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La Russia è responsabile dell'omicidio Litvinenko

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La Corte europea dei diritti dell'uomo ritiene la Russia responsabile dell'assassinio di Alexander Litvinenko avvenuto nel 2006 a Londra.

L'ex spia russa venne avvelenata in un hotel della capitale britannica con alcune gocce di polonio radioattivo nella tazza di tè. Morì dopo alcuni giorni di agonia: tracce di polonio 210 furono rinvenute in diversi locali dove Litvinenko si era iontrattenuto con due ex agenti del Kgb, prima di sentirsi male ed essere in seguito ricoverato.

Era stato un agente dei servizi segreti russi, Litvinenko, e successivamente un dissidente del governo. A rivolgersi alla Corte di Strasburgo, la sua vedova, Marina, per la quale il tribunale ha anche stabilito un risarcimento da 100mila euro.

La storia si è poi ripetuta con l'ex spia russa Serguei Skripal, sopravvissuto fortunosamente a un tentato omicidio con l' agente nervino Novichok, mentre si trovava a Londra in compagnia della figlia, anch'essa avvelenata.

Padre e figlia sopravvissero dopo alcuni giorni in ospedale, contro ogni aspettativa. Nelle scorse ore la polizia britannica ha formalizzato accuse contro un terzo cittadino russo, oltre ai due presunti autori materiali incriminati subito dopo l'avvelenamento, nel 2018.

La Russia, per entrambi i casi, continua negare qualsiasi coinvolgimento, come è stato sempre negli ultimi anni.

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