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La FED non vi salverà da una recessione incalzante

Francesco Simoncelli
·5 minuto per la lettura

Il 2020 è stato un disastro al rallentatore su molti livelli. Gli americani si sono preoccupati così tanto per le elezioni e le violazioni senza precedenti delle libertà individuali nel nome della lotta contro il Covid-19 che non hanno prestato attenzione a ciò che la Federal Reserve e il Tesoro degli Stati Uniti hanno combinato. Inoltre le battaglie intraprese sul fronte "salute pubblica" hanno oscurato quanto sia terribile l'economia statunitense. Il presente articolo fornisce grafici della stessa Federal Reserve (filiale di St. Louis) per documentare la nostra situazione allarmante.

Il debito federale degli Stati Uniti

Sappiamo tutti che il gettito fiscale è molto basso e la spesa federale è salita alle stelle, ma la maggior parte degli americani probabilmente non ha idea di quanto nuovo debito sia stato aggiunto solo nell'ultimo anno:

In particolare, alla fine del terzo trimestre del 2020 il debito federale "detenuto dal pubblico" (il che significa che questa cifra esclude le partecipazioni intragovernative come il cosiddetto fondo fiduciario della previdenza sociale) era pari a $21.000 miliardi. La stessa cifra per il terzo trimestre del 2019 era di $16.800 miliardi, il che significa che il debito del Tesoro USA è aumentato di circa $4.200 miliardi in soli dodici mesi. E ricordiamolo, questo è quanto lo Zio Sam ha speso in più rispetto ai ricavi in ​​un solo anno.

L'incredibile baldoria degli acquisti della FED

Non a caso, proprio mentre il Tesoro statunitense emetteva carichi di nuovo debito, la Federal Reserve da parte sua creava nuovi dollari con cui assorbirli (oltre ai titoli garantiti da ipoteca). Ecco il grafico che mostra gli asset finanziari totali detenuti dal Federal Reserve System:

Nel grafico qui sopra, a metà dicembre 2020 la FED deteneva circa $7.300 miliardi in asset. Solo un anno prima ne aveva $4.100 miliardi, una crescita annuale pari a $3.200 miliardi. Si noti che l'aumento del bilancio della FED di quest'anno ha superato di gran lunga quello che è successo sulla scia della crisi finanziaria nel 2008.

Per capire perché le azioni della FED sono così significative, tenete presente che quando essa acquista asset, crea "base monetaria" per farlo. (Jay Powell non aveva $3.200 miliardi nel suo salvadanaio quando la FED ha effettuato gli acquisti di cui sopra quest'anno.) Oltre al potenziale di inflazione dei prezzi, gli Austriaci ritengono che l'inflazione monetaria della banca centrale sia un ingrediente cruciale nei cicli economici moderni.

Giusto per divertimento, ho preso il grafico sopra e vi ho sovrapposto l'indice S&P 500:

Gli asset della FED e l'altezza del mercato azionario degli Stati Uniti non coincide perfettamente, ma ci suggerisce lo stesso che i prezzi delle azioni che abbiamo visto quest'anno sono dovuti alla stampa di denaro della FED piuttosto che alle fantastiche prospettive di crescita economica degli Stati Uniti.

Occupazione negli Stati Uniti

Tra l'emissione mozzafiato del debito federale e della base monetaria, il mercato del lavoro statunitense è in condizioni terribili. Ecco il tasso di disoccupazione ufficiale riportato dai media generalisti:

Il picco in primavera sottolinea quanto sia stato dirompente il primo lockdown. Tuttavia si noti che anche ora, con il tasso di disoccupazione (per novembre) a "solo" il 6,7%, stiamo peggio rispetto alla recessione nei primi anni 2000.

Come la maggior parte dei lettori di questo blog probabilmente sa, il tasso di disoccupazione ufficiale è molto fuorviante dopo le ricadute economiche della crisi finanziaria del 2008. In particolare il Bureau of Labor Statistics (BLS) conta come disoccupato solo se una persona sta cercando attivamente lavoro. Per inciso, questa non è una procedura del tutto folle; i miei genitori vivono in una comunità di pensionati e giocano a golf più volte alla settimana. Non lavorano, ma non è quello che intendiamo quando parliamo di "disoccupati".

Tuttavia il dato sulla disoccupazione può essere molto fuorviante quando ci sono milioni di americani che vogliono disperatamente lavorare, ma che hanno perso la speranza di trovare un lavoro. Dato che non stanno più cercando attivamente lavoro, puff!, non sono più annoverati tra i disoccupati.

Un modo per aggirare questo problema è quello di chiedersi: qual è la percentuale della forza lavoro che non ha un lavoro? Anche qui le tendenze culturali possono influenzare il significato della cifra. Ad esempio, più donne sono entrate nella forza lavoro negli anni '70 e oltre, il che tendeva a far aumentare il tasso di partecipazione alla forza lavoro. Inoltre le persone vivono più a lungo, mentre il tasso di natalità è diminuito, e quindi anche "l'invecchiamento" della popolazione potrebbe influenzare queste statistiche.

Nel tentativo di isolare ciò che vogliamo veramente sapere, nel grafico seguente mi concentro solo sugli uomini di età compresa tra 25 e 54 anni. In questa fascia demografica, quale percentuale ha tenuto un lavoro nel tempo? Il grafico qui sotto ci dà il risultato allarmante:

(Si noti che l'asse Y parte da 75 e non da 0.) Come rivela quest'ultimo grafico, tra gli uomini di età compresa tra 25 e 54 anni, il tasso di occupazione non è molto al di sopra del minimo raggiunto in seguito alla crisi finanziaria. Più in generale, vediamo che con ogni recessione (barre grigie) risalente agli anni '80, l'occupazione maschile in prima età non è mai tornata al livello precedente.

Conclusione

L'anno 2020 ha visto le soluzioni politiche keynesiane (fare in modo che le autorità stampassero e prendessero in prestito denaro) applicate in un modo senza precedenti. A dire il vero, non importa quanto possa essere tetra l'economia, i keynesiani possono sempre dire: "Sarebbe stata peggio senza di noi". Coloro che invece masticano l'economia Austriaca, comprendono l'importanza del sound money e (se vogliamo avere uno stato) della prudenza fiscale. Oltre agli oltraggiosi lockdown, ciò che il Tesoro USA e la FED hanno fatto quest'anno è scandaloso.

Di Robert Murphy

Traduzione di Francesco Simoncelli

Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online