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La nuova regola FIGC sugli stipendi: niente mercato per chi alza gli stipendi. Gli esempi di Juve, Inter e Milan

·1 minuto per la lettura

Arriva la rivoluzione Gravina in Serie A? Il Consiglio Federale si è riunito e il tema del giorno è stato principalmente uno: la nuova norma 'anti-debiti' che potrebbe già entrare in vigore nel prossimo mese di giugno, dunque già nel prossimo campionato di calcio.

Secondo La Gazzetta dello Sport, il presidente Gabriele Gravina e i vertici del calcio stanno pensando a una vera e propria rivoluzione che potrebbe modificare il calciomercato dei club di calcio nostrani.

Cristiano Ronaldo | Marco Luzzani/Getty Images
Cristiano Ronaldo | Marco Luzzani/Getty Images

Al momento, la norma è stata approvata in principio, ma nella giornata di venerdì potrebbe essere definita in maniera più chiara e completa. Essa “imporrà il blocco dei trasferimenti per le società di A e B che superano il costo complessivo del monte contrattuale determinato dai contratti pluriennali in essere per la stagione 2021-2022 e non prestano idonee garanzie per l’eccedenza”. In sostanza verranno chieste ai club delle garanzie economiche con tanto di fideiussioni bancarie per evitare che i club possano spendere più di quanto possano permettersi. Tutto per evitare che il costo della vita superiore sia alle proprie possibilità. E le quote saranno pari al 100% dei costi al primo anno, al 90% il 2° e all'80% il terzo.

Gli esempi su Juventus, Milan e Inter

Passiamo agli esempi pratici. La Juve, che ha un monte ingaggi da 236 milioni, ad esempio, dovrebbe scendere a 188,8 milioni nel 2023/2024, sarebbero 47 milioni da tagliare in tre anni. Ad esempio l'Inter ha un monte ingaggi da 149 milioni e con il rientro dei giocatori in prestito arriverebbe a sforare il muro dei 200 o anche solo con i rinnovi dei top come ad esempio Lautaro e Bastoni. Stesso discorso, per i rinnovi, al Milan, con i prolungamenti eventuali di gente come Donnarumma, Calhanoglu, Romagnoli, Kessie che porterebbe il Milan a sfondare l'attuale muro di 90 milioni.

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