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La Fed non fa bene a Piazza Affari: in affanno Enel ed ENI, maglia nera del Ftse Mib a Tenaris

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Niente scossoni per Piazza Affari all'indomani della Federal Reserve. La banca centrale Usa si è mostrata più preoccupata del surriscaldamento dell'inflazione e adesso i dot plot indicano due possibili rialzi dei tassi già nel 2023. Il Ftse Mib alla fine di una seduta altalenante ha chiuso a 25.713 punti (-0,21%) con Wall Street che al momento viaggia contrastata con il Nasdaq che riesce a schivare le vendite sulla spinta dell'ottimismo sulla crescita economica. Tra i titoli del Ftse Mib chi ha subito la svolta meno accomodante della Fed e il conseguente rialzo dei rendimenti sull'obbligazionario sono state principalmente le utility. Enel (-1,63%) ha condizionato negativamente l'umore del Ftse Mib essendo il suo titolo di maggior peso. Male anche i titoli oil con -1,04% a 10,63 euro per ENI, peggio Saipem con -1,88% e Tenaris con -2,24%. In rialzo Stellantis (+0,34% a 16,954 euro). Il governo italiano starebbe valutando ulteriori incentivi alla rottamazione per complessivi 400-500 mln di euro, forse aperti anche alle auto usate (purché rispettino i parametri ambientali). "Effetto positivo di breve che serve ad aiutare la ripresa dei volumi", rimarcano oggi gli esperti di Equita SIM che hanno rating buy su Stellantis con target price a 20 euro. L'Italia rappresenta circa il 9% dei volumi totali consolidati del gruppo Stellantis. Oggi i dati sulle immatricolazioni in Europa hanno evidenziato a maggio le immatricolazioni di auto nell'UE sono balzate del 53,4% a 891.665 vetture. Le vendite di Stellantis lo scorso mese segnano +49,1% a 199.775 con una quota di mercato del 22,4%.

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