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La parità oggi passa per la commissione di salute tra uomini e donne e sa proprio di bella notizia

·2 minuto per la lettura
Photo credit: Shannon Fagan - Getty Images
Photo credit: Shannon Fagan - Getty Images

Non può esserci parità di genere senza una medicina di genere. È la convinzione emersa durante la presentazione della commissione Equity in Health, proposta da W20 (Women 20), il gruppo del G20 impegnato nell'elaborazione di proposte ai leader globali sul tema della gender equality. Si tratta di una speciale commissione salute che avrà il compito di discutere, in ambito mondiale, l’impatto del “genere in medicina”, tenendo conto di variabili non solo biologiche ma anche ambientali, culturali e socio-economiche, con l’obiettivo di proporre strategie efficaci per contrastare le disuguaglianze di genere nei sistemi sanitari. La Commissione, coordinata da Flavia Franconi, da poco nominata componente per l’Osservatorio dedicato alla medicina di genere all’Istituto Superiore di Sanità (Iss), è composta da esperti di fama mondiale che si confronteranno sull’importanza dei temi sanitari per il benessere dell’intera comunità internazionale.

Photo credit: Morsa Images - Getty Images
Photo credit: Morsa Images - Getty Images

Il tema non è di poco conto se si pensa che la medicina, fin dalle sue origini, ha sempre avuto un’impostazione androcentrica relegando gli interessi per la salute femminile ai soli aspetti specifici correlati alla riproduzione, nell’errata convinzione che, a parte i diversi apparati sessuali e riproduttivi, uomini e donne fossero equivalenti. La consapevolezza che variabili biologiche, ambientali, culturali, psicologiche e socio-economiche potessero essere determinate dal genere e avere ripercussioni sulla fisiologia, sulla patologia e sulle caratteristiche cliniche delle malattie risale solo agli Anni 90 e ha dato vita a un approccio clinico nuovo, non solo interdisciplinare e trasversale, ma soprattutto pluridimensionale, aprendo le porte al concetto di medicina personalizzata. Un approccio terapeutico che aiuta a trovare cure più efficaci e mirate, e a migliorare la qualità della vita delle pazienti.

Photo credit: RUNSTUDIO - Getty Images
Photo credit: RUNSTUDIO - Getty Images

“La medicina di genere studia l’impatto della differenza tra uomini e donne – ha spiegato a un incontro promosso su zoom da W20 Sandra Zampa, ex sottosegretaria al ministero della Salute che ha sottoscritto il decreto per l’istituzione dell’osservatorio per la medicina di genere all’Iss – non solo a livello riproduttivo e sociale, ma anche immunologico e genetico. Superare il gender gap in tutti i campi dell’assistenza sanitaria ci aiuterà anche ad affrontare le conseguenze del lockdown”.

Dal canto suo l’Italia è stata una delle prime nazioni a capire l’importanza della medicina di genere e ad adottare nel 2019 il suo primo Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere, previsto dall’articolo 3 della Legge 3/2018, un metodo clinico innovativo che consente di promuovere l’appropriatezza e la personalizzazione delle cure e che speriamo possa fare scuola presso gli altri Paesi europei nell’anno della presidenza italiana del G20.