibili e nessuno si è lamentato nonostante non avevano camerino come te''.

Nel post pubblicato da Penelope è intervento anche l'aiuto regista Daniele Barbiero che si difende sostenendo di non aver mai usato la parola trans: "Quando ho chiesto, come a ogni fine scena, di farvi mettere all’ombra era per non farvi morire di caldo e, come le altre volte, ho usato la parola drag che probabilmente vista la grande distanza, l’uso delle mascherine, delle radio e del megafono può esservi arrivata in altro modo -dice- Sono sensibile alle lotte di parità di diritti di ogni categoria ma credo che questa polemica non sia centrata, perché l’utilizzo di ciascuna figurazione è stato effettuato per un’idea artistica e non per mettere al centro questa o quella figura. Né si fanno favoritismi opposti. ''L'aiuto regista dice che quello che quello che ho detto non era vero e che lui era venuto in camerino solo perché avevamo sentito male -spiega ancora Penelope- Quando lui è venuto gli ho anche detto: 'non offendere la nostra intelligenza, ti abbiamo sentito in quattro'. Io ho accettato di partecipare al video solo in virtù di Fedez e quando sono stato contattato da questa società esterna -precisa- non avevo idea che sarebbe andata a finire così. Fedez il 1 maggio ha fatto una cosa bellissima -aggiunge la drag queen- l'ho anche ringraziato durante le riprese ma quando mi son trovata a girare il video ho avuto la percezione che noi fossimo fuori luogo. Infatti eravamo gli unici con le piume e gli altri invece indossavano abiti anni '60 allora mi sono chiesto: 'Perché ci hanno chiamato?'''.

''Forse durante le riprese il regista si è reso conto che noi non potevamo essere utilizzate e ci ha messo da parte. Ma va anche bene, ho detto pure che io me ne stavo tranquillamente a casa. La sera infatti alla produzione ho solo detto: 'Perché non mettete delle ragazze super truccate, è la stessa cosa, io me ne sto a casa'. Quando sono stata chiamato la società mi ha dato solo la liberatoria che gli permetteva di usare la mia immagine ma non il contratto che già avevamo stabilito verbalmente, compreso il cachet che dovevo percepire. All'inizio ho chiesto di essere tolta dal progetto ma per non creare problemi mi sono avvalso dell'aiuto di un avvocato e mi sono accordato per firmare la liberatoria dopo il pagamento. Ribadisco che non ero in cerca di pubblicità, ho solo voluto mandare un messaggio a Fedez. Spero che questo incubo finisca al più presto'', conclude la drag queen del video di Fedez.

(di Alisa Toaff)

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