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La pandemia lascia uno scenario positivo per gli investitori

Virgilio Chelli
·4 minuto per la lettura
La pandemia lascia uno scenario positivo per gli investitori
La pandemia lascia uno scenario positivo per gli investitori

Schroders vede una ripartenza più rapida e sostenuta rispetto ad altre recessioni, con aziende che diventeranno più efficienti e tecnologiche, mentre i danni dovrebbero essere temporanei e circoscritti

Molti economisti prevedono effetti duraturi della pandemia con una riduzione dei trend di crescita, chiusura di aziende e aumento della disoccupazione. Schroders è più ottimista, soprattutto su economie come Stati Uniti e Regno Unito che hanno mercati del lavoro più flessibili e potranno riallocare la forza lavoro più facilmente rispetto all’Eurozona. Più in generale, la storica casa londinese si aspetta che il mantenimento del supporto monetario e fiscale porti a una ripresa più rapida e a limitare l’impatto della pandemia sul trend di crescita. La riallocazione delle risorse sarà dolorosa, ma permetterà alle aziende di diventare più efficienti e tecnologiche, con un percorso di recupero per l’economia mondiale meno impervio rispetto alle recessioni del passato.

TRE FATTORI CRUCIALI

Per capire se e quanto il Covid lascerà cicatrici durature, Keith Wade, Chief Economist & Strategist di Schroders, prende in esame tre fattori cruciali: le cause della recessione, gli squilibri che vanno corretti e i modelli di spesa post-pandemia. Secondo Wade, l’economia globale dovrebbe comunque rafforzarsi notevolmente in corso d’anno, e anche se probabilmente distanziamento sociale e mascherine persisteranno, la riapertura dei servizi dovrebbe portare alla crescita del Pil più rapida dell’ultima generazione.

UNO SCENARIO POSITIVO PER GLI INVESTITORI

Quindi uno scenario molto positivo e atteso dagli investitori, anche perché la contrazione dell’economia globale nel 2020 è stata profonda, ma se si riesce a tornare sui livelli pre-pandemia, gli effetti dovrebbero essere limitati, i modelli di consumo potrebbero normalizzarsi velocemente e, sul lato dell’offerta, le competenze perse potrebbero essere riottenute in breve. Per valutare la rapidità e la portata della ripresa Wade prende per prima cosa in esame le cause della recessione, vale a dire uno shock esogeno simile a una guerra, a differenza della crisi globale del 2008-09, quando banche e famiglie dovettero rafforzare i bilanci con il risultato di una ripresa fragile e lenta, con un ritorno a livelli pre-crisi solo nel 2011 negli Stati Uniti e nel 2012 in Eurozona e nel Regno Unito.

RIPRESA MIGLIORE RISPETTO ALLA GRANDE CRISI

Secondo Wade oggi la ripresa dovrebbe essere migliore di 10 anni fa, con l’attività a livelli pre-pandemia già nel secondo trimestre di quest’anno negli Stati Uniti e nel quarto trimestre del prossimo nel Regno Unito. Il secondo fattore è costituito dagli squilibri che vanno corretti: l’impatto sui deficit pubblici è stato enorme e simile a quello della crisi globale, ma i governi sembrano aver imparato la lezione e non pianificano un inasprimento per risanare le finanze pubbliche, mentre le famiglie non sembrano sotto pressione nel complesso, visto l’aumento dei risparmi, anche se ci sono pressioni sulle fasce a basso reddito.

BANCHE OGGI MEGLIO EQUIPAGGIATE

Le banche hanno concesso moratorie sui prestiti per sostenere aziende e imprese, il che lascerà un’eredità di NPL che andrà risolta, ma oggi il settore del credito è meglio equipaggiato. Il terzo fattore preso in esame da Wade è la disruption, e la conseguente riorganizzazione delle risorse necessaria a soddisfare i modelli di spesa nella nuova economia post-pandemia. L’esperto di Schroders assume che la pandemia finirà e il virus diventerà endemico, presente ma non più così minaccioso, per cui il focus sarà sulla ripresa dei settori più impattati, come vendite al dettaglio, viaggi, alloggi, arti e intrattenimento.

STIMOLO ALLA PRODUTTIVITÀ

È possibile anche che alcuni cambiamenti diventino permanenti, come il lavoro da remoto, con un impatto non solo sui trasporti, ma anche sulle vendite al dettaglio, con un ripensamento dei distretti commerciali, mentre ci si può aspettare una ripresa dei viaggi internazionali, anche se limitata, mentre le aziende più attente ai costi potrebbero rivalutare la necessità dei viaggi ricorrendo ai meeting virtuali. Diverse aziende falliranno, ma business come compagnie aeree e hotel con notevoli costi fissi cercheranno di massimizzare passeggeri e ospiti, il che potrebbe risultare in una combinazione di volumi più alti e prezzi più bassi e stimolare la produttività.

ACCELERATI TREND GIÀ IN ATTO

Nelle vendite al dettaglio infine, l’ascesa dell’e-commerce ha accelerato un trend in atto da tempo, con la prevedibile chiusura definitiva di diversi punti vendita che farà aumentare la disoccupazione, ma a livello macro la produttività aumenterà. A dare ulteriore spinta alla produttività inoltre, secondo Wade, sarà l’adozione crescente di robotica e intelligenza artificiale, mentre anche l’accorciamento delle catene di approvvigionamento andrà ad accelerare trend già esistenti.