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La perfezione di Sophia Loren con la pelliccia ecologica di Stella McCartney (parliamone)

Di Monica Monnis
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Jason Kempin - Getty Images
Photo credit: Jason Kempin - Getty Images

From ELLE

Sapersi reinventare, essere curiosi e aperti, non aver paura del cambiamento e di sradicare anche le parti di sé a cui si è ancestralmente più affezionati. Citofonare Sophia Loren, che si è messa in gioco tornando davanti alla cinepresa dopo dieci anni di assenza per il film La vita davanti a sé diretto dal figlio Edoardo Ponti, disponibile su Netflix dal 13 novembre (e spolier alert, profuma di Oscar) e livello pro nell'abbandonare la comfort zone e farlo alla grande. Orgoglio italiano nel mondo, sguardo riconoscibile ad ogni angolo del globo, rappresentazione del periodo d'oro del cinema italiano, la Divina ha dimostrato di essere in grado di farsi accarezzare dal vento del mondo moderno non mancando di rispetto all'heritage e al suo (grandioso) passato (ed è in buona compagnia vedi Jane Fonda BFF di Greta Thunberg). Proprio la magia che nasce dall'accostamento tradizione/innovazione ha aperto l'advertsing modaiolo a testimonial paladine della age diversity. La migliore ambassador per la pelliccia eco della collezione Spring 2021 di Stella McCartney (e dei tempi che cambiano)? Sophia Loren, ça va sans dire.

"Sono così onorata che una donna iconica, elegante, chic e tosta come Sophia Loren abbia aperto la sua mente e il suo cuore al mondo delle pellicce vegane per la prima volta in assoluto indossando il mio cappotto a base biologica e cruelty-free", ha scritto Stella McCartney sul suo profilo Instagram postando la foto dell'attrice definita (a buon ragione) "la personificazione della femminilità che trasuda fiducia femminile" con la pelliccia del suo marchio, realizzata con KOBA, la prima alternativa al mondo a base biologica e vegetale creata in esclusiva da ECOPEL, che richiede il 30% in meno di energia ed emette il 63% in meno di gas serra rispetto alla produzione di pelliccia sintetica tradizionale, rendendola una scelta gentile per l'ambiente e gli animali. Il coat faux fur in questione è il regalo che il brand del gruppo LVMH in collaborazione con Peta ha recapitato alla Loren in occasione del suo 86esimo compleanno celebrato lo scorso 20 settembre: un cadeau per "ispirare" Sophia a seguire l’esempio di altri trendsetter italiani e internazionali (e della Regina Elisabetta) e non indossare più pellicce animali.

"Il commercio di pellicce è un settore troppo violento e orribile per una persona della bellezza di Sophia", ha detto Mimi Bekhechi, vicepresidente dei programmi internazionali della PETA, come si legge sul sito ufficiale dell'organizzazione no-profit a sostegno dei diritti animali, "questo innovativo design vegano è la prova che si può ottenere un look strepitoso senza torturare e uccidere animali sensibili, e speriamo che abbia ispirato Sophia a unirsi al 90% degli italiani che ha rifiutato con tutto il cuore la sanguinosa industria della pelliccia". Chiarissimo. Sono tanti i nomi blasonati del mondo della moda made in Italy, tra cui Armani, Prada, Versace, Furla, Gucci ed Elisabetta Franchi, che hanno scelto da tempo di bannare le pellicce dalle loro collezioni, un po' per convinzione morale, un po' per convenienza vista l'importanza che le nuove generazioni (alias la clientela di riferimento) affidano ai temi etici e ambientali e per cui non sono disposti a scendere a compromessi. E se il (climate) change coinvolge anche Sophia, ecco, i boomers non sembrano avere più scampo.