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La Marca: "Maradona era molto generoso! Giusto intitolargli lo stadio (e non solo)"

Francesco Manno
·3 minuto per la lettura

Domenico La Marca, giornalista e conduttore, ha parlato a 90min Italia della scomparsa dell'ex Pibe de Oro, Diego Armando Maradona.

Un tuo pensiero su Diego Armando Maradona

Maradona | Alessandro Sabattini/Getty Images
Maradona | Alessandro Sabattini/Getty Images

"Maradona semplicemente ha rappresentato la vera essenza del calcio. Sarebbe troppo facile parlare del giocatore unico ed inimitabile, pertanto preferirei soffermarmi sull’uomo Maradona capace di creare un’empatia inscindibile con tutto ciò che lo circondava sia dentro al campo che fuori dal rettangolo di gioco. Basti pensare che l’intera Argentina nel lontano ‘79 era già tutta innamorata di questo ragazzo di diciannove anni che riuscì a conquistare il mondiale under 20 in Giappone. È sempre stato un leader naturale, l’uomo del popolo, e le sue scelte calcistiche lo confermano. L’aver preferito il Boca al River, l’aver accettato la sfida Napoli nonostante l'argentino fosse considerato già all’epoca uno dei più grandi calciatori al mondo. Parliamo di un uomo di una generosità unica, nemmeno una volta si è permesso richiamare un suo compagno di squadra per un errore, quando fu capace di realizzare il gol più bello della storia del calcio ed allo stesso tempo di dire a Valdano, dopo tale prodezza, che non era riuscito a servirlo sul secondo palo".

Giusto che il Napoli gli intitoli lo stadio San Paolo?

"Non solo ritengo doveroso intitolargli lo stadio, ma aggiungo come l’Azteca fu messa una targa commemorativa con la scritta “Qui si è giocata la partita del secolo”, mi aspetto una statua di Maradona con inciso “Qui ha giocato il Dio del Calcio”. Inoltre mi aspetto un totale rinnovamento dello stadio con la creazione di un museo interno che possa ospitare gli appassionati provenienti da tutto il mondo che così possano essere testimoni della grandezza di Maradona".

Diego Armando Maradona è stato il migliore di tutti?

Maradona | Jam Media/Getty Images
Maradona | Jam Media/Getty Images

"Si lo ritengo il più forte di tutti i tempi, ha vinto con il Napoli quando il campionato italiano poteva essere considerata la Champions League attuale, dove ogni club poteva contare su campioni assoluti, trascinando i partenopei al successo di due scudetti, una coppa Italia, una Supercoppa Italiana ed una Coppa Uefa. Ha vinto con una delle selezioni Argentine meno forti della storia, sarebbe facile ricordare i gol con Inghilterra e Belgio, ma la grandezza di Maradona si capisce dal fatto che nella finale con la Germania, delle cinque reti ci si sofferma sempre sul suo assist a Jorge Burruchaga. Inoltre molti sostengono che nel calcio attuale più veloce avrebbe fatto fatica, ma ci si dimentica che in quell’epoca giocavano i migliori difensori della storia del calcio che venivano favoriti da regolamenti, che certamente non punivano il gioco maschio, e dall’assenza di tecnologia, pertanto calciatori come Maradona in ogni partita erano vittime di falli che oggi avrebbero portato direttamente all’espulsione. Inoltre aggiungo che all’epoca di Maradona era certamente più difficile fare gol, basti pensare che la regola dei tre punti è stata introdotta dopo il Mondiale del ‘90, nel quale veramente si segnò davvero poco".

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