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La Fed e la BCE pronte al piano B in caso di nuova recessione economica

Fabio Carbone
Tutti gli occhi sono puntati sulla FED nel corso della giornata mentre i mercati asiatici rispondono alle notizie del vertice del G20 previsto da Trump e Xi.

Non è un mistero per nessuno lo stato di cattiva salute dell’economia mondiale e non solo di quella italiana. Gli analisti più accorti i segnali li hanno visti già ad inizio 2018.

E la conferma che il vento sta cambiando (di nuovo) lo preannunciano i piani preparativi, per così dire, del Federal Reserve System (Fed) e della Banca Centrale Europea (BCE).

Le (non) decisioni della Fed

La Fed, ieri 20 febbraio, ha pubblicato i verbali della riunione del 29 e 30 gennaio, in cui si legge la decisione di interrompere il piano di rialzo del costo del dollaro USA pianificato per il 2019.

Sono aumentati i rischi al ribasso dell’economia USA, della Cina e dei mercati a livello globale.

La Fed guadagna tempo, vuole capire meglio la situazione per agire nel miglior modo possibile nel caso di nuova crisi economica.

Il clima è comunque incerto anche all’interno della Fed, con una parte dei funzionari più attendista e una parte che vorrebbe continuare con il piano di rialzi del costo del danaro come stabilito a fine 2018.

La Fed ha anche pianificato il termine del Quantitative Tightening entro la fine del 2019. Il piano di riduzione degli asset detenuti dalla banca centrale americana, serviranno a normalizzare le dimensioni del bilancio della stessa Fed.

La BCE il TLTRO e il Quantitative Easing

Il capo dello staff economico della BCE, il signor Peter Praet, ha preannunciato che sarà presa presto in esame l’ipotesi di una nuova edizione del programma di finanziamenti agevolati alle banche europee in difficoltà. Il noto TLTRO sta per tornare e sarà discusso durante la riunione del Consiglio della BCE in programma per il prossimo 7 marzo.

I mercati ci scommettevano sul ritorno del TLTRO e non si sono sbagliati.

Il programma salva banche aiuterà significativamente il nostro sistema bancario, che nel precedente TLTRO ha ricevuto 250 miliardi di euro sui 727 miliardi di investimenti complessivi elargiti in tutta Europa.

Altra nazione che ha ricevuto i maggiori aiuti dal TLTRO è stata la Spagna.

Il problema è che a giugno 2020 scatta la prima rata di rimborso del prestito, e le banche potrebbero non essere in grado di restituire i fondi ricevuti. La BCE ne è consapevole e interviene.

Intanto il quantitative easing è terminato da un mese, come sappiamo Draghi ha rassicurato i mercati affermando che la liquidità già immessa nel sistema non rientrerà, ma sarà reinvestito per un lungo periodo. Tuttavia, a causa del nuovo vento di crisi economica globale, non è detto che la Banca Centrale decida un QE bis.

Le reazioni della Borsa di Milano

La Borsa di Milano non reagisce bene. Il FTSE MIB del 21 febbraio è in negativo del -0,30% a 20.242,38 punti base.

I migliori titoli per ora sono Amplifon a +1,65%, Carel Industries a +1,41%, Cairo Communication a 1,34%.

I peggiori sono Juventus FC in perdita del -10,14% (ieri ha perso in Champions), Prysmian -8,71%, Tenaris -2,42%.

I titoli più scambiati a Piazza Affari sono Telecom Italia, A2A e Cir-Comp.

Spread Btp/Bund a 10 anni del 21 febbraio

In salita lo spread Btp/Bund a 10 anni, dopo un inizio di giornata a 279 punti, il differenziale si è portato a 277,2 dopo un ribasso a 274,6.

 

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This article was originally posted on FX Empire

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