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La regista Laura Angiulli: "Porto a Napoli le donne dei romanzi di Philip Roth"

·2 minuto per la lettura

Le donne - protagoniste o coprotagoniste o solo collaterali, ma sempre presenti con forza e carattere, anche senza stare sotto la luce dei riflettori, nei romanzi di Philip Roth - arrivano ora a teatro, con la messinscena di 'Lucy e le altre' proposta dalla drammaturga e regista Laura Angiulli, per un lavoro tratto dai romanzi dello scrittore ebreo americano 'Quando lei era buona', 'Inganno' e il suo capolavoro 'Pastorale Americana', domani e domenica alla Galleria Toledo di Napoli per la rassegna del 'Campania Festival' diretta da Ruggero Cappuccio.

Un titolo - 'Lucy e le altre' - che può suonare alla Almodovar ('Lucy, Pepi, Bom e le altre ragazze del mucchio'...) o richiamare i fumetti di Charles Schulz ('Lucy e le altre', appunto) ma in realtà "vuole riferirsi direttamente all'opera di Roth e alle sue donne, così determinate da arrivare persino all'auto-annientamento", come spiega Angiulli all'AdnKronos. In scena, complessivamente, vanno dodici artisti per uno spettacolo che, dopo le due performance per il 'Campania Festival', sarà con ogni probabilità ripreso entro la fine dell'anno sempre alla Galleria Toledo di Napoli, "sperando che poi possa essere proposto anche in diversi palcoscenici degli Stabili italiani".

Tornando alle donne, "nell'opera di Roth la figura femminile è sempre presente ma quasi mai è la protagonista in primo piano - osserva Laura Angiulli - Ho voluto focalizzare l'attenzione su queste figure, scegliendone tre da altrettanti lavori per tre set, partendo da Lucy per arrivare alle 'altre'. E ho preferito unificare queste figure, anche con il ricorso alle musiche e ai ritmi, privilegiando una collocazione storica e geografica più astratta o se vogliamo universale, rispetto a quella puntuale di Roth, ma sempre con un grande rispetto per la scrittura dell'autore e per opere che nascono come romanzi e non per essere rappresentate a teatro".

(di Enzo Bonaiuto)

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