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La liquidità da investire attratta da debito emergente e bond bancari

Leo Campagna
·6 minuto per la lettura
La liquidità da investire attratta da debito emergente e bond bancari
La liquidità da investire attratta da debito emergente e bond bancari

Emergono segnali di un ulteriore indebolimento del dollaro mentre la liquidità in attesa di essere investita resta ingente. Opportunità nei mercati emergenti e nel settore bancario, in particolare nei bond subordinati

UN’INGENTE LIQUIDITÀ ANCORA IN ATTESA DI ESSERE INVESTITA

“Finché i rendimenti USA non aumenteranno in modo significativo, le azioni e gli spread sul credito continueranno a resistere relativamente bene. I movimenti osservati in aree come i mercati emergenti, invece, offrono l’opportunità di aumentare il rischio su base selettiva” puntualizza nell’articolo Bond, ancora tanta liquidità in attesa di essere investita il CIO di BlueBay, convinto che lo spazio per una significativa correzione sembra molto ridotto. “Nell’ultima settimana abbiamo visto più una pausa che un’inversione in molti mercati. Dovrebbe essere l’ulteriore conferma che c’è ancora una grande quantità di liquidità in attesa di essere investita” afferma Dowding che poi aggiunge: “Resta pertanto valida la tesi di investimento generale secondo cui le politiche accomodanti supporteranno i mercati nella prima metà dell’anno. Uno scenario che potrebbe cambiare soltanto se le autorità smetteranno di aggiungere stimoli nel secondo semestre, e quello sarà il momento di posizionarsi in modo molto più difensivo”.

LE FORZE CHE RIDUCONO L’APPEAL DEL DOLLARO

Nel frattempo, come illustra nell’articolo Ecco i fattori che sostengono un nuovo ciclo ribassista del dollaro Thomas Høgh, Fixed Income Portfolio Manager di Capital Group, emergono diversi fattori che potrebbero determinare un ulteriore calo del dollaro. Dal 2013 i rendimenti reali USA, cioè rettificati per l’inflazione, sono risultati più allettanti rispetto a quelli di Germania, Giappone e Regno Unito. Il differenziale si è amplificato nel 2015, quando la Federal Reserve ha avviato un ciclo triennale di aumenti dei tassi di interesse: il significativo vantaggio del carry (extra rendimento) ha alimentato il rafforzamento del dollaro. Ma i massicci stimoli monetari e i tagli ai tassi d’interesse attuati dalla Federal Reserve in risposta all’epidemia di Covid-19 hanno di fatto praticamente azzerato questo vantaggio avviando un potenziale ciclo ribassista del dollaro. Sul calo del biglietto verde pesa pure la de-globalizzazione e il disavanzo primario USA. Per tentare di contenere quest’ultimo si potrebbe ridurre la spesa pubblica o aumentare le tasse (o entrambe le cose), a svantaggio però degli investimenti e della crescita economica, riducendo l’attrattiva degli Stati Uniti come destinazione del capitale. “In alternativa – specifica Høgh – la Fed potrebbe proseguire con il quantitative easing in modo da sostenere la spesa pubblica, ma questo comporterebbe una probabile impennata dell’inflazione e un potenziale deprezzamento della valuta”.

PERCHE' IL DEBITO EMERGENTE RESTA LA SCOMMESSA MIGLIORE

Per gli investitori obbligazionari potrebbe dischiudersi l’inizio di una ripresa pluriennale che dovrebbe creare un contesto favorevole all’alto rendimento. Alcuni stanno già lamentando sovraffollamento e valutazioni elevate, ma con politiche favorevoli e la continua caccia al rendimento, gli spread del mercato High Yield potrebbero continuare a restringersi. È comunque molto importante adottare un approccio rigoroso centrato sui fondamentali, soprattutto nell’era post-Covid, perché i cambiamenti strutturali di più lungo termine accelerati dalla pandemia, creeranno opportunità da sfruttare, ma anche rischi da evitare. Lo sottolinea nell’articolo Mercati Emergenti, la scommessa migliore nel reddito fisso 2021 il team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management secondo cui sembra che i Mercati Emergenti siano ancora la scommessa migliore nel reddito fisso, perché in generale sembrano offrire più valore rispetto ai Mercati Sviluppati. Il Team osserva che i tassi di contagio da Covid-19 hanno continuato a salire vertiginosamente durante le festività, costringendo molti Paesi a un ulteriore giro di vite alle misure restrittive.

FOCUS SU OBBLIGAZIONI SOCIETARIE E INFLATION-LINKED

Intanto al Senato, la maggioranza ottenuta nel Congresso Usa dai Democratici supporta le attese di un incremento della spesa pubblica senza aumenti di tasse di importo comparabile, con la prospettiva di una forte ripartenza dell’economia sull’onda del vaccino in corso d’anno. Il tutto rafforza le aspettative di crescita, inflazione e tassi bassi e va a sostegno della preferenza per obbligazioni governative protette dall’inflazione rispetto ai T bond nominali, i cui rendimenti saranno comunque tenuti a bada dall’azione della Federal Reserve. Più in generale, la visione di BlackRock, illustrata nell’articolo BlackRock vede un quadro favorevole per azioni e obbligazioni societarie, rimane pro-rischio, con un sovrappeso sia sull’azionario che sul credito, anche se il cammino di tutti gli asset si prospetta accidentato, dal momento che nell’ultimo mese i mercati si sono mossi molto.

LE BANCHE SONO OGGI BEN POSIZIONATE

Intanto David Riley, Chief Investment Strategist, BlueBay Asset Management, ritiene che le banche siano ben posizionate per beneficiare dei risultati attesi dal vaccino più rapidi del previsto. “L’outlook economico è meno esposto al rischio di ondate future di contagi e la qualità degli asset si sta riprendendo. La prospettiva di una curva dei tassi più ripida dovrebbe sostenere ulteriormente le aspettative per gli utili bancari e potrebbe comportare anche un allentamento delle restrizioni sulla distribuzione del capitale”, puntualizza nell’articolo Perché il settore bancario europeo può essere la sorpresa positiva del 2021 Riley. Se si osservano i prezzi di mercato del capitale bancario come asset class emerge la sensazione che le quotazioni non siano adeguate. Basti vedere, per esempio, l’indice JP Morgan Euro Coco/AT1che, attualmente, offre un rendimento di circa il 4% oppure alcuni coco bond delle banche ‘campioni nazionali’ che pagano tra il 5% e il 6%, contro un rendimento medio di poco più del 2% sui corporate bond europei con rating BB. “Questo non significa che tutte le banche siano uguali. Come sempre è cruciale che gli investitori selezionino attentamente gli istituti e i singoli strumenti in base ai fondamentali”, conclude lo Chief Investment Strategist di BlueBay Asset Management.

LE OPPORTUNITÀ OFFERTE DALLE OBBLIGAZIONI SUBORDINATE

Anche Romain Miginiac, CFA, Head of Research per le strategie Credit Opportunities di GAM Investments, nell’articolo Obbligazioni subordinate: le occasioni da cogliere nel 2021 sottolinea come le banche europee abbiano superato le aspettative e iniziato il 2021 in una posizione di forza. Secondo l’esperto di GAM, il capitale è l’elemento centrale, con un Common Equity Tier 1 aggregato al 15,0% alla fine del primo semestre del 2020, prossimo ai massimi storici. L’eccesso di capitale è aumentato in modo significativo, ben sopra i 500 mld, e anche la qualità degli attivi ha sorpreso in positivo, con NPL cresciuti solamente di 20 punti base al 2,9% degli impieghi nel corso del 2020. Il costo del rischio è stato elevato, ma gli utili sono stati più che sufficienti ad assorbire gli accantonamenti per perdite su crediti, i loan loss provisions o LLP.