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La Pernigotti sotto la guida JP Morgan riparte da Novi Ligure

Image from askanews web site
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Milano, 31 ago. (askanews) - Tutela del marchio storico, rilancio dello stabilimento di Novi Ligure, mantenimento degli attuali 49 dipendenti. Sono i tre capisaldi del futuro di Pernigotti sotto la guida americana di Jp Morgan Asset Management, che già controlla la Walcor di Cremona, storico produttore di cioccolato italiano. Per la prima volta mercoledì mattina all'incontro in videoconferenza con i ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico, i sindacati, i rappresentanti delle aziende e quelli delle Regioni Piemonte e Lombardia, è stato presentato un piano strategico di medio periodo per l'azienda dolciaria piemontese che dal 2014 è di proprietà del gruppo turco Toksoz e che da circa un anno è assente con i suoi prodotti dagli scaffali della grande distribuzione.

Il contratto di compravendita, siglato alla fine della scorsa settimana, prevede la cessione a Jp Morgan AM dell'intero pacchetto azionario e degli asset Pernigotti, con il closing dell'operazione fissato a fine settembre. Nel frattempo però la futura proprietà, d'accordo col gruppo Toksoz, ha deciso per l'immediata riapertura della fabbrica di Novi Ligure in modo da poter garantire la presenza del marchio Pernigotti nella prossima campagna di Natale.

Il piano industriale presentato al tavolo ministeriale è un piano di medio periodo che copre fino al 2027, in cui tutto il 2023 è considerato come un anno di transizione prima dell'entrata a pieno regime delle attività. L'ipotesi, secondo alcune fonti, è quella di chiudere il 2023 con un fatturato sui 18 milioni di euro e di raddoppiarlo in 4 anni a 38 milioni. In questo quadro, un ruolo molto forte lo giocano le sinergie sul fronte della distribuzione ma anche degli acquisti, per esempio, con la cremonese Walcor, nota per le sue monetine di cioccolato, che ha attività complementari rispetto alle creme spalmabili e ai gianduiotti di Pernigotti, non legati esclusivamente a ricorrenze. E il primo test potrebbero essere proprio le festività natalizie quando i prodotti dell'azienda piemontese potrebbero arrivare sugli scaffali dei supermercati grazie a un accordo commerciale con Walcor. L'investimento di partenza dovrebbe aggirarsi, secondo le stesse fonti, intorno ai 5-6 milioni di euro, una somma necessaria per la futura proprietà per rimettere in piedi l'azienda, su cui in questi anni gli investimenti sono stati ridotti al lumicino.

Tuttavia c'è un altro aspetto di questa operazione di salvataggio che è necessario tenere in considerazione ed è proprio la concessione della proroga di 12 mesi della cassa integrazione straordinaria, scaduta lo scorso 30 giugno. La concessione della cigs è una condizione necessaria per il closing dell'operazione al 30 settembre, ma secondo alcune fonti sindacali la cigs potrebbe essere concessa anche dopo quella data in capo questa volta a JP Morgan e non più al gruppo Toksoz, nel qual caso avrebbe una durata di 24 mesi. Per capire questo passaggio è necessario aspettare l'incontro, sempre da remoto, fissato il 12 settembre, in cui anche questo nodo dovrebbe sciogliersi.

L'acquisizione da parte di JP Morgan e la sinergia con Walcor sono state accolte positivamente dai sindacati Fai Flai e Uila che parlano di "un piano industriale dettagliato e di prospettiva che valorizza il marchio storico Pernigotti, rilancia la produzione dello stabilimento di Novi Ligure e tutela i livelli occupazionali attualmente in forze, con importanti prospettive di formazione e riqualificazione professionale". "E' la prima volta che vediamo un piano che va oltre alla durata di una cassa, JP Morgan è comunque una banca di tutto rispetto - ha aggiunto un sindacalista presenta al tavolo - oggi ci hanno detto che investiranno più soldi di quello che hanno speso per comprarla".

L'auspicio a questo punto è che ci sia "una valutazione positiva anche da parte della direzione generale degli ammortizzatori sociali, per la proroga della cassa integrazione", concludono i sindacati, in modo da poter scrivere un nuovo capitolo per questa azienda fondata dall'omonima famiglia nel 1860.