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La maggior parte delle case in Italia (62%) misura meno di 100 m2

Image from askanews web site
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Roma, 20 set. (askanews) - La maggior parte delle case degli italiani ha una superficie inferiore ai 100 m2. La percentuale di abitazioni che non supera questa metratura ammonta al 61% del totale degli annunci presenti su idealista. Le abitazioni con meno di 40 m2, rappresentano il 4% del mercato, quelle tra i 40 ei 60 m2 rappresentano il 14% dell'offerta disponibile, al pari delle abitazioni tra 60 e 75 m2. La tipologia più frequente sono le abitazioni tra 75 e 90 m2, che rappresentano il 17% dell'intero mercato, quelle tra 90 e 100 m2 il 13%.

Lo riferisce il portale Idealista, sulla base di una analisi secondo cui le soluzioni dai 100 metri in su costituiscono il restante 39% dell'offerta, all'interno della quale le tipologie più grandi, quelle che superano i 240 m2, rappresentano solo il 2%.

Lo studio, prosegue un comunicato, rivela importanti differenze territoriali, con una frequenza maggiore di abitazioni che hanno una superficie abitabile più ampia nel Sud Italia, mentre al Nord l'offerta è generalmente composta da tagli più piccoli.

Reggio Calabria, dove il 69% dell'offerta presenta una metratura superiore ai 100 m2, è il capoluogo con la maggiore incidenza di ampie metrature sullo stock in vendita, seguita da Padova (68%), Enna e Lecce (entrambe 64%). Superano la soglia del 60 per cento anche Modena (63%), Agrigento, Vibo Valentia, Caserta (62% in tutti e 3 i casi), Cosenza e Caltanissetta (61% in entrambi i casi).

Al contrario, Torino è la città con la quota più esigua di superfici disponibili superiori ai 100 m2; solo il 25% dell'offerta. La seguono Genova, La Spezia (26% in entrambi i casi), Milano e Ravenna (27% in entrambi i casi). Roma si attesta al 32%, Napoli al 37%.

Milano è la città in cui vengono vendute più case sotto i 40 m2 (8% dell'offerta), seguita da Belluno (7%), Sondrio e Napoli (6%). In altri 8 capoluoghi di provincia l'incidenza statistica di questa dimensione degli alloggi è pari al 5%, fra questi Torino, Firenze e Bologna. Poi via via gli altri centri con percentuali che si assottigliano fino allo zero di Treviso, Gorizia, Enna, Reggio Calabria, Agrigento, Avellino, Brindisi e Oristano.

Il prezzo al quadro varia anche in base alle dimensioni dell'abitazione, prosegue Idealista, essendo generalmente tanto più caro quanto più piccola è la proprietà (per via del minor importo finale dell'operazione), tale relazione si mantiene quasi sempre valida via via che le metrature aumentano.

Così, il prezzo medio per metro quadrato di una casa di meno di 40 m2 raggiunge in Italia 1.800 euro, ovvero il 70% in più rispetto al metro quadro di case con più di 240 m2 di superficie - le più grandi considerate in questo report - che toccano i 1.058 euro. I prezzi della tipologia più diffusa a livello di offerta, vale a dire tra i 75 e i 90 m2 stando al report di idealista, si attestano invece a 1.500 euro/m2.

Questa tendenza si inverte nel caso dei grandi mercati, dove più metri quadri è quasi sempre sinonimo di lusso, o dei capoluoghi più piccoli: per esempio, a Milano come a Roma la tipologia di immobili con più di 240 metri quadri è la più cara, con un costo medio superiore rispettivamente del 152% e del 38% rispetto alle metrature più piccole, quelle con meno di 40 mq. Stesso discorso vale anche per Torino (96%) e Napoli (88%). Il capoluogo con lo scarto maggiore tra le abitazioni più grandi e le più piccole è Como (171%).

Considerando tutti i capoluoghi italiani le differenze di prezzo al metro quadro premiano 2 volte su 3 le tipologie più piccole, quelle con meno di 40 m2, anche comparate ai tagli di medi, quelli compresi tra i 100 e i 120 m2. A Brindisi il valore al metro quadro delle piccole abitazioni è del 102% superiore a quello di quelle di 100/120 m2, mentre la differenza raggiunge il 96% a Siracusa, il 94% a Frosinone, l'82% a Bergamo e l'80% a Mantova.

A Roma la differenza si assottiglia al 9%, si legge, mentre a Milano (-28%) la tendenza è opposta e i prezzi crescono al crescere dei metri quadri. Stesso fenomeno si osserva anche a Napoli (-25%), Torino (-14%) e altre 30 città capoluogo.