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La storia affascinante di Consuelo Kanaga, fotografa dell'America più profonda

Di Daniela Ambrosio
·4 minuto per la lettura
Photo credit: Consuelo Kanaga - Wikimedia Commons
Photo credit: Consuelo Kanaga - Wikimedia Commons

From ELLE

Coraggiose, glamorous, osannate, sconosciute, avventurose. Sempre vigili e pronte a cogliere l’attimo più fuggevole, oppure estremamente riflessive, alla ricerca dell’inquadratura perfetta. Sono le donne fotografe, coloro che sono riuscite, attraverso l’obbiettivo, ad abbattere i pregiudizi di una pratica considerata “maschile”. Ma non solo: hanno lavorato in situazioni di pericolo, mettendo spesso a rischio la loro stessa vita. Si tratta di donne che hanno contribuito a cambiare i costumi, a far uscire le donne dalla loro posizione di "angeli del focolare", per conquistare, finalmente anche se faticosamente, il loro posto nel mondo.

Consuelo Kanaga è una donna difficile da definire. Di famiglia benestante - suo padre era un avvocato di successo e sua madre lavorava nel settore immobiliare come agente, all'epoca un lavoro insolito per una donna - crebbe tra l'Oregon e la California. Studiò per diventare giornalista, ma ben presto subì il fascino della fotografia: la decisione di intraprendere questa strada arrivò sfogliando la celebre rivista di Alfred Stiglitz, Camera Work. Fondamentali furono poi gli incontri con i più celebri fotografi (e fotografe) del tempo: Dorothea Lange, Edward Weston, Anne Brigman e Louise Dahl-Wolf. La passione per la fotografia segnò anche l'inizio della sua tormentata vita amorosa: nel 1919 si sposa per la prima volta, ma il matrimonio dura appena due anni. La carriera fotografica vera e propria di Consuelo Kanaga inizia a New York, dove trova lavoro come fotogiornalista e, finalmente realizza il suo sogno: conoscere il grande Alfred Stieglitz.

Photo credit: Brooklyn Museum
Photo credit: Brooklyn Museum

Sarà proprio il fotografo e giornalista a indirizzarla verso uno stile più personale e artistico. Gli anni newyorkesi saranno fondamentali per la fotografa, che comincia a interessarsi ai panorami cittadini, a ritrarre gente comune oppure personaggi di successo. Un nuovo amore però porterà Consuelo a lasciare la Grande Mela per la California: si fidanza infatti con un suo collega e si trasferisce con lui a San Francisco. Anche questa relazione però dura poco e, tempo sei mesi, la coppia si separa. L'incontro con la fotografa Tina Modotti, in visita a San Francisco, sarà molto importante per Consuelo, che subisce il fascino della carismatica fotografa di origini italiane.

Tina la invita a viaggiare per l'Europa in cerca di nuove ispirazioni e la fotografa americana decide in breve tempo di partire: viaggia in Italia, Francia, Ungheria, Germania. Un nuovo amore (ancora una volta) è nel destino di Consuelo: mentre viaggiava in Tunisia, incontra James Barry McCarthy, uno scrittore ed ex pilota irlandese: è amore a prima vista e dopo pochi mesi la coppia si sposa e va a vivere a San Francisco, città nella quale la fotografa aveva molti contatti professionali. Decide infatti di aprire uno studio fotografico tutto suo e comincia a stampare le numerose immagini che aveva scattato in giro per l'Europa. Visto che lo studio va a gonfie vele, decide di assumere un aiutante tuttofare, l'afroamericano Eluard Luchell McDonald. Sarà proprio lui ad affascinarla e a farla appassionare alla cultura afroamericana e alla loro continua lotta contro il razzismo.

Photo credit: Wikimedia Commons
Photo credit: Wikimedia Commons

(from the Tennessee series), 1948. Brooklyn Museum' expand='' crop='original'][/image]

Per Consuelo Kanaga è la svolta definitiva: da questo momento in poi si focalizzerà sui ritratti di persone di colore, sull'intimità delle loro case e della loro cultura. La sua tormentata vita amorosa tuttavia la porterà a cambiare ancora una volta città: nel 1935 infatti ritorna nuovamente a New York da donna single e cominciò a ritrarre la comunità nera che abitava ad Harlem. Non contenta di visitare il quartiere da "turista", la Kanaga si trasferì ad Harlem e cominciò a frequentare alcune famiglie: il suo intento era quello di calarsi completamente nelle loro vite, cogliendone gli aspetti più segreti, più intimi. Fu proprio qui che conoscerà il suo futuro marito, il pittore Wallace Putnam: è lui l'uomo giusto, infatti resterà con lui tutta la vita.

Dopo una breve parentesi con l'insegnamento - che abbandonerà perché lo considerava poco "creativo" rispetto alla professione di fotografa - ritornerà a dedicarsi a tempo pieno alla fotografia. Fino alla fine dei suoi giorni. La vita di Consuelo Kanaga è stata sicuramente tormentata: ha cambiato partner, città, amicizie. Una sola cosa però l'ha accompagnata sempre: la fotografia. Colta, curiosa, nel corso della sua esistenza ha coltivato numerosi interessi, ma la sua più grande passione è sempre stata quella di immortalare il suo Paese, l'America.

Volti, paesaggi naturali, città: nella fotografia di Consuelo Kanaga c'è tutto questo e molto altro ancora. La sua grande passione - e ciò che la distingue nel panorama fotografico del tempo - era la comunità afroamericana, che in quegli anni pativa il disagio del razzismo e dell'emarginazione. Sul suo lavoro affermò «Avrei potuto fare molto di più, fare molti più lavori e sviluppare più immagini, ma avevo anche il desiderio di dire ciò che sentivo sulla vita. Cose semplici come una piccola immagine nella finestra o l'angolo dello studio o una vecchia stufa in cucina, mi hanno sempre affascinato.» Ed è proprio la semplicità delle cose e delle persone più ordinarie il grande fascino della fotografia di questa donna che visse una vita sopra le righe, inseguendo immagini di pura poesia.