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La guerra USA-Cina accelera la correzione

Pierluigi Gerbino
·3 minuti per la lettura

Una settimana dai due volti ha portato all’appuntamento dei mercati con le 4 Streghe (così si chiama nel gergo di Wall Street la giornata, che capita 4 volte l’anno, in cui scadono contemporaneamente i contratti future e quelli di opzione su indici ed azioni). La prima parte, fino all’apertura americana di mercoledì, ci ha fatto assistere  ad un indice SP500 in rimbalzo abbastanza corposo dal supporto, rappresentato dalla media mobile esponenziale a 50 sedute, che venerdì 11 settembre era riuscito con una certa fatica, a contenere il calo del mercato. Il rimbalzo però ha trovato la resistenza, rappresentata dalla media mobile semplice a 20 sedute, che si è opposta con successo alla fretta dei giovani speculatori, ansiosi di mettere la parola fine alla correzione, ed è riuscita a trasformare questa fretta in delusione. Il dietro-front di metà settimana ha perciò riportato venerdì, proprio nel giorno delle streghe, al test del supporto. Ma questa volta la scivolata della seconda parte della seduta, oltre a segnare un minimo settimanale inferiore a quello della settimana precedente, certificando la terza settimana ribassista consecutiva sul grafico settimanale, ha sfondato la media mobile di supporto a 50 sedute e non è riuscita a recuperarla nel disperato rimbalzo dell’ultima ora.

Dobbiamo dire, in verità, che SP500 non ha chiuso la seduta molto al di sotto del supporto. Appena una decina di punti, che lasciano aperto uno spiraglio, seppur sottile alla possibilità di negare oggi il segnale tecnico, se dovessero tornare in massa i compratori. 

Occorre però che vengano fugati in gran parte i timori di escalation nella guerra tecnologica tra USA e Cina,  che la scorsa settimana è cresciuta di intensità, dopo il bando decretato da Trump a TikToc e WeChat a partire da oggi. Nel weekend il bando è stato sospeso per una settimana da un giudice chiamato a pronunciarsi sul ricorso della casa madre cinese. Ma intanto i cinesi hanno fatto filtrare le loro ritorsioni, che scatteranno se Trump non cancellerà il bando. Si tratta di armi di grosso calibro. Nella lista delle società USA con cui verrà vietato di commerciare ci sono i colossi Apple, Cisco, Qualcomm e Fedex. Quasi tutte società tecnologiche. Un danno cospicuo all’interscambio ed agli utili, che potrebbe allarmare molto gli investitori USA.

Ho l’impressione che Trump, che come spesso gli capita, ha lanciato il sasso senza pensare troppo a che cosa il nemico gli avrebbe restituito, dovrà fare un’imbarazzante marcia indietro se vorrà evitare danni cospicui al PIL americano ma soprattutto a Wall Street. Una marcia indietro che certo non gli aumenterà i consensi elettorali. Il Presidente si trova ora con le spalle al muro. Da un lato il danno d’immagine se cancella il bando, dall’altro il calo del mercato azionario ad un mese dal voto, se insisterà a combattere i cinesi. E siccome i mercati nutrono qualche dubbio sulla sua capacità di giocare in difesa, ecco che bersagliano di vendite soprattutto l’indice tecnologico Nasdaq100, che da alcuni giorni si comporta regolarmente peggio  degli altri listini USA.

Venerdì è rimasto tutta la giornata sotto la media mobile a 50 sedute ed ha confermato il segnale ribassista che aveva consegnato già giovedì.

Anche l’Europa ha dovuto chiudere male la settimana. Eurostoxx50 presenta una volatilità molto più bassa degli indici USA, però venerdì è arrivato quasi a testare la trendline rialzista che sostiene tutti i ribassi da giugno in avanti. Oggi passa da 3.270. La sua rottura porterebbe al primo supporto statico di area 3.235, ma soprattutto decreterebbe l’uscita ribassista dal lungo triangolo che ospita l’indice europeo da giugno in avanti. Non sarebbe un bel segnale, dato che l’obiettivo ribassista della figura punta all’area 2.900. Non aiuta l’Europa il drammatico inasprirsi dei contagi in Francia, Spagna e Gran Bretagna, che fa già parlare i media europei di ritorno ai lockdown che abbiamo visto a aprile-maggio e fino a pochi giorni fa esclusi categoricamente.

La settimana appare decisiva per la resa dei conti e la partenza dell’ultima onda ribassista della correzione.

 

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online