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La Fed placa le tensioni sulla liquidità in dollari, ma i mercati restano diffidenti

Leo Campagna
La Fed placa le tensioni sulla liquidità in dollari, ma i mercati restano diffidenti

Nelle prossime settimane i mercati sono chiamati a guardare oltre il danno economico senza precedenti causato dal virus tenendo conto delle titaniche risposte di politica monetaria e fiscale

L’annuncio del presidente della Federal Reserve Jerome Powell, lo scorso martedì 23 marzo, circa una quarta edizione di QE (quantitative easing) illimitato anche nell’ammontare e con ampliamento della gamma di strumenti per garantire il ripristino del meccanismo di trasmissione della politica monetaria, ha placato le tensioni sulla liquidità in dollari.

RIMBALZO DEGLI INDICI HIGH YIELD E AZIONARIO GLOBALE

Il biglietto verde si è indebolito, i rendimenti a lunga scadenza dei Treasury Usa sono scesi, guidati dalla componente reale che è così tornata in territorio negativo a fronte di una risalita delle aspettative di inflazione. In parallelo ne hanno beneficiato le asset class di rischio, con l’indice high yield che ha messo un guadagno del 5% e quello delle Borse mondiali in rialzo di circa il 10 per cento.

INDICI PMI COMPOSTI IN CALO

In ambito macro, invece, i dati hanno continuato a registrare le forti ripercussioni sull’economia delle restrizioni per contenere la diffusione dell’epidemia da coronavirus. Gli indici PMI composti americani hanno accusato un calo di 9 punti, mentre quelli dell’area euro addirittura di 20 punti, entrambi in area recessione. Se è il comparto servizi ad evidenziare al momento il contraccolpo maggiore, per il manifatturiero (che ha resistito in area 45-49), la caduta è tuttavia solo rimandata.

SUSSIDI DI DISOCCUPAZIONE USA A OLTRE TRE MILIONI

“Le richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione americani (Jobless Claims) sono balzati da 280 mila a oltre 3 milioni. Si tratta di 5 volte i livelli massimi del 2008, il che potrebbe proiettare il tasso di disoccupazione in area 6,5%”, puntualizzano gli esperti di Euromobiliare SGR.

TITANICHE RISPOSTE DI POLITICA MONETARIA E FISCALE

I dati macro cominciato a riflettere gli impatti dello shock esogeno provocato dal contagio da coronavirus che, nell’arco di un mese, ha capovolto le prospettive da ripresa economica a recessione. “Le quotazioni dei mercati finanziari hanno quasi istantaneamente riflesso tali prospettive evidenziando perdite da inizio anno intorno al 20% per l’azionario e al 15% per gli high yield globali. Hanno invece offerto una difesa i titoli di stato americani sulle lunghe scadenze e l’oro”, spiegano i professionisti di Euromobiliare SGR. Secondo i quali c’è da domandarsi se i mercati riusciranno nelle prossime settimane a guardare oltre il danno economico generato dal virus tenendo conto non soltanto delle perdite senza precedenti in termini di punti di PIL ma anche delle titaniche risposte di politica monetaria e fiscale.

MARTEDÌ 31 TOCCA ALL’INDICE DI FIDUCIA DEI CONSUMATORI

Alcuni indizi potrebbero già arrivare dai dati macro USA in calendario questa settimana, a cominciare dalla fiducia dei consumatori il cui aggiornamento è previsto per martedì 31 marzo. “Dovrebbe recepire i primi segnali di preoccupazione, con l’indice in discesa di una quindicina di punti dai livelli di febbraio”, fanno sapere gli esperti di Euromobiliare SGR.

TRA MERCOLEDÌ 1 E VENERDÌ 3 APRILE ALTRI TEST MACRO IMPORTANTI

Un altro test sulla misura del calo di fiducia delle imprese in marzo si avrà, tra mercoledì 1 e venerdì 3 aprile, con la pubblicazione degli indici ISM manifatturiero e servizi che, secondo le previsioni, dovrebbe ricalcare la dinamica dei gemelli indici PMI. “Venerdì 3 aprile saranno resi noti anche gli aggiornamenti sul mercato del lavoro statunitense di marzo che dovrebbero cominciare a mostrare i segni della recessione con probabili 100 mila posti di lavoro persi e un tasso di disoccupazione intorno al 4%”, concludono i professionisti di Euromobiliare SGR.