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La ripresa poderosa di economia e utili spinge ancora i mercati azionari

Leo Campagna
·5 minuto per la lettura
La ripresa poderosa di economia e utili spinge ancora i mercati azionari
La ripresa poderosa di economia e utili spinge ancora i mercati azionari

Nonostante la rotazione settoriale e la correzione dei titoli growth i multipli di Borsa restano elevati. Ma i dati economici e gli utili sono incoraggianti soprattutto per le small cap USA, i mercati emergenti e il value

MULTIPLI ANCORA ELEVATI

I settori “growth” continuano a sembrare costosi, con i beni di consumo discrezionali trattati a un rapporto prezzo/utili di 22,2 volte rispetto alla media decennale di 15,2, mentre altri settori come i materiali di base, l’assistenza sanitaria e i beni di consumo essenziali sembrano invece relativamente a buon mercato. A livello geografico, come spiega nell’articolo “Azionario, per gli investitori ventaglio più ampio di opportunità”, il Team di Fineco Asset Management, Stati Uniti e Europa seguono un modello paragonabile, con quest’ultima in generale più economica a eccezione dei tecnologici, mentre l’immobiliare statunitense sembra più caro. Anche nei mercati emergenti ci sono alcune eccezioni, come il settore sanitario che viene scambiato a multipli più elevati, probabilmente perché è ancora in fase di crescita rispetto ai mercati sviluppati.

AZIONI FAVORITE DALL’INFLAZIONE

Il rischio di ribasso dei mercati azionari sembra comunque restare limitato rispetto ai recenti guadagni, perché il materializzarsi della ripresa globale nella seconda metà del 2021 riequilibrerà il rapporto tra le aspettative degli investitori e gli effettivi sviluppi di economie e mercati. A sostenerlo, nell’articolo “Perché le piccole correzioni possono essere positive per l’azionario”, Colin Moore, Global Chief Investment Officer di Columbia Threadneedle Investments , che sottolinea come, in periodi incerti sul fronte dell’inflazione, è importante tener presente che, se la crescita rimane superiore alla media, le azioni tendono a generare buone performance in periodi di inflazione sia superiore che inferiore alla media. Naturalmente, sottolinea l’esperto di Columbia Threadneedle, livelli di inflazione vertiginosamente alti o una deflazione particolarmente grave possono turbare un’economia e il rispettivo mercato azionario, ma al momento non sembrano scenari probabili.

RIPRESA PODEROSA DI ECONOMIA E UTILI

Anche Maya Bhandari, Gestore di portafoglio Multi-Asset di Columbia Threadneedle Investments, nell’articolo “Gli utili globali sono destinati a crescere più delle attese”, sottolinea che la ripresa dell’economia e degli utili dagli effetti del Covid-19 è stata solida e continua ad essere più poderosa del previsto, ma aggiunge che l’aumento del costo del capitale da livelli bassissimi, come osservato soprattutto nelle ultime settimane, è un rischio non da poco. In particolare, la forte correzione dei mercati dei tassi sovrani nelle ultime settimane sembra rispecchiare i crescenti timori di un “errore politico” ad opera della Fed, che potrebbe anticipare il cosiddetto tapering di un anno o più, e il mercato si chiede se sia ora di prendere le distanze dall’idea di rendimenti obbligazionari bassissimi. Per Bhandari dipende, soprattutto dall’interazione di tre forze: i fattori che spingono al rialzo i rendimenti, la risposta di politica e banche centrali, e la capacità degli utili di crescere al ritmo serrato previsto.

LE SPINTE FONDAMENTALI AL VALUE

Ora però, secondo Eli Salzmann, CIO Senior Portfolio Manager, e David Levine, Portfolio Manager di Neuberger Berman, il vento sui mercati è cambiato. Secondo i due manager, due dei motivi principali del ritorno in auge delle azioni value stanno nelle notizie che nelle ultime settimane hanno dominato la scena, vale a dire l’aspettativa di una crescita dell’economia e l’aspettativa di un aumento dell’inflazione e dei tassi d’interesse. Dopo la crisi finanziaria del 2008-2009, la crescita è avanzata a rilento, e gli investitori hanno cercato soprattutto asset con una crescita attesa degli utili più rapida rispetto a quella del PIL, rendendo le azioni growth da preferire. Nel tira e molla tra growth e value giocano, secondo i due esperti di Neuberger Berman, anche i tassi di interesse perché determinano il tasso di sconto utilizzato per valutare gli utili futuri. Gli utili delle società growth vengono valutati in termini futuri più lontani rispetto ai value, per cui le valutazioni aumenteranno di più in un contesto di calo dei tassi. Nel 2007, ricordano i due gestori nell’articolo “Il vento è cambiato per le azioni value”, il rendimento dei Treasury a 10 anni era al 5% e durante la pandemia dell’anno scorso era sceso sotto 0,4%.

PREFERENZA PER SMALL CAP USA E MERCATI EMERGENTI

Resta il fatto che, come fanno notare gli esperti di BlackRock nell’articolo “Ripartenza più forte del previsto, BlackRock sovrappesa l’azionario Usa”, la ripartenza economica post-Covid è molto più forte di una normale ripresa dopo una recessione. Il rapido aggiustamento al rialzo dei rendimenti dei Treasury rispecchia questo dato ed è coerente con il tema del "nuovo nominale". La ripartenza supporta un atteggiamento pro-rischio nei prossimi 6-12 mesi e spinge a investire su asset ciclici. Per questo BlackRock sovrappesa l’azionario Usa, con una preferenza per le small cap che si estende anche ai settori del private e del credito privato. La grande casa esprime preferenza anche per gli asset reali in quanto offrono una sorta di sterilizzazione dall’inflazione in crescita. Sovrappeso anche per l’azionario dei mercati emergenti, con i recenti storni che rappresentano altrettante opportunità di aumentare l’esposizione perché questa asset class dovrebbe continuare a beneficiare della ripresa, supportata da un dollaro stabile e anche dal rally dei prezzi delle commodity, per le economie più esposte su questo fronte.

IN CINA TECNOLOGIA, HELTHCARE E GREEN

Infine, in un’economia cinese sempre più guidata dai consumi, l’approccio azionario di JP Morgan Asset Management è basato sui trend di lungo termine di tecnologia, healthcare e green. Rebecca Jiang, co-manager di JPMorgan Funds – China A-Share Opportunities Fund, segnala che la tecnologia è sempre più presente nella vita quotidiana anche oltre gli smartphone e l’e-commerce, con l’intelligenza artificiale e il cloud computing. Altre interessanti opportunità sono segnalate nell’articolo “La ricetta di JP Morgan per investire in Cina” dalla manager nell’energia pulita. Oltre all’impegno di essere a emissioni zero entro il 2060, la Cina è diventata leader nei veicoli elettrici e nelle apparecchiature per l’energia solare, per cui il portafoglio del China A-Share Opportunities Fund guarda ai titoli lungo la catena del valore come Yunann Energy New Material, che produce separatori per le batterie dei veicoli elettrici, ritenendo che questa sia un’area interessante con un rapido potenziale di crescita.