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La nuova era della gestione passa dal venture capital

Morningstar
·3 minuti per la lettura

Il mondo della gestione del risparmio sta cambiando pelle creando nuovi spazi di investimento per il venture capital in quello che viene chiamato wealthtech. A dettare le linee guida di questa trasformazione degli strumenti e della consulenza in chiave digitale sono sostanzialmente due elementi: i fattori socio-demografici e la maggiore presenza di nuove tecnologie dedicate al settore.

L’interesse dei venture capitalist per il segmento non sembra destinato ad arrestarsi in tempi di pandemia. “Secondo i nostri dati, i capitalisti di ventura nel 2019 negli Stati Uniti e in Europa hanno investito nelle start-up del segmento wealthtech 713 milioni di dollari. Una cifra che potrebbe essere superata nel 2020”, spiega Robert Le, Senior analyst sulle emerging technology di PitchBook.

Andamento investimenti di venture capital nel settore wealthtech

Una parte importante in questa trasformazione la stanno giocando i fattori socio-demografici.

Personalizzazione dei servizi per attrarre nuovi clienti

Oggi i consumatori digitali, soprattutto quelli delle generazioni più giovani, quando acquistano si aspettano costi bassi, servizi veloci, facilità di accesso e un alto grado di personalizzazione. “Le stesse attese le hanno quando si parla di gestione dei soldi e questo mette pressione sugli emittenti di fondi e sui consulenti quando si tratta di offrire prodotti e servizi che siano disegnati sui bisogni, sui desideri, sugli obiettivi e sulle paure dei singoli clienti”, dice Le. “Per ottenere questi risultati sempre più provider si stanno spostando su infrastutture digitali”.

Crecente popolarità degli investimenti ESG

Gli strumenti che incorporano criteri di sostenibilità ambientale, sociale e governance (ESG. Environmental, social, and corporate governance) stanno crescendo in popolarità e gli investitori, soprattutto giovani, si stanno concentrado sempre di più su questi fattori nelle loro scelte di allocation. “Questo presenta una grande opportunità per le aziende tecnologiche che sono in grado di sviluppare prodotti che permettano a case di gestione e consulenti di analizzare, valutare e spiegare ai clienti gli strumenti ESG”, dice Le. “Ci aspettiamo una crescita dei deal da parte dei venture capitalist in quelle tecnologie che permetteranno all’investimento ESG di migliorare ancora di più i rendimenti”.

Invecchiamento della popolazione

Le nuove generazioni gestiscono il denaro in maniera differente rispetto ai genitori. “I secondi preferiscono fare dei bilanci e, in base a quelli, organizzare i propri risparmi”, dice Le. “I loro figli danno maggiore importanza all’attività di investimento e cercano servizi che permettano di farlo in maniera semplice. Secondo alcune stime, negli Stati Uniti i due terzi di chi riceverà un’eredità nei prossimi anni licenzierà il consulente dei propri genitori”.

Gli investimenti passivi

“Poiché le commissioni degli emittenti di investimenti passivi sono molto più basse rispetto a quelle dei concorrenti attivi, ci aspettiamo che i secondi si affidino sempre di più a sistemi tecnologici che permettano di offrire servizi accessori come consulenza fiscale e pensionistica che consentano comunque al singolo investitore di non perdere ricchezza”, dice Le.

Principali tecnologie a disposizione di case di gestione e consulenti

  • Robo-Advisor: si tratta di sistemi che utilizzano algoritmi e intelligenza artificiale per automatizzare la gestione, l’allocazione e l’ottimizzazione di un portafoglio.

  • Digital engagement: tutti quei sistemi che permettono di aumentare la fedeltà di un cliente che potrebbe facilmente passare a un altro consulente che offre servizi ancora più personalizzati. In generale si tratta di prodotti che sono in grado di utilizzare i risultati delle ricerche sulla finanza comportamentale.

  • Algoritmi sulla gestione dei rischi: le aziende wealthtech specializzate sul risk management hanno sviluppato strumenti e soluzioni che semplificano le analisi dei rischi da parte dei consulenti. Un lavoro che prima veniva fatto direttamente dall’advisor. Gli algoritmi sono in grado di prevedere un maggior numero di scenari negativi, più velocemente e con numerose soluzioni per difendersi.

Di Marco Caprotti

Autore: Morningstar Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online