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La storia e l'evoluzione della depilazione nel corso dei secoli spoglia il corpo delle donne da ogni giudizio

·5 minuto per la lettura
Photo credit: Foto Unsplash | Billie
Photo credit: Foto Unsplash | Billie

I peli non sono più solo una parte integrante del corpo umano spesso e volentieri da eliminare, ma sono una questione sociale, culturale ed estetica, soprattutto legata al corpo femminile.

Il canone della donna depilata sempre e in ogni parte del corpo è stato nell'ultimo secolo quello imperante: il pelo è qualcosa di cui vergognarsi, tanto che addirittura nelle pubblicità di prodotti come rasoi o creme depilatorie, questi nemmeno compaiono sulla pelle delle modelle. Una vera e propria censura nel nome del decoro che ha visto raramente eccezioni. Le cose però stanno lentamente cambiando grazie soprattutto ai social e a una nuova consapevolezza di se stessi: tutto ciò che viene considerato imbarazzante dal pensare comunque, ora viene discusso e soprattutto mostrato dai più giovani, soprattutto ragazze, che non hanno più paura di essere ciò che sono e di accettare la propria natura.

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Baffetti, sopracciglia unite, gambe, inguine, ascelle ma anche pancia e schiena: i peli sono ovunque e oggi scegliere di eliminarli è una questione puramente personale. La pressione culturale sta venendo soppiantata dal libero arbitrio, che riscrive il concetto di bello e di femminilità, ma anche di inclusione, arrivando a toccare il mondo della moda e soprattutto, della pubblicità e del marketing, che fanno sempre più leva sul nuovo bello.

Ma il rapporto tra l'essere umano e i peli è molto antico: gli uomini delle caverne iniziarono a praticare la depilazione con strumenti rudimentali per eliminare il problema dei geloni in inverno e in generale dei parassiti. Una volta risolte le questioni di sopravvivenza grazie anche alla riduzione della quantità di pelo sul corpo umano sancendo la separazione netta dagli animali, sono iniziate quelle estetiche.

Gli antichi Egizi avevano una profonda cultura della depilazione, eliminando spesso anche sopracciglia e capelli. Nell'Antica Grecia prima e tra i Romani poi, la depilazione assunse un ruolo importante soprattutto tra le classi più aristocratiche: rasoi di rame, pinzette create con conchiglie ma anche paste depilatorie a base di zucchero (usate tutt'oggi), come quella che utilizzava Cleopatra secondo la leggenda, erano i metodi più comuni.

Anche nel mondo arabo il culto della pelle glabra si diffuse: qui venne creato il metodo del filo, oggi ancora utilizzato e considerato uno dei migliori poiché estremamente delicato sulla pelle.

Nel corso del Medioevo, in Europa, viene a consolidarsi il concetto di pelo femminile come qualcosa da nascondere: non deve essere né eliminato né mostrato. Ma questo non ferma le donne aristocratiche dal mettere mano al proprio volto, come raccontano le opere d'arte dell'epoca, che mostrano donne con sopracciglia inesistenti o molto sottili.

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Alla corte di Elisabetta I la fronte alta è segno di bellezza: le donne eliminano tutto dal viso e perfino le prime file di capelli per renderla più spaziosa. La cura del pelo è sinonimo di civiltà e coinvolge tutti, anche gli uomini, che devono tenere ben curati baffi e barbe. Il resto del corpo, rimanendo coperto, viene sostanzialmente ignorato.

Jean-Jacques Perret nel corso del 1700 adatta un bisturi alla depilazione del corpo umano, di fatto inventando il rasoio, il quale entrerà in commercio e si diffonderà solo del 1915. Nel frattempo si consolida culturalmente il concetto di donna glabra in contrasto all'uomo: si marca la differenza netta tra i due generi, dove maschile e femminile sono due mondi ben separati.

Con la diffusione delle riviste femminile e del concetto di cultura popolare, accompagnato da un sempre più crescente benessere economico in Occidente, esplode la depilazione come statement femminile. La donna depilata viene rappresentata dalla moda e dal cinema: le dive sono liscissime, gambe, ascelle, tutto è assolutamente privo di peli. Addirittura Marilyn e Liz Taylor pare si rasassero il viso. Oggi moltissime beauty guru mostrano come eliminare la peluria del viso con dei rasoi appositi ed è una tecnica molto utilizzata anche da modelle e fotomodelle e poiché rendendo la pelle più liscia, il make-up ha una resa migliore, ma all'epoca di certo non c'erano gli strumenti delicati di oggi: questa leggenda fa molto riflettere sulla pressione alla perfezione alla quale erano sottoposte le dive, che dettano il canone generale dell'epoca.

Con i movimenti del '68 c'è un ulteriore scossa alla figura femminile: la decisione delle donne di farsi crescere i peli non è soltanto per rivendicare una libertà che agli uomini è da sempre concessa, ma è anche per non dover più sottostare al concetto di bellezza: l'opposto di oggi, dove invece si rivendica un canone più ampio e variegato, dove il pelo può essere bello.

Le donne e i peli negli ultimi trent'anni

Nell'evoluzione recentissima del rapporto con i peli non si può non citare il ruolo fondamentale che ha avuto la pornografia, la sua estetica e soprattutto la sua grandissima diffusione. Alla fine degli Anni 80 e l'inizio degli Anni 90 si diffonde la cosiddetta depilazione alla brasiliana, un nome esotico per una pratica inventata a New York che prevede l'eliminazione completa dei peli pubici tranne una piccola porzione sul Monte di Venere. Una tecnica nata soprattutto per questioni pratiche, per inquadrare e rendere meglio foto e video: con la fruizione sempre più di massa di questi prodotti, viene chiesto alle donne di adeguarsi, di fatto rendendo la depilazione completa dell'inguine una pratica assolutamente comune. E quindi via di ceretta ma anche trattamenti (semi) permanenti come luce pulsata e laser per "debellare" il problema dalla radice, letteralmente. In Giappone, la questione peli pubici è oggi ancora più estrema: questi vengono addirittura censurati.

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La dettatura del glabro, come dicevamo, è venuta meno negli ultimi anni, dove in generale è in atto un grande lavoro sulla ricostruzione dell'immagine femminile da tutti i punti di vista: peso, tagli, etnia e anche pelo, che compare sulle ascelle, sugli stinchi e sopra le labbra delle ragazze, e non è più un tabù. Nell'attualità si lotta per una maggiore libertà per le donne ma anche per gli uomini, per tutta l'umanità, anche estetica.

Certo, è difficile scardinare un concetto di femminilità che si sedimentato nei secoli, ma oggi più che mai bellezza è libertà di fare ciò che si vuole col proprio corpo.

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