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La FED accelera il tightening

·8 minuto per la lettura

La giornata della Fed è iniziata con un tono opaco in Asia, con solo Tokyo, Taiwan, Seul e Jakarta marginalmente positive. Male Mumbai, Sydney e soprattutto Hong Kong e le "A" e le "H" shares cinesi (quello che chiamo il China complex, ovvero Hang Seng, HSCEI, Shenzen e Shanghai Composite).

In effetti la Cina si fa carico del grosso dei motivi di origine "locale" per la risk aversion. Per cominciare, i dati macro di novembre hanno generalmente deluso un consenso che non era nemmeno particolarmente spinto.

Male le retail sales, che mostrano forse i segni dei lockdown locali per contenere i focolai.  Meglio la produzione industriale mentre gli investimenti hanno rallentato parecchio, depressi dal calo di quelli in infrastrutture e dalla persistente debolezza del property. È chiaro che qui a breve vedremo altri numeri, in base a quanto dichiarato dal Presidente Xi sul nuovo stimolo in arrivo.

In secondo luogo, i prezzi delle case nuove nelle principali 70 città della Cina sono calati per il terzo mese di seguito, dello 0.33%. L'ultima serie negativa di questi dati risale al 2014-15, quando misure anti speculazione ottennero effetti analoghi a quanto osservato di recente.

Ricordiamo tutti come è andata a finire all'agosto 2015, con la svalutazione dello yuan e il crash di Shanghai. Li c'era una bolla azionaria, e oggi le autorità sembrano un po' più comprese del problema. Ma sicuramente questo è un settore che aiuterà molto poco la crescita, nei prossimi trimestri, e forse anni.

Infine, la news dalle ricadute più incerte, ovvero quella per cui il vaccino Sinovac non offrirebbe una copertura contro Omicron, in base ad uno studio fatto a Hong Kong. Il campione è microbico (25 test), ma se fosse vero, è un guaio grosso, visto che è il vaccino predominante in Cina. E questo aggrava potenzialmente il problema già grosso di una diffusione di una variante 3 volte più contagiosa in un paese che contiene i focolai tramite lockdown e tracciamento, e finora ha avuto infetti e morti molto bassi in relazione alla popolazione.

Aggiungiamo poi 2 ulteriori news legate alla concorrenza tra Cina e Usa, ovvero la possibilità che la Casa Bianca sanzioni ancora il principale chipmaker cinese e che altre 8 aziende cinesi vengano aggiunte alla lista nera USA e c'è quasi da stupirsi che l'azionario Cinese abbia ceduto in maniera composta. Al di là del clima di attesa per il FOMC sorprende poco che in tono non fosse granché.

L'apertura europea è stata subito allietata da una serie di dati sui prezzi in UK di novembre tutti in accelerazione e sopra attese, dove spiccano un bel 5.1% di CPI e un 4% di CPI core.

Food for thought per la Bank of England domani (e indirettamente anche per l'ECB). I dati di CPI in Francia e Italia usciti in mattinata erano tutti già noti in sede preliminare e quindi non hanno turbato l'attesa di Wall Street e del FOMC nel pomeriggio.

Dopo un inizio nervoso, anche in virtù dei dati sul Covid in arrivo dal Sudafrica, dove le ospedalizzazioni stanno cominciando a salire (+80% in una settimana), l'azionario continentale si è assestato in un moderato rimbalzo in attesa degli eventi. Se i rendimenti hanno mostrato una certa stabilità (tranne in UK) con una tendenza degli spread a chiudersi, l'€ è rimasto debole contro un Dollaro sostenuto dalle attese FED, e le commodities in generale pure.

Un po' più arzillo il calendario macro in USA in attesa del FOMC, con l'Empire NY manufacturing di dicembre ben sopra attese, anche se nei dettagli i new orders sono calati (-1.7 a 27.1) mentre i prezzi sono saliti ancora (+2.8 a 80.2).

Debolucce, e sotto attese, per una volta le retail sales USA di novembre, che forse hanno risentito di un anticipo a ottobre degli acquisti, per timore di non vederseli consegnare, e che comunque non potevano continuare sui ritmi del passato, anche perché in attesa dell'approvazione del Build back Better plan, che potrebbe slittare (WHITE HOUSE SAYS OPTIMISTIC BUILD BACK BETTER WILL GET DONE BEFORE CHRISTMAS) l'impulso fiscale sta scemando. Stabile il sentiment degli homebuilders. Infine, i prezzi all'import e all'export di novembre... che ve lo dico a fare.

Wall Street è partita con un tono difensivo e nervoso, comprensibile visto l'importanza dell'appuntamento, e il tono delle news.

  • UK REPORTS A RECORD NUMBER OF DAILY COVID-19 CASES ON WEDNESDAY

  • UK REPORTS 78,610 NEW COVID-19 CASES ON WEDNESDAY COMPARED WITH 59,610 A DAY EARLIER - GOVERNMENT DATA

Come di recente, il Nasdaq ha continuato a sottoperformare l'S&P 500, il che in superficie sembra legato alla paura che i rendimenti salgano troppo (anche se si muove solo la parte breve), e in realtà sembra riflettere maggiormente una certa fatica del rally di certi beniamini del pubblico, che ormai sono un po' inflazionati. Non a caso, nell'ultimo periodo le azioni caratterizzate da maggior volume in opzioni, segnale di un grande interesse dei retail investors e una grossa esposizione al rialzo, hanno sottoperformato l'indice.

La chiusura EU vede gli indici in ordine sparso attorno alla parità, con Eurostoxx 50, Cac  e FTSE Mib in moderato guadagno, Dax in marginale progresso, e Londra e Madrid in calo, la prima perché le news sul Covid sono orrende, e poi attende la BOE con CPI in rialzo, e la seconda che restituisce con gli interessi l'overperformance di ieri. Con cambi e commodities sui livelli della mattina (tranne la sterlina, calata vs $ in attesa della FED) siamo arrivati al grande evento.

Alle 20, lo statement ha riportato le seguenti novità:

  1. raddoppio del ritmo di tapering a 30 bln al mese (20 di bonds e 10 di mortgages), e quindi un azzeramento degli acquisti netti a marzo, se non arrivano nuove modifiche.

  2. Dot plot passata a indicare 3 rialzi nel 2022 e altri 3 nel 2023, ma solo 2 nel 2024, con punto di arrivo a 2.125%.

  3. il concetto di transitorietà dell'inflazione è stato rimosso, a favore di uno "sbilancio tra domanda e offerta".

  4. Le previsioni di inflazione sono state portate al 2.7% per il 2022 (da 2.3%) e al 2.3% nel 2023 (da 2.2%9 mentre quella per il 2024 è rimasta invariata, e continua a scontare un 2.1%, vicino al target.

In generale una Fed che si decide ad alzare i tassi di più nei prossimi trimestri, convinta che questo le permetterà di alzarli di meno in futuro, perché controllerà l'inflazione, che tornerà docile all'obiettivo (auguri).

Il mercato, dopo un primo scarto, ha avuto la classica reazione di chi si aspettava di peggio, che poi, nella pratica, è l'effetto di operatori già posizionati tatticamente per un outcome hawkish, che quindi non hanno più nulla da fare una volta che questo viene confermato. Forse la cautela nel 2024 in termini di rialzi ha esaltato quest'effetto. Ha! La Fed non aveva idea di quanto sarebbe salita l'inflazione nella parte finale del 2021, e di quanti rialzi avrebbe previsto di fare a fine anno, e noi dovremmo pensare che sanno quanti ne faranno nel 2024? La verità è che resta intatta la sensazione che l'anno prossimo Powell e C. saranno costretti a rincorrere, e che il mercato a breve finirà per ristabilire una differenza con le proiezioni FED, che oggi, almeno per i prossimi 24 mesi, sono state costrette ad adeguarsi.

Alle 20.30 in conference si è presentato un Powell bello ottimista. Hanno dovuto accelerare sul tapering a causa dell'inflazione elevata. L'economia crescerà a ritmo robusto e la piena occupazione verrà raggiunta nel 2022. La Fed deve agire per impedire all'inflazione di radicarsi (e non far inc...re i Democratici alla Camera) e quindi i tassi verranno alzati, dopo aver finito il tapering (quindi non a marzo, a meno che non accelerino), ma non molto dopo.  La variante Omicron pone dei rischi, ma l'economia può sopportarla. Variante dopo variante si impara a convivere col virus.

  • POWELL CITES ELEVATED INFLATION FOR SPEEDING UP TAPER

  • POWELL: ECONOMY ON TRACK TO EXPAND AT ROBUST PACE THIS YEAR

  • POWELL: ECONOMY MADE RAPID PROGRESS TOWARD MAX EMPLOYMENT

  • POWELL: EMPLOYERS HAVING DIFFICULTIES FILLING JOB OPENINGS

  • POWELL: UNCLEAR HOW LONG LABOR SHORTAGE WILL PERSIST

  • POWELL: WAGE GROWTH HASN'T BEEN MAJOR CONTRIBUTOR TO INFLATION

  • POWELL: HIGH INFLATION IMPOSES SIGNIFICANT HARDSHIP ON PEOPLE

  • POWELL: WILL USE TOOLS TO KEEP INFLATION FROM BEING ENTRENCHED

  • POWELL: EXPECT ECONOMY TO REACH MAXIMUM EMPLOYMENT GOAL IN 2022

  • POWELL: EXPECT A GRADUAL PACE OF POLICY FIRMING

  • POWELL: TAPER TO END A FEW MONTHS EARLIER THAN PRIOR PLAN

  • POWELL: ON TRACK TO END TAPER BY MID-MARCH

  • POWELL: WE'RE TWO MEETINGS AWAY FROM FINISHING TAPER NOW

  • POWELL: ECONOMY NO LONGER NEEDS RISING AMOUNTS OF SUPPORT

  • POWELL: WE ARE MAKING RAPID PROGRESS TOWARD MAX EMPLOYMENT

  • POWELL: YES, WE WON'T RAISE RATES UNTIL AFTER TAPER FINISHED

  • POWELL: DON'T FORESEE LONG DELAY BETWEEN TAPER, RATE HIKE

  • POWELL: FED COULD HIKE BEFORE REACHING MAXIMUM EMPLOYMENT

  • POWELL: LABOR MARKET HOTTER IN SOME WAYS THAN LAST EXPANSION

  • POWELL: COMFORTABLE THAT ECONOMY CAN HANDLE OMICRON

  • POWELL: RECENT RISE IN COVID CASES, OMICRON POSE RISKS

  • POWELL: WAVE UPON COVID WAVE, PEOPLE LEARNING TO LIVE W/COVID

  • POWELL: AMERICANS' INCOMES ARE VERY STRONG

  • POWELL: HOLIDAY SPENDING MAY HAVE BEEN PULLED FORWARD

  • POWELL: BUSINESS DEBT HIGH BUT DEFAULT RATES ARE VERY LOW

Le ultime dichiarazioni di Powell mostrano la portata della svolta sull'inflazione: è da domanda, spinta dallo stimolo fiscale (modestamente, è un po' che lo sostengo), ed è chiaro il rischio che si radichi e diventi persistente. Ma - attenzione - la Fed non è in ritardo. Coi tassi a Autore: Giuseppe Sersale Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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