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La Lega non molla la presa su Speranza

Carlo Renda
·Vicedirettore HuffPost
·2 minuto per la lettura
La Lega non molla la presa su Speranza
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Dalla Cabina di regia si è usciti con un’intesa unanime, ma per Mario Draghi non è stato semplice trovare la via di mezzo fra le riaperture chieste dalla Lega di Matteo Salvini e la prudenza di Roberto Speranza. Nei retroscena della seduta è Giancarlo Giorgetti ad alzare più volte la voce con veemenza, “se non volete riaprire, mostrate i dati che vi sorreggono. Altrimenti volete che la Lega vada fuori dal Governo”. O ancora: “Noi dobbiamo rispondere a chi non ce la fa più - avrebbe detto il ministro dello Sviluppo Economico, rivolto al collega della Salute - Noi della Lega rappresentiamo certi mondi economici, tu chi rappresenti?”.

La mediazione di Mario Draghi fa tornare il sereno, anche perché pubblicamente il presidente del Consiglio rinnova la sua piena fiducia nel ministro Speranza.

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Matteo Salvini può dire invece che “mi porto a casa” le riaperture dal 26 aprile e preannuncia la prossima battaglia sul coprifuoco. Poi aggiunge, con un messaggio anche a Giorgia Meloni: “Da dentro abbiamo potuto insistere per ottenere soldi alle imprese e riaperture. Se fossimo rimasti fuori dal governo non saremmo arrivati a questi risultati. Non ha vinto la Lega, ha vinto il buonsenso”. Ed ancora, qualche ora dopo, sempre più trionfante: “Mi dispiace per il ministro Speranza che vede solo rosso... Voleva solo rinviare, rivedere. No, vogliamo libertà, bellezza, amore. C’è la via, la luce in fondo al tunnel. Il governo di cui faccio parte ha deciso di dare fiducia agli italiani. Dopo un anno deprimente a piccoli passi ce lo riprendiamo questo Paese”. Quindi in un’intervista a QN, Salvini dice che “noi siamo al governo e otteniamo qualcosa. Come la ripartenza e, tanto per dire, il decreto di 40 miliardi, tutto destinato alle imprese. Fossimo stati all’ opposizione del governo Draghi, avremmo avuto...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.