Italia markets open in 4 minutes
  • Dow Jones

    33.587,66
    -681,50 (-1,99%)
     
  • Nasdaq

    13.031,68
    -357,75 (-2,67%)
     
  • Nikkei 225

    27.448,01
    -699,50 (-2,49%)
     
  • EUR/USD

    1,2101
    +0,0025 (+0,21%)
     
  • BTC-EUR

    42.344,88
    -5.210,31 (-10,96%)
     
  • CMC Crypto 200

    1.405,92
    -157,92 (-10,10%)
     
  • HANG SENG

    27.887,58
    -343,46 (-1,22%)
     
  • S&P 500

    4.063,04
    -89,06 (-2,14%)
     

La rivoluzione parte da Prime Minister, la scuola di politica per diventare premier donne in Italia

Di Elena Fausta Gadeschi
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Tim Graham - Getty Images
Photo credit: Tim Graham - Getty Images

From ELLE

Il mondo (della politica) non basta. Le ragazze della Generazione Z non si accontentano più di partecipare a un governo, loro vogliono guidarlo. Sono giovani, affamate e certe che in futuro anche nella politica italiana ci sarà spazio per le donne premier, che finora nel nostro Paese non hanno mai trovato natali nonostante le XVIII legislature e i ben 67 governi che dal 1946 si avvicendano nella storia della nostra Repubblica. Eppure in Europa sono diverse le prime ministre donne che anche nella gestione della pandemia hanno dimostrato grande determinazione e senso pratico. Dalla cancelliera tedesca Angela Merkel alla premier islandese Katrín Jakobsdóttir, da Erna Solberg, primo ministro della Norvegia, alla neo premier estone Kaja Kallas fino alla danese Mette Frederiksen e alla finlandese Sanna Marin, che a 35 anni è la più giovane leader di governo al mondo.

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

Il primato certo è tutto dei Paesi nordici eppure anche qui in Italia molte ragazze vorrebbero ambire a posizioni politiche di responsabilità se non addirittura di potere. Ne è prova il numero sempre crescente di studentesse iscritte a Prime Minister, la scuola per giovani donne di età compresa fra i 14 e i 18 anni, che vogliono intraprendere un percorso di formazione nella politica, intesa come capacità di comprendere e guidare la società. «Volevamo ispirare le giovanissime, discutere con loro di democrazia e istituzioni, di giustizia, sviluppo sostenibile, volevamo riflettere sulla potenza della cittadinanza attiva, così come sull’insensatezza di stereotipi di genere che ancora inchiodano le donne a ruoli secondari e sulla necessità, invece, di nuove leadership femminili” hanno spiegato al Corriere della Sera Angela Laurenza, Denise Di Dio, Eva Vittoria Cammerino e Florinda Saieva, le quattro amiche che nel 2018 hanno avuto l’idea di fondare la prima scuola di politica per ragazze proprio a Favara, una piccola cittadina in provincia di Agrigento.

Presentato pubblicamente al Parlamento europeo il 14 febbraio 2019 in collaborazione le associazioni Movimenta e Farm Cultural Park, il progetto è già alla sua seconda edizione e, nonostante le difficoltà dei corsi a distanza dell’ultimo anno accademico, sta registrando un’ampia adesione tra le ragazze di tutta Italia tanto da richiedere l’apertura di nuove sedi a Napoli, Torino, Rieti, Roma, Rovigo e Bari. I corsi, erogati anche in formato digitale al costo simbolico di 20 euro, sono rivolti a ragazze sotto i 18 anni e prevedono un impegno di un intero sabato al mese per sette-otto mesi, con workshop dedicati alla Costituzione, alla Diplomazia, oltre che al concetto di empowerment femminile. Il programma include anche talk aperti al pubblico, testimonianze di esponenti del mondo politico, istituzionale, culturale, imprenditoriale e scientifico, oltre che visite ufficiali a istituzioni e redazioni giornalistiche.

Un progetto che ha il sapore della sfida generazionale oltre che di genere, (non a caso si rivolge a giovanissime), ma che punta anche a riavvicinare i ragazzi al mondo della politica e a rilanciare le regioni del Sud Italia, dove si riscontrano problemi enormi che riguardano anche il fenomeno della dispersione scolastica. “Noi puntiamo a tirare fuori il talento di queste giovanissime, la loro sensibilità, pensando che possano essere proprio queste ragazze le Prime Ministre di domani. Abbiamo tutti un disperato bisogno di cambiamento e io credo che, dopo il momento orribile che stiamo vivendo, saremo più pronti a farlo avverare”.