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La Russia e l'Ucraina d'accordo su un nuovo scambio di prigionieri

C'è voluta la mediazione degli Emirati Arabi per portare a termine la trattativa per un nuovo scambio di prigionieri tra Ucraina e Russia. A Kiev rientrano in 116, e tra loro ci sono alcuni uomini catturati durante l'assedio di Mariupol, i combattimenti di Kherson e la battaglia di Bakhmut. Tra loro 23 sono feriti o malati, alcuni hanno perso gli arti a causa del congelamento. A Mosca vengono rilasciati 63 prigionieri.

Tornano in Ucraina anche i corpi di Chris Parry e Andrew Bagshaw, due cittadini britannici che erano stati uccisi a gennaio nel Donbass. Si tratta della seconda procedura di rilascio di prigionieri dall'inizio del 2023 e segue quella dell'8 gennaio, in cui 50 soldati del Cremlino furono rimpatriati. La più grande operazione si svolse a settembre 2022 e coinvolse circa 300 persone tra militari russi, soldati ucraini e volontari stranieri che si erano uniti all'esercito ucraino.

Anriy Yermak, capo di gabinetto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha annuciato che con l'ultimo scambio di prigionieri il governo ha rimpatriato 87 soldati delle forze armate ucraine, due dei quali ufficiali, otto soldati delle Forze di difesa territoriale, sette della Guardia Nazionale, sei della Polizia Nazionale, cinque della Guardia di Frontiera, due della Marina e un rappresentante del Servizio di emergenza statale".

Ma anche se poche decine di uomini rimpatriano, sono migliaia i soldati schierati lungo il fronte. Il sindaco di Mariupol ha annunciato che si contano tra le 10 e le 15 mila le nuove truppe arrivate dalla Russia per difendere la città.